Il calamaro vampiro non è un calamaro, e vive di più degli altri cefalopodi (FOTOGALLERY)

La nuova ricerca su uno dei misteri degli abissi, pubblicata da Current Biology

[4 maggio 2015]

Si pensava che i cefalopodi coleoidi, avessero un solo ciclo riproduttivo e che, dopo depositate le uova morissero, ma ora il nuovo studio “Vampire squid reproductive strategy is unique among coleoid cephalopods”, pubblicato recentemente su Current Biology da Henk-Jan T. Hoving dell’ Helmholtz-Zentrums für Ozeanforschung Kiel, Vladimir V. Laptikhovsky del Cefas e Bruce H. Robison del Monterey Bay Aquarium Research Institute, ha scoperto che il calamaro vampiro (Vampyroteuthis infernalis) non solo non muore dopo il suo ciclo riproduttivo, ma ne ha diversi. «I calamari vampiro femmine depongono le uova, per poi tornare ad uno stato di riposo riproduttivo – scrivono i tre scienziati – che è seguito dallo sviluppo di un nuovo lotto di uova. Questo ciclo riproduttivo può essere ripetuto più di venti volte. Questa combinazione di caratteristiche riproduttive è diversa da quella di qualsiasi altro cefalopode coleoide esistente».

I calamari vampiro vivono in profondità – tra 500 a 3.000 metri . in alto mare ed hanno un ritmo vitale molto lento.  Più che  nuotare fluttuano e riescono a cavarsela con poco ossigeno e con una dieta a basso contenuto calorico fatta di zooplancton e detriti. Ora, i ricercatori hanno scoperto che hanno una strategia riproduttiva diversa da tutti gli altri cefalopodi coleoidi: depongono le uova più volte nel corso della loro misteriosa vita che è una modalità più comune tra i pesci.

Secondo Hoving, «Il loro lento modo di vivere sembra insufficiente a sostenere un grande evento riproduttivo, a differenza di altri cefalopodi coleoidi. Quindi, forse il calamaro vampiro ritorna ad una fase di riposo gonadica dopo la deposizione delle uova e presumibilmente inizia ad accumulare energia per un nuovo ciclo riproduttivo».

Come spesso succede, Hoving ei suoi colleghi sono arrivato a scoprire questo eccezionale comportamento quasi per caso mentre stavano analizzando i dati dei ritrovamenti di calamaro vampiro negli anni ’60 e ’70  al Santa Barbara Museum of Natural History. Hanno notato qualcosa di inaspettato: molte delle femmine avevano deposto le uova, ma non avevano uova mature o in via di sviluppo ed erano in una fase di riposo riproduttivo. I ricercatori allora hanno indagato sullo stato riproduttivo di oltre 40 femmine di calamari vampiro e riferiscono che «Una femmina del campione, pur essendo in fase di riposo riproduttiva, aveva deposto almeno 3.800 uova e conservava ancora 6.500 ovociti vitali per la futura deposizione delle uova». I 3 scienziati, ipotizzando una media di 100 uova deposte ogni volta, suggeriscono che questa femmina avesse già deposto circa 38 volte, con una riserva di uova sufficiente per circa altre 65 deposizioni. Altre 19 delle 27 femmine adulte erano in riposo riproduttivo.

I risultati suggeriscono che il calamaro vampiro vive più a lungo delle specie di calamari che frequentano le acque poco profonde, ma anche che potrebbe non essere proprio un calamaro.  Una scoperta che ci ricorda di quanto ancora poco sappiamo della vita nel mare profondo. Hoving conclude: «Sappiamo molto poco degli organismi delle