I “ristoranti” per avvoltoi non sono efficaci? Attraggono una clientela indesiderata…

[26 settembre 2014]

Un team britannico e sudafricano ha studiato per 6 anni gli effetti ecologici dei carnai realizzati per salvare alcune specie di avvoltoi in via di estinzione e ne è venuta fuori la ricerca “Evidence that vulture restaurants increase the local abundance of mammalian carnivores in South Africa” pubblicata dall’ African Journal of Ecology, che mette in dubbio l’efficacia dei carnai fissi che vengono utilizzati per rifocillare questi grandi uccelli che subiscono rischi crescenti.

I ricercatori delle università britanniche di Nottingham Trent  e Brighton ed i sudafricani del Pilanesberg National Park e della Mankwe Wildlife Reserve ricordano che «I “ristoranti” per avvoltoi sono utilizzati in tutto il mondo per fornire agli avvoltoi minacciati una fonte di carcasse supplementari, prive di contaminanti antropogenici come veleni e medicinali veterinari». Fino ad ora gli impatti dei carnai per gli avvoltoi sull’ecosistema e sulla dinamica della comunità dei mangiatori di carogne erano stati studiati in Europa, Italia compresa per i gipeti e i grifoni,  ma nessuna informazione  di questo tipo era disponibile per l’Africa meridionale, dove i carnivori che competono con gli avvoltoi sono molto più numerosi che in Europa.  Secondo il team britannico-sudafricano «Questo studio fornisce la prova che l’apporto di carcasse supplementari agli avvoltoi ha favorito un aumento dell’abbondanza locale di due specie di mammiferi carnivori: la iena bruna (Hyaena brunnea) e lo  sciacallo dalla gualdrappa  (Canis mesomelas). Questi risultati richiedono che siano pienamente studiati tutti gli impatti della fornitura di carcasse supplementari per preservare delle specie minacciate».

La ricerca è consistita  nell’esame dei campioni di sterco  in due siti sudafricani e, in particolare nel carnaio più costantemente rifornito con cibo extra, c’è stato un forte aumento del numero di iene e sciacalli, che è calato quando i “ristoranti” sono stati chiusi. Secondo gli scienziati bisogna studiare una nuova strategia se si vuole davvero che il numero degli avvoltoi aumenti. In particolare, il team britannico-sudafricano suggerisce di erigere recinti per tener fuori i carnivori terrestri indesiderati e di realizzare i carnai per gli avvoltoi in siti ni casuali invece di rifornire di carogne sempre lo stesso sito.

Questo secondo il leader del team di ricerca, Richard Yarnell della School of Animal Rural and Environmental Sciences della  Nottingham Trent University, «Imiterebbe una fonte di cibo in natura» ed eviterebbe un problema: «Rafforzare o riorganizzare inavvertitamente la popolazione di mammiferi spazzini potrebbe avere gravi conseguenze per le altre specie, nonché per la diffusione di malattie come la rabbia».

Inoltre, mentre le iene brune sono considerate dalla Lista Rossa Iucn “quasi a rischio” estinzione, gli sciacalli dalla gualdrappa sono considerati una specie infestante, per questo i ricercatori si sono molto preoccupati quando hanno scoperto che i ritrovamenti di  escrementi di sciacalli erano diventati 6 volte più frequenti dopo che era stato realizzato un “ristorante” per avvoltoi nella Mankwe Wildlife Reserve. Ma la vera sorpresa è venuta dalle iene brune: la presenza del loro sterco nelle vicinanze del carnaio è aumentata di ben 54 volte. A soli 6 chilometri di distanza, nel Pilanesberg National Park, dove non c’è un “ristorante” per avvoltoi, le fluttuazioni erano minori. Oltre a raccogliere  campioni di sterco, i ricercatori hanno anche scattato foto degli ospiti del “ristorante” e indagato sulle loro interazioni, utilizzando trappole fotografiche controllate  a distanza.

Gli avvoltoi sono in calo in tutto il mondo per diversi  motivi, tra i quali la diminuzione delle carogne di animali, l’avvelenamento da pesticidi o da farmaci per uso veterinario, la perdita di habitat, per questo in Europa sono in corso progetti di salvaguardia o di reintroduzione come quelli italiani.

Una delle strategie utilizzate è quella di garantire agli avvoltoi un rifornimento di cibo sicuro in un luogo fisso, ed è quello che viene fatto anche in Africa ed Asia, dove il crollo delle popolazioni di avvoltoi ha portato ad un’esplosione del numero cani randagi e ad  aumentando della diffusione della rabbia. Infatti il ruolo di questi  uccelli nel contribuire allo smaltimento delle carcasse è essenziale all’interno di molti ecosistemi.

Anche se alcuni studi hanno dimostrato che queste misure sono riuscito ad aiutare alcune popolazioni di avvoltoi europei a riprendersi, poco si sa su come influenzano gli ecosistemi più ampi e “complicati” dell’Africa e dell’Asia

Louis Phipps, un altro dei ricercatori della Nottingham Trent University, ha detto alla Bbc: «Il nostro studio indica che, mentre i “ristoranti” per gli avvoltoi sono uno strumento potenzialmente utile per la conservazione, gli impatti più ampi del loro utilizzo devono essere indagato; in particolare gli aumenti locali per quanto involontari, dell’abbondanza di altre specie rischiano di alterare le dinamiche degli ecosistemi».