I topi fanno serenate sexy per corteggiare le femmine (VIDEO)

Le femmine preferiscono le canzoni più complesse

[8 aprile 2015]

Il nuovo studio  “Male mice song syntax depends on social contexts and influences female preferences”, pubblicato da un team di ricercatori statunitensi della Duke University su Frontiers of Behavioral Neuroscience, dimostra che. secondo il contesto, i maschi dei topi possono cambiare i loro “canti” di accoppiamento.

Il team di biologi, medici e statistici ha esaminato il modo in cui le “vocalizzazioni ultrasoniche” dei topi maschi cambiano da contesto a contesto. Gli scienziati sanno dal 2005 che i topi producono vocalizzazioni ultrasonche (USv) con alcune caratteristiche simili a canti di corteggiamento degli uccelli canori. «Da allora – dicono gli scienziati della Duke – gli studi hanno dimostrato che i topi maschi emettono canzoni USV in diversi contesti (sessuali e altri) e che sono  in possesso di un repertorio multisillabico».  Si sta ancora discutendo sulla reale plasticità nelle vocalizzazioni dei topi, ma i ricercatori fanno notare che «L’impiego di un repertorio multisillabico può aumentare il potenziale di flessibilità e di informazioni, facendo in modo che gli elementi siano organizzati e ricombinati, cioè una sintassi».

Molte specie di uccelli, modulando la sintassi del loro canto a seconda del comportamento e dell’interazione con il compagno dell’altro sesso. Studiando gli USV dei topi in vari contesti  sociali con un nuovo approccio basato sull’analisi della sintassi degli uccelli canori si è scoperto che «I topi maschi modificano la loro sintassi, comprese le sequenze specifiche, la lunghezza della sequenza, la composizione del repertorio e le caratteristiche spettrali, secondo lo stimolo e il contesto sociale. I maschi emettono sillabe più lunghe e sequenze e più semplici quando cantano di fronte alle femmine, ma sillabe e sequenze più complesse in risposta alle urine fresche femminili. Esperimenti di riproduzione mostrano che le femmine preferiscono le canzoni complesse su quelli più semplici». Quindi le “serenate” più complesse servirebbero ad  attirare le femmine in, mentre le sequenze più semplici e dirette vengono utilizzate  per il corteggiamento diretto.

I ricercatori concludono che «Questi risultati suggeriscono che, anche se i topi hanno una capacità molto più limitata di modificare il  canto, potrebbero ancora essere utilizzati come modelli animali per comprendere alcune funzioni di comunicazione vocale per i quali vengono utilizzati gli uccelli canori».

Per capire meglio le “serenate” dei topi  maschi,  il team della Duke ha utilizzato microfoni per ultrasuoni per captare  i suoni emessi quando i maschi interagiscono direttamente con le femmine oppure quando annusano l’urina di una topolina fertile. E’ così che hanno scoperto che i topi maschi che sentono il profumo della femmina, ma non la vedono, iniziano a cantare una “serenata” ultrasonica  con toni più forti, più a lunghi e  più alti, destinata a risvegliare l’attenzione ed a richiamare la possibile compagna che non vedono. Invece, in presenza di una femmina i topi maschi cantato “serenate” più lunghe e più “morbide”.

Uno degli autori, Erich Jarvis, del dipartimento di neurobiologia della Duke University, ha spiegato a Discovery News: «Pensiamo che questo abbia qualcosa a che fare con la canzone complesso sia che con un canto di richiamo, poi, quando vede la femmina,  passa ad una canzone semplice, al fine di risparmiare energia per inseguirla e cercare di corteggiarla, allo stesso tempo».

Il team sospetta che i topi modificano il loro canto anche per mostrare il rango sociale e, naturalmente, per far colpo così sulle femmine. A quanto pare la cosa funziona, visto che i test di laboratorio hanno dimostrato che topi di sesso femminile sembrano gradire le canzoni più complesse.

Smthsonian.com scrive che «I ricercatori sperano di utilizzare i loro risultati per studiare come i canti si collegano alle aree cerebrali e persino ai singoli geni, il che potrebbe rendere più facile capire come le persone con disturbi dello spettro autistico interpretano la comunicazione».

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