Nel 2013 nessun caso di bracconaggio

Gli ibis di Orbetello svelano il mistero del volo a V e finiscono in copertina su Nature [PHOTOGALLERY]

[28 gennaio 2014]

La reintroduzione degli Ibis eremita (Geronticus eremita) di Orbetello era già stata considerata, nonostante le fucilate dei bracconieri italiani, come uno dei maggiori successi conservazionistici, ma ora questi rarissimi e magnifici e “buffi” uccelli hanno addirittura conquistato la copertina di “Nature”, rivelando uno dei misteri della migrazione dell’avifauna. Infatti, il prestigiosissimo giornale scientifico ha ospitato lo studio, “Upwash exploitation and downwash avoidance by flap phasing in ibis formation flight”, nel quale un team di ricercatori britannici, austriaci e tedeschi hanno seguito il progetto proposto da Johannes Fritz del Waldrappen che vede come partner anche il Wwf Italia, non solo come sostenitore del progetto di studio, ma come supporto logistico e utilizzo di una delle sue oasi, quella della Laguna di Ponente di Orbetello come tappa finale della migrazione guidata Austria-Italia,

Il team di ricercatori ha seguito gli spostamenti degli Ibis dall’Austria a Orbetello e poi il loro sparpagliamento in mezza Italia,  riuscendo a dimostrare per la prima volta che gli uccelli volano nelle caratteristiche formazioni a V per posizionarsi strategicamente in posizioni aerodinamiche ottimali, che il volo ha interazioni aerodinamiche positivi che massimizzano l’utilizzo dell’upwash (la “good air”).

L’innovativa ricerca del team guidato da Steven J. Portugal, direttore dello Structure & Motion Laboratory, del  Royal Veterinary College dell’università di Londra, che ha acquisito i dati dagli ibis in volo migratorio libero utilizzando una a tecnologia GPS appositamente sviluppata, rivela i meccanismi con i quali gli uccelli che volano in formazione a V possono usufruire di entrambe le aree di utilizzo vantaggioso dell’upwash,  evitando le aree dannose di downwash dannoso (“bad air”).

I ricercatori spiegano che «Questo risultato è ottenuto in primo luogo attraverso la graduazione spaziale di battiti d’ala quando gli uccelli  volano in formazione a ‘V’) posizione, creando così le condizioni ottimali  (wing-tip path coherence) per i diversi individui per massimizzare la cattura dell’upwash durante l’intero “flap cycle”». Quando gli uccelli volano in posizione “streamwise” (‘dietro’), effettuano battiti d’ala “anti-phasing”, non creando così nessun percorso wing-tip path coherence ed evitando le aree di dannoso downwash . Questo meccanismo verrebbe utilizzato specificamente nel flapping del volo in formazione. Al Royal Veterinary College sottolineano che «In precedenza, non si pensava che questi risultati aerodinamici fossero possibili per gli uccelli, a causa delle complesse dinamiche e del feedback sensoriale che sarebbero richiesti per eseguire una simile impresa».

Portogallo ed il suo team hanno munito 14 giovani ibis di GPS sincronizzati e di dispositivi di misurazione inerziale, realizzati dal Motion Laboratory della Royal Veterinary College. Il team ha registrato la posizione di ogni uccello e delle ali di tutti gli individui all’interno della formazione a  V durante 43 minuti di volo migratorio. per determinare la posizione, la velocità e la direzione di tutti gli uccelli in una formazione a V, e quando ogni uccello sbatteva le ali. Portogallo, ha spiegato sul sito dell’università di Londra: «La caratteristica formazione a V degli stormi di uccelli ha incuriosito a lungo i ricercatori e continua ad attirare sia l’attenzione scientifica che popolare, ma fino ad ora non si era riusciti a fare un resoconto definitivo delle implicazioni aerodinamiche di queste formazioni. Gli intricati meccanismi coinvolti nel volo in formazione a V indicano una notevole consapevolezza e la capacità degli uccelli di rispondere a “wingpath” del volo  dei loro compagni di stormo. Gli uccelli nelle formazioni a V sembrano aver sviluppato complesse “phasing strategies” per far fronte alle ondulazioni dinamiche prodotte  dallo sbattimento delle ali».

