I mammut lanosi vivevano ancora 4.300 anni fa e potrebbero essere “resuscitati”

L’ultima popolazione sopravvissuta nell’isola di Wrangel e si è estinta per consanguineità

[11 maggio 2015]

Lo studio “Complete Genomes Reveal Signatures of Demographic and Genetic Declines in the Woolly Mammoth” pubblicato su Current Biology rivela che i mammut vivevano ancora sulla Terra mentre fiorivano le prime grandi civiltà. Un team internazionale di ricercatori guidato da Eleftheria Palkopoulou, del dipartimento di bioinformatica e genetica del Museo di scienze naturali della Svezia, spiega che «I processi che portano alle estinzioni delle specie sono tipicamente caratterizzati da cali prolungati nella dimensione della popolazione e nella loro distribuzione geografica, seguiti da una fase in cui le popolazioni sono molto piccole e possono essere soggette a minacce intrinseche, inclusa la perdita di diversità genetica e la consanguineità. Tuttavia, non è chiaro se tali fattori genetici abbiano avuto un impatto sulle specie prima della loro estinzione, esaminare questo richiederebbe una ricostruzione dettagliata della storia demografica di una specie così come dei cambiamenti nella diversità del genoma che portano fino alla sua estinzione». Lo studio presenta la sequenza genomica completa di alta qualità, da due mammut (Mammuthus primigenius). Il primo mammut risale a circa “soli” 4.300 anni fa ed è uno degli ultimi individui sopravvissuti sull’isola di Wrangel, nell’attuale Artico russo; il secondo mammut è molto più vecchio: risale a circa 44.800 anni fa e faceva parte dei branchi che vivevano nel tardo Pleistocene nel nord-est della Siberia. Il team di ricercatori dice che l’Analisi genetica dei due mammut rivela «un collo di bottiglia della popolazione durante il Pleistocene medio o inferiore e una più recente forte calo negli antenati del mammut di Wrangel alla fine dell’ultima glaciazione. Un confronto tra i due genomi di mostra che il mammut Wrangel ha una riduzione del 20% in eterozigosità». Quindi la popolazione dell’isola di Wrangel, l’ultima superstite della popolazione di mammut lanosi, poco prima di estinguersi aveva una diversità genetica ridotta. I Mammut lanosi avevano più o meno le dimensioni di moderni elefanti africani, ma erano coperti da una fitta pelliccia e dotati di enormi zanne. Fecero la loro comparsa in Siberia circa 700.000 anni fa e poi si diffusero rapidamente in tutto il Nord America e nel Nord dell’Eurasia. Il campione di zanna trovato sull’isola di Wrangel è uno dei più recenti resti di mammut lanosi resti trovati fino ad oggi. l’isola si separò dalla terraferma russa circa 12.000 anni fa a causa dell’innalzamento del livello del mare, intrappolando un branco di mammut mentre nel resto dell’emisfero nord i mamut stavano già avviandosi verso l’estinzione. Love Dalemn, un biologo del Museo di scienze naturali della Svezia che ha partecipato allo studio, spiega: «Non sappiamo perché. La caccia da parte degli esseri umani, il cambiamenti nell’ambiente, il riscaldamento delle temperature. Ma accadde ovunque – questo è certo – e allo stesso tempo». Quello che i ricercatori hanno scoperto è che prima che si estinguessero c’erano già stati due estesi episodi di mortalità di mammut lanosi: uno circa 300.000 anni fa e che aveva richiesto alla specie circa 100.000 anni per riprendersi; l’atro circa 12.000 anni fa, al quale sopravvissero poche centinaia di mammut. I mammut di Wrangel probabilmente sono sopravvissuti per circa 6.000 anni dopo che i mammut della terraferma si erano già estinti. Poi l’isolamento e la consanguineità li hanno portati inesorabilmente all’estinzione. Ma lo studio apre nuove prospettive per un progetto molto contestato: il sequenziamento realizzato del genoma di diversi mammut, potrebbe rendere possibile far rinascere la specie. Secondo il Siberian Times, il team scientifico svedese, russo, canadese e statunitense ha aperto la strada ad una possibile clonazione del Mammuthus primigenius e il genetista evolutivo Vincent Lynch, dell’università di Chicago conferma: «Il lavoro è solamente un preambolo per una probabile resurrezione del mammut lanoso, o per lo meno per la possibilità di introdurre dei geni del mammut nell’elefante asiatico perché possa sopravvivere nall’Artico». Intanto in Russia stanno preparando il Parco del Pleistocene, 16 Km2 nella Yakuzia, nel nord della Siberia, dove dovrebbero essere ospitati i cloni dei mammiferi estinti. Sinceramente, non si riesce a capire il perché di tutti questi sforzi e investimenti per far resuscitare pochi esemplari di un animale estintosi per consanguineità, mente i suoi eredi, gli elefanti africani e asiatici, rischiano di estinguersi in natura in molti dei Paesi del loro areale.