I petrelli delle Mascarene fotografati per la prima volta in volo al largo della Réunion

Foto eccezionale: un rarissimo esemplare si libra in aria già pronto a deporre l’uovo

[5 settembre 2014]

Una spedizione per trovare i petrelli neri delle Mascarene (Pseudobulweria aterrima), tra gli uccelli meno conosciuti al mondo e a rischio critico di estinzione, che vivono solo nell’isola francese della Réunion (anche se nel 2002 un singolo individuo è stato visto nel Black Gorges National Park a Mauritius), è tornata con buone notizie, nuove informazioni e con l’incredibile fotografia di una femmina in volo che ha un’evidente una protrusione dell’uovo che si appresta a deporre. I ricercatori dicono: «Pensiamo che possa essere il primo dato di un qualsiasi uccello fotografato in volo con un uovo evidente all’interno del corpo».

L’eccezionale avvistamento ha dato al team dei ricercatori una nuova visione della tempistica della stagione riproduttiva del petrello delle Mascarene, il che contribuirà a migliorare le ricerche sui siti di riproduzione a Réunion di questo petrello lungo 36 centimetri e con un’apertura alare con le ricerche future per i suoi luoghi di riproduzione di Réunion, l’unico posto conosciuto per le specie in tutto il mondo.

La ricerca di questa sfuggente procellaria  nelle acque dell’Oceano Indiano è descritta nelThe Bulletin of the British Ornithologists’ Club  e sono stateosservate 33 petrelli delle Mascarene e 12 di loro sono stati fotografati, descrivendo così per la prima volta il volo della specie ed il suo comportamento in mare rispetto alle altre berte e petrelli.

L’autore dell’incredibile foto, Hadoram Shirihai ha detto a BirdLife International: «Sullo sfondo di un tramonto rosa-arancio, con la Réunion in lontananza, ho notato una berta attraverso il mirino della mia macchina fotografica. Quasi subito ho visto la sagoma di un uovo, un enorme bernoccolo nel suo ventre. Ho urlato agli altri membri della spedizione: “ha un uovo, ha un uovo …”. E’ volata vicino alla barca, il che mi ha dato l’opportunità unica di fotografarla poco prima del tramonto. E’ stato un momento magico, e pensare che in meno di un’ora avrebbe probabilmente deposto il suo uovo e contribuito così alla sopravvivenza in futuro di questa specie minacciata».

Il capo della spedizione, Tony Pym, sottolinea che «Queste sono le prime foto di petrelli della Mascarene scattate in mare. Fino ad ora gli unici scatti erano di uccelli a terra, precipitati a causa dell’illuminazione artificiale della Réunion, la loro isola di nidificazione».

Secondo stime della stessa BirdLife International al largo dell’Oceano indiano volerebbero al massimo 1.000 Pseudobulweria aterrima, con forse 250 coppie nidificanti, ma altre stime varano da 45 a 400 coppie e prima di questa spedizione Vincent Bretagnolle, uno degli ornitologi che ha partecipato, valutava le coppie nidificanti di petrello della Mascarene in 50 – 100 con  100 – 200 individui maturi.

Bretagnolle ora  evidenzia le buone notizie che vengono dalla ricerca: «Con alcune stime di solo poche decine di coppie nidificanti del petrello delle Mascarene, i nostri dati raccolti in mare indicano che ci sono più individui di quanto si pensasse e che colonie sconosciute, in qualche parte sull’isola, hanno assicurato il futuro di questa specie, almeno per adesso».

A Réunion.il petrello della Mascarene beneficia di una salvaguardia attiva e diretta e lo staff del Parc national de La Réunion quest’anno hanno ricevuto fondi Life+ dell’Unione europea per ridurre le minacce e realizzare azioni di conservazione per questa procellaria. Il team di ornitologi internazionale sta lavorando sull’isola con organizzazioni ambientaliste locali come Ciò comporterà che operano sul terreno con le organizzazioni di conservazione locali come la Société d’Etudes Ornithologiques de La Réunion.

Lo Pseudobulweria aterrima  è classificato a grave rischio di estinzione nella  Lista Rossa Iucn, perché si  presume che abbia una popolazione nidificante estremamente piccola ed è in continuo declino a causa della predazione di specie introdotte dall’uomo (ratti, topi, gatti) e degli scontri con le luci urbane.

Roger Safford, a capo del Preventing Extinctions Programme di BirdLife International, conclude: «Questa emozionante scoperta fornisce importanti informazioni su un uccello molto poco conosciuto e minacciato  a livello globale. Mi congratulo con i ricercatori per la loro dedizione. La loro scoperta è stata un caso, il che combina la pianificazione e la ricerca meticolosa. Per la maggior parte delle specie in pericolo critico, come il petrello delle Mascarene, c’è ancora speranza per la loro sopravvivenza. BirdLife ei suoi partner stanno lavorando per salvare le specie del mondo più minacciate dall’estinzione. Con un’azione di conservazione giusta, spesso sostenuta da solide basi scientifiche, abbiamo migliorato le popolazioni e le fortune di molte specie».