Il bagnino di Pianosa 2. Risposta al sindaco Segnini

[27 marzo 2014]

E’ strano che il Comune di Campo nell’Elba, per rispondere all’assurda  vicenda del bagnino di Pianosa, scomodi Sindaco e Consiglieri che cercano di dare a Legambiente lezioni di storia e coerenza.

Al Sindaco Vanno Segnini vorremmo ricordare che molte di quelle cose che lui vanta di aver fatto Legambiente le ha sostenute fin dentro il Direttivo del Parco Nazionale. E vorremmo anche ricordargli che dell’immagine e della tutela di Pianosa Legambiente se ne è occupata ben prima della sua discesa in campo politico, fin da quando l’istituzione del Parco Nazionale  ha restituito quell’isola ai cittadini italiani, quando i campi di volontariato di Legambiente (che aspettano ancora un cenno di ringraziamento) nel 1997 e 1998 ripulirono l’isola da 2.000 sacchi neri da 100 l. di spazzatura, da decine di tonnellate di rifiuti ingombranti, ferraglia e copertoni, bonificando intere aree dell’isola e facendo riemergere la Villa Romana di Agrippa dalla Jungla di ailanto e rovi dalla quale era stata sommersa.  Vorremmo ricordare che è grazie alle nostre segnalazioni che sono stati presi diversi bracconieri del mare, compresi quelli campesi, e che il nostro rappresentante nel Direttivo dell’Ente Parco ha avuto un ruolo non secondario nel progetto per aprire Pianosa alle immersioni subacquee ed alla stessa balneazione, basta chiedere ai precedenti presidenti e commissari del Parco Nazionale dell’Arcipelago Toscano.

Invitiamo anche il Sindaco a non fare paragoni impropri e furbeschi con “Baia di Santa Margherita fra Castelluzzo e Macari a San Vito Lo Capo, litorale dotato di servizi (noleggio sdraio e ombrelloni, bagnini, punto ristoro, trenino elettrico per raggiungimento spiagge, pedane disabili) e a cui Legambiente ha assegnato le cinque vele” perché quel riconoscimento Legambiente lo ha concesso ad un Comune che ha messo fine ad una situazione di assalto e parcheggio selvaggio alle coste ed alle dune, cosa che, come è evidente, non ha niente a vedere con Pianosa. Ma evidentemente il sindaco ha in mente per Pianosa un destino di succursale balneare di Marina di Campo che il Parco non può tollerare in un’area marina protetta integrale, aperta sperimentalmente alla balneazione ed alle immersioni, e che ha la sua attrattiva nella straordinarietà che si vorrebbe banalizzare con fantomatici servizi non richiesti.

Quanto alle arzigogolate giravolte di Yuri Tiberto (che poi si è scoperto ha riportato un post su un blog), è già difficile seguirlo  normalmente, figuriamoci quando si arrampica sugli specchi per difendere una scelta che era e rimane incomprensibile, se non forse in versione pre-elettorale.

Resta il mistero di perché tanto interesse per piazzare un punto azzurro ed un inutile bagnino noleggiatore di ombrelloni e sdraio a Pianosa e del perché non sia stato nemmeno avvertito il Parco Nazionale che, fortunatamente, qualsiasi cosa ne pensi Tiberto, quel nulla-osta non lo potrà dare.