Il 95% delle specie di lemuri del mondo sono a rischio estinzione

I pericoli vengono da perdita di habitat, deforestazione, carbone e miniere e ora anche dall’aumento della caccia

[2 agosto 2018]

La stragrande maggioranza delle specie di lemuri – i primati endemici del Madagascar – sono sull’orlo dell’estinzione, a dirlo sono gli oltre 50 scienziati di Italia, Usa, Regno Unito, Canada, Germania, Francia, Portogallo e Madagascar del Primate Specialist Group (Psg) della  Species survival commission (Ssc) che hanno partecipato all’Iucn Ssc Lemur Red List and Conservation Planning Workshop che si è svolto ad Antananarivo, la capitale del Madagascar, e che ha rivisto lo status di conservazione delle 111 specie e sottospecie di lemuri del mondo.

Dal recente aggiornamento della Lista Rossa Iucn delle Specie a rischio di estinzione è infatti emerso che  105 specie di lemuri sono in pericolo critico, in via di estinzione o vulnerabili, facendo così dei lemuri i primati più a rischio al mondo.

Russ Mittermeier, Conservation officer capo di Global Wildlife Conservation e presidente del Psg della Ssc Iucn, ha spiegato che «Questa è, senza dubbio, la più alta percentuale di minacce per qualsiasi grande gruppo di mammiferi e per qualsiasi grande gruppo di vertebrati”. Questa valutazione non solo mette in evidenza il rischio di estinzione molto alto che affrontano i lemuri unici del Madagascar, ma è indicativa  delle gravi minacce alla biodiversità del Madagascar nel suo complesso. Le specie uniche e meravigliose del Madagascar sono la sua più grande risorsa, il suo simbolo più distintivo e la base per un’importante industria ecoturistica».

Il Madagascar è uno dei principali Paesi al mondo per la mega-biodiversità  e uno degli hotspot prioritari della biodiversità della Terra. «Ha una biodiversità incredibilmente ricca e unica – dicono i ricercatori –  compresa la sua fauna di primati non umani: i lemuri famosi in tutto il mondo che non vivono in nessun’altra parte della Terra. Dal piccolo microcebus agli iconici lemuri dalla coda ad anelli, questi animali rappresentano circa il 20% di tutte le specie di primati del mondo».

Ma i lemuri corrono il rischio di estinguersi rapidamente a causa di diverse minacce come la distruzione inarrestabile dei loro habitat forestali tropicali causata dall’agricoltura di sussistenza taglia e brucia, dal disboscamento illegale, dalla produzione di carbone vegetale e dall’estrazione mineraria. E a Global Wildlife Conservation evidenziano che «Nuovi dati indicano anche che la caccia a questi animali per cibarsene e la cattura di animali vivi è emersa come una seria minaccia».

L’aggiornamento della valutazione dello status dei lemuri risultante dal recente Psg richiederanno un’ulteriore convalida attraverso un processo di revisione, ma intanto tracciano un quadro davvero drammatico: nella Lista rossa Iucn ora ci sono 38 specie di lemuri in pericolo di estinzione, 44 in via di estinzione e 23 vulnerabili, 12 specie minacciate di estinzione in più rispetto all’ultimo seminario Psg del luglio 2012.

I maggiori esperti mondiali di lemuri evidenziano che «L’aumento maggiore si è avuto nella categoria critically endangered, che è passata da 24 a 38. Solo due specie di lemuri topo molto diffuse sono state considerate meno preoccupanti, mentre altre quattro sono state inserite nella categoria dati carenti, il che significa che in questo momento non ci sono abbastanza informazioni sulle specie da determinare il loro rischio di estinzione».

Tra le specie di lemuri  in via di estinzione o a rischio critico ce ne sono alcune di quelle più spettacolari: l’indri, (Indri indri) il più grande tra i lemuri viventi e una specie di valore simbolico paragonabile a quello del panda gigante cinese; così come il microcebo di Madame Berthe  (Microcebus berthae)  che con i suoi 30 grammi è il primate più piccolo del mondo.

Un altro lemure in grave pericolo di estinzione è il sorprendente lemure dagli occhi azzurri  (Eulemur flavifrons o lemure di Sclater), una delle poche specie di primati non umani che ha gli occhi blu. Probabilmente il lemure più raro è il lepilemure settentrionale (Lepilemur septentrionalis), in pericolo critico, di cui sono noti solo circa 50 individui. Anche tutte le 9 specie di sifaka sono state ora elencate in pericolo critico di estinzione.

Uno degli organizzatori del workshop Psg.Ssc/Iucn, Christoph Schwitzer, direttore conservazione alla Bristol Zoological Society, ha detto che «tutto questo è molto allarmante  e abbiamo notato un aumento particolarmente preoccupante del livello di caccia ai lemuri, inclusa la caccia commerciale su larga scala, che è diversa da qualsiasi altra cosa che abbiamo visto prima in Madagascar. Stiamo investendo molto tempo e risorse per affrontare questi problemi e nei prossimi anni implementeremo il nostro Lemur Action Plan che, ne siamo certi, farà una differenza significativa rispetto alla situazione attuale».

Jonah Ratsimbazafy, president del Groupe d’Etude et de Recherche sur les Primates de Madagascar (Gerp), conclude ricordando l’importanza bilogica, ambientale ed economica di questi primati sempre più in pericolo : «I lemuri sono per il Madagascar quel che i panda giganti sono per la Cina; sono l’oca che ha deposto l’uovo d’oro, attirando turisti e amanti della natura a visitare l’Isola Rossa».