Il volo degli ibis eremita di Orbetello conferma le teorie dell’aerodinamica “ala fissa”, con l’esatto posizionamento nel senso dell’apertura alare che gli uccelli dovrebbero adottare ino stormo in formazione a V per massimizzare la spinta degli upwash. Finora c’era però una generale mancanza di dati provenienti da uccelli in libertà, a causa delle difficoltà nel misurare l’intricata complessità di un volo in formazione, e della mancanza di adeguati dispositivi per registrare queste  informazioni. Grazie agli ibis reintrodotti ed ai loro voli migratori si sono quindi identificate le precise interazioni aerodinamiche che utilizzano gli uccelli.

Portogallo conclude: «Abbiamo dimostrato che il volo degli ibis in formazione a V è, mediamente, in linea con le previsioni dell’aerodinamica ad ala fissa, anche se ovviamente la struttura dello stormo è altamente dinamica. Gli uccelli che volano in formazione a V sbattono le ali in un percorso coerente, il che significa che le loro ali fanno lo stesso percorso per massimizzare la cattura dell’upwash. Al contrario, gli uccelli che volano in “line flap” in controfase spaziale, hanno percorsi delle estremità alari separati al massimo, per evitare il downwash avverso».

Intanto per gli ibis ci sono buone notizie: il Wwf ha comunicato che «18 ibis eremita hanno raggiunto i quartieri di svernamento in Toscana. Questo gruppo comprende ben 5 giovani allevati da genitori naturali che hanno imparato la rotta verso sud dai loro conspecifici». Purtroppo durante la migrazione autunnale un Ibis eremita è deceduto, ma stavolta non c’enrano nulla i cacciatori/bracconieri, il iovane che probabilmente è stato attaccato da un Aquila reale sulle Alpi. Un altro giovane è invece scomparso. Il Wwf sottolinea che «E’ il primo anno in cui non vengono riportati casi di bracconaggio in Italia! Questo risultato così positivo è sicuramente da attribuire alla gestione particolarmente intensiva attuata. Tutti gli ibis eremita del progetto sono stati equipaggiati con trasmettitori GPS, per la maggior parte alimentati da batterie, che necessitano di essere ricaricati ad intervalli regolari catturando i soggetti. Grazie a tali dispositivi è stato possibile seguire costantemente gli spostamenti degli uccelli durante tutta la migrazione. Del lavoro di scortamento si sono occupate fino a quattro squadre del Waldrappteam. Ad ogni sosta hanno informato i cacciatori, la polizia, i media ed il pubblico in generale. Bisogna sottolineare che la maggior parte dei cacciatori contattati si sono dimostrati molto interessati al progetto ed hanno dato la loro disponibilità a collaborare».

Tutti gli ibis hanno scelto di valicare le Alpi , meno Tara, un maschio nato nel 2011, che ha seguito una rotta lungo il versante settentrionale delle Alpi raggiungendo la Svizzera e quindi la Francia. Da qui inizialmente si è diretto verso sud e quindi verso est entrando in Italia. «Questo comportamento è particolarmente interessante – sottolinea il Wwf – soprattutto alla luce di quanto avvenuto nel 2011 quando Tara aveva imparato la rotta attorno alle Alpi passando però sul lato completamente opposto: a est attraverso la Slovenia! Evidenzia la notevole abilità di orientamento degli ibis eremita e l’importanza della barriera alpina sulla loro migrazione. Inoltre al viaggio di Tara si è unita un’altra femmina senza esperienza proveniente dalla colonia riproduttiva di Rosegg/Carinzia inserita precedentemente nella la colonia nidificante di Salisburgo di cui Tara faceva parte».

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