Il bagnino di Pianosa, ovvero dell’avviso omnibus e del “Punto azzurro” nel Parco Nazionale

[25 marzo 2014]

L’Avviso pubblico “Manifestazione di interesse alla realizzazione dei Servizi di Accoglienza e Ristorazione presso l’Isola di Pianosa (termine di scadenza 1 marzo 20214)” del Comune di Campo nell’Elba è una specie di Decreto “Mille proroghe” con il quale, come in Parlamento, si cercano di sommare le mele alle pere e la pera più grossa e strana la si coglie alla voce “Servizi balneari”, dove si legge: «Per soddisfare le esigenze connesse alla balneazione, e relativamente ai periodi inclusi nell’Ordinanza della competente Capitaneria di Porto, pulizia straordinaria e quotidiana dell’arenile accessibile ai visitatori dell’isola, denominato Spiaggia di “Cala Giovanna”, e svolgimento dell’attività di assistenza e sorveglianza della balneazione durante tutto l’arco temporale previsto per le visite; a fronte dello svolgimento dei servizi di pulizia e sorveglianza, l’Amministrazione si impegna a istituire specifico Punto Azzurro sull’arenile di “Cala Giovanna”, che consenta l’occupazione di mq 9 per ricovero attrezzature, nonché la possibilità di noleggio ombrelloni e sdraio».

Sembra di essere tornati a qualche anno fa, quando sui manufatti sulla spiaggia di Pianosa apparvero i cartelli proprietà privata. Si tratta di quello che abbiamo chiesto sempre di evitare: la trasformazione di una costa unica ed eccezionale, con le antiche peschiere romane e la Villa Romana di Agrippa, il mare più bello ed integro del Mediterraneo, trasformatìe  in una qualunque spiaggia turistica del Comune di Campo, con tanto di noleggio di ombrelloni e sdraio. Si tratta della banalizzazione burocratica di un ambiente unico che lo Stato italiano a deciso di proteggere e valorizzare e tra questi obiettivi non ci sembra ci fossero, nemmeno nel Piano del Parco, gli ombrelloni e le sdraio.   Il tutto in un Parco Nazionale (a mare e a terra), in una Zona speciale di conservazione dell’Unione europea (Zsc/Zps a mare e a terra) e dove la balneazione e le immersioni subacquee sono consentite solo grazie a deroghe del Parco Nazionale, visto che il mare di Pianosa, in attesa dell’istituzione dell’Area marina protetta che si dovrebbe fare solo dal 1982, sarebbe Zona 1, cioè riserva integrale.

Forse a qualche assessore di Campo nell’Elba è balenata l’immagine di Pamela Anderson che corre sulla spiaggia a salvare miriadi di turisti in pericolo ma il bagnino/nolegggiatore di Pianosa  in realtà dovrebbe salvare dei bagnanti (ai quali grazie all’istituzione del Parco è stato consentito con apposita deliberazione del Parco di fare il bagno in un mare ed in un posto unico e selvaggio), che rischi non ne corrono per nulla, visto che a memoria d’uomo non si sa di nessuno che sia stato in pericolo di annegare a Cala Giovanna, dove il basso fondale si estende per decine di metri e che per annegare bisognerebbe essere un buon camminatore sull’acqua o un ottimo nuotatore con pulsioni suicide.

Inoltre non si capisce cosa dovrebbe sorvegliare il bagnino di Pianosa, visto che nel periodo estivo l’isola pullula di rappresentanti di quasi tutte le Forze dell’Ordine, di guide che accompagnano/sorvegliano i gruppi di escursionisti/bagnanti (250 al giorno), e che per le emergenze sono presenti la Protezione Civile e la Croce Rossa, senza contare le imbarcazioni dei diving center che dal 2013 “pattugliano” il mare sulla costa dove si apre Cala Giovanna.

Quanto alla pulizia di Cala Giovanna,  non si comprende perché per realizzarla sia necessario inserire in un bando la realizzazione di un Punto Blu, anche perché ricordiamo precedenti pulizie “turistiche” della stessa spiaggia dove la rara e superstite vegetazione pioniera è stata distrutta livellando tutto in perfetto stile balnear-riminese. Si tratta proprio delle specie protette dalla Direttiva europea Habitat e dal Parco Nazionale.

Non è la prima volta che il Comune di Campo nell’Elba prova ad istituire Punti Blu in spiagge selvagge nel Parco Nazionale dell’Arcipelago Toscano, scontando fallimenti o il completo disinteresse dei possibili bagnini, ma questo tentativo di banalizzare una spiaggia protetta in un’area marina tutelata da normative nazionali ed europee ha davvero dell’incredibile.

Chiediamo quindi all’Ente Parco se fosse a conoscenza di quanto contenuto in questo avviso omnibus e se abbia concesso il necessario nulla-osta ad per un Punto Azzurro con noleggio di sdraio ed ombrelloni  a Pianosa e se nella politica del Parco Nazionale ci sia la banalizzazione balneare di spiagge uniche e selvagge, che sembra essere la fissazione del Comune di Campo nell’Elba.

 

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