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I Parchi a un passaggio critico

Senza una politica nazionale raccordata a quella comunitaria i parchi e le politiche ambientali e del governo del territorio continueranno a fare acqua

[26 settembre 2018]

 

Basta affidarsi alle cronache quotidiane per rendersi conto che parchi e aree protette nazionali, regionali, locali, comunitarie al nord come al sud e al centro stanno vivendo una fase estremamente critica e a rischio.

Per molti versi non si tratta di problemi nuovi ma la novità è che essi, rimasti nella maggior parte dei casi irrisolti – si pensi ai piani nei parchi nazionali ma anche alle aree protette marine- se ne vedono aggiungere  di nuovi o vecchi che ritornano. Si pensi alla gestione della fauna, della caccia, dei guardaparco dopo il passaggio del CFS ai Carabinieri, che hanno accresciuto quei problemi ma anche quello degli incendi e così via. E mentre per fortuna in alcuni territori delicatissimi come quelli terremotati si registra la ripresa di una presenza politica e culturale efficace e interessante, in territori – penso alle Alpi – dove nel complesso parchi e aree protette sia regionali che nazionali si sono contraddistinti per gestioni efficaci, presentano ora situazioni segnate da progetti e iniziative assai poco compatibili con realtà dove i ghiacciai si sciolgono e la mobilità si complica.

A fronte di questa condizione dove abbiamo assistito recentemente anche a tragedie e drammi con vittime e disastri, le risposte finora –nonostante alcune dichiarazioni del ministro Costa giustamente preoccupate- Stato, Regioni ed Enti locali sembrano ancora in forte difficoltà, non soltanto finanziarie, a garantire risposte politiche e istituzionali    efficaci e concordate. Si concordate perché ormai dovrebbe essere chiaro anche agli orbi, che senza una politica nazionale raccordata a quella comunitaria per i parchi ma più in generale le politiche ambientali e del governo del territorio continueranno a fare acqua e neppure pulita.

Dopo gli insuccessi parlamentari avremo finalmente qualcosa di nazionale che sia tale?

Non sarebbe male che partecipassero anche i parchi di più e meglio di quanto hanno fatto finora. Noi dopo il libro sul Parco di San Rossore stiamo per pubblicarne uno dedicato a Bino Li Calsi indimenticato presidente del Parco dell’Etna e di Federparchi nonché capo gabinetto di Piersanti Mattarella assassinato dalla mafia.

di Renzo Moschini – Gruppo di San Rossore