I viaggi senza ritorno dei cavalli polacchi in Italia [VIDEO NON ADATTO A PERSONE SENSIBILI]

[1 ottobre 2014]

Premessa doverosa: non siamo animalisti e siamo consapevoli del ruolo di superpredatori che la natura ha affidato all’uomo. Detto questo rispettiamo ogni scelta di tipo alimentare e condividiamo pienamente il pensiero di chi ha smesso di mangiare la carne per interrompere i sistemi di allevamento insostenibili presenti nel mondo sia per i metodi di macellazione, sia per quelli di allevamento troppo impattanti per spreco di risorse materiali ed energetiche, nonché altamente inquinanti. La sofferenza animale è però qualcosa che va oltre tutto questo. La sofferenza inflitta volontariamente e senza giustificazioni alcune agli animali è un vuoto a perdere, non serve a nulla, e va combattuto per legge. La storia che ci porta a conoscenza l’associazione “Essere Animali” attraverso un terribile video-denuncia senza precedenti che documenta le importazioni di cavalli vivi dalla Polonia sino agli impianti di macellazione in Italia, è qualcosa che sta tra l’insostenibilità a tutto tondo e la sofferenza animale. Quindi un qualcosa che semplicemente non dovrebbe esistere e che si tratti di cavalli piuttosto che di maiali non cambia a nostro avviso alcunché.

«Diffondiamo queste immagini-  sostengono i responsabili dell’associazione – per informare le persone e mostrare cosa accade a questi cavalli, trasportati anche per 2000 km prima di essere abbattuti. Questi viaggi sono causa di gravi sofferenze e rappresentano solo l’inizio del calvario per questi animali, che assistono all’uccisione di chi li precede e indietreggiano impauriti come se fossero pienamente consapevoli di ciò che sta per accadere».
Nonostante un numero crescente di persone sia contraria alla macellazione dei cavalli, l’Italia è il primo paese dell’Ue (qualcuno si ricorderà anche dello scandalo della carne di cavalo di alcuni mesi fa) per consumo pro capite di carne equina. Oltre 32.000 cavalli sono stati importati lo scorso anno principalmente da Polonia, Francia e Spagna.

Puglia ma anche molte regioni del Nord i luoghi dove questa tradizione è più radicata.

«Non siamo contro le tradizioni ma a favore di un progresso etico. Questi viaggi interminabili e l’uccisione nei macelli sono una forma di violenza verso questi animali. Anche migliaia di cavalli di provenienza nazionale sono destinati alla produzione alimentare. Per questo ci rivolgiamo al Ministro della Salute, On. Beatrice Lorenzin e al Ministro delle Politiche Agricole e Forestali, On. Maurizio Martina, con una petizione per chiedere che venga vietata in Italia la macellazione dei cavalli», conclude l’associazione.

Da parte nostra non è un problema di vietare la macellazione in Italia, visto che tanto avverrebbe comunque all’estero, ma semmai di cambiare del tutto il sistema di allevamento per renderlo il più possibile sostenibile e fare informazione per migliorare le abitudini alimentari riducendo il consumo di carne quanto più possibile.

Videogallery

  • VIAGGI SENZA RITORNO - Cosa si nasconde dietro la carne di cavallo

 

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