I rospi delle canne da flagello a prodotto di esportazione dell’Australia?

Il veleno interessa i cinesi per la medicina tradizionale contro il cancro alla prostata

[8 aprile 2015]

I rospi delle canne (Rhinella marina) sono state introdotti nel Queensland nel 1935 per tenere sotto controllo un coleottero che devastava i raccolti di canna da zucchero, ma si sono rapidamente moltiplicati e sono stati dichiarati un parassita da eliminare. Da allora si sono diffusi nel  Northern Territory, nel Western Australia e nel New South Wales. Si stima che attualmente in Australi ci siano più di 200 milioni di rospi delle canne e che amplino il loro areale di circa 50 Km all’anno, con effetti disastrosi sulla fauna autoctona. Ormai in Australia questi rospi sono diventati una calamità “innaturale” da eliminare a tutti i costi, ma le cose potrebbero cambiare e, invece di schiacciarli ed ucciderli a bastonate, potrebbero diventare un lucroso “raccolto”.

A dirlo è Harendra Parekh  della School of Pharmacy dell’università del Queensland, che sta studiando come utilizzare il veleno dei rospi delle canne per combattere il cancro. Parekh  sottolinea che «La gente sta uccidendo milioni di rospi delle canne per liberarsene, ma sono un mercato di esportazione potenzialmente molto redditizio per l’Australia, con i cinesi che sono estremamente interessati a prodotti per la salute di derivazione naturale. Il rospo delle canne australiano è molto simile al rospo asiatico, il cui veleno è utilizzato nella medicina cinese da migliaia di anni. Abbiamo già diverse aziende interessate ed i cinesi stanno valutando i rospi australiani grazie all’ambiente di cui godono qui. Non abbiamo l’inquinamento ambientale, come l’avvelenamento da metalli pesanti, che si vede in Cina. Così i cinesi vedono rospi delle canne come un animale che vive in un ambiente pulito, che non ha alcun effetto sul loro veleno. Potremmo elaborare il veleno per farne una medicinale, idealmente in una compressa, perché se si beve ha un sapore assolutamente terribile. Guardate l’agnello, il manzo e il pollo: questi prodotti australiani in Cina sono visti come beni di alta qualità. Per i rospi delle canne non sarebbe diverso. Sarebbero rospi delle canne premium».

E’ stato Jing Jing, un ex dottorando dell’università del Queensland, a scoprire nel 2010 che il veleno del rospo delle canne potrebbe uccidere le cellule cancerose della prostata risparmiando le cellule sane, ma spiega che «Prima di poterlo mettere sul mercato, dobbiamo migliorare la solubilità del veleno, cosa che siamo sulla buona strada per raggiungerla». Il team dell’università del Queensland sta svolgendo serrate ricerche anche sulle possibili applicazioni per altri tipi di cancro e l’università australiana ha già assicurato un finanziamento alla Hong Kong Polytechnic University di Shenzhen, in Cina, per continuare il lavoro svolto dal team di Parekh realizzando test sugli animali. Si spera di mettere a punto il medicinale entro tre anni per trasformare il veleno in compresse da vendere sul mercato cinese della medicina tradizionale, che vale molti miliardi di dollari.

Parekh fa i conti: «In ultima analisi, il costo del lavoro è più economico in Cina che qui, così potremmo vendere la tecnologia per la compressa e poi, per soddisfare la domanda, raccogliere i rospi e spedirli lì»

Parekh sottolinea che è facile estrarre il veleno da questi terribili rospi: basta semplicemente spremere le  loro ghiandole: «Si può fare mentre sono vivi e il veleno di un rospo può durare molto. E’ molto potente ed è per questo che provoca problemi se il vostro cane lecca semplicemente la pelle di un rospo delle canne. Il rospo delle canne è un parassita che è qui per rimanerci e contro di lui stiamo combattendo una battaglia persa, ma lo potremmo trasformare in un lucroso mercato di esportazione. Ci sono molte opportunità che ci può dare il rospo delle canne, non solo andare a vedere come riescono a mangiare i pipistrelli. Perché non possiamo trasformarli in qualcosa di positivo?»