I ricercatori di Trento scoprono 27 nuove specie di vertebrati

[7 novembre 2014]

La ricerca “Targeted vertebrate surveys enhance the faunal importance and improve explanatory models within the Eastern Arc Mountains of Kenya and Tanzania” pubblicata su Diversity and Distributions da un team internazionale che comprendeva gli italiani Francesco Rovero e Michele Menegon era passata quasi inosservata, ma ci ha pensato l’agenzia stampa ufficiale cinese Xinhua, sempre attenta a quel che succede in Africa, a riportarla all’attenzione mondiale.  Il team di ricercatori provenienti da Italia, Tanzania, Danimarca, Gran Bretagna ed Usa ha infatti scoperto 27 nuove specie di invertebrati nelle Eastern Arc Mountains in Tanzania.

Lo studio condotto dal Museo delle scienze di Trento (Muse) e dal Tanzania Forest Conservation Group  (Tfcg) è stato finanziato dal Critical ecosystem partnership found (Cepf) e Menegon, del dipartimento biodiversità tropicale del Muse,  spiega che «23 delle 27 nuove specie che abbiamo descritto nello studio sono anfibi e rettili. Alcune di queste specie, la cui storia risale a 100 milioni di anni, sono la prova del carattere antico, della stabilità della foresta e della storia evoluzionistica unica di queste montagne». Lo studio rivela anche che nelle Eastern Arc Mountains vivono 211 specie di vertebrati, 203 delle quali endemiche della Tanzania.

Secondo uno degli autori, Charles Leonard del Tfcg, «Si tratta di una scoperta eccitante che evidenzia il bisogno di investire maggiormente nella salvaguardia di queste foreste di montagna».

I risultati dello studio rafforzano l’importanza di quest’area della Tanzania, una catena mntuosa  che comprende 13 blocci di foresta e forma un arco dal sud del Kenya al centro della Tanzania, come uno dei siti terrestri più importanti per la biodiversità per il suo carattere unico.

Presentando i risultati dello studio Rovero, che ha q guidato il team di ricerca,  aveva detto: «Riassume l’ultimo decennio di ricerca sulla biodiversità nelle Eastern Arc Mountains, tra cui la scoperta di 27 specie di vertebrati che sono nuove per la scienza e di 14 altre specie  la cui esistenza non era precedentemente nota  nella zona»

Secondo ha detto Patricia Zurita, direttrice esecutiva del Cepf, «Studi come questo confermano la serie incredibile di vita sostenuta dagli ecosistemi sani  e gettano le basi per la conservazione consapevole»

Rovero ha aggiunto: «Ora possiamo classificare i 13 blocchi delle  Eastern Arc Mountain per importanza biologica e possiamo comprendere meglio  le forze che hanno portato a questi straordinari modelli di ricchezza biologica. Questi risultati forniscono ai governi della Tanzania e del Kenya ed alle altre autorità che intervengono nella protezione di queste foreste,  delle raccomandazioni per la gestione, tra le quali  quella di rilanciare la candidatura delle  Eastern Arc Mountain  nella Lista del Patrimonio Mondiale dell’Umanità dell’Unesco».

Uno dei ricercatori che ha partecipato allo studio, Neil Burgess, dell’università di Copenhagen e dell’UNEP-World Conservation Monitoring Centre, sottolinea che «Le  Eastern Arc Mountain erano già note per la densità ‘insolitamente alta di specie endemiche, ma ci mancavano  dati completi di almeno 6 dei 13 blocchi di montagne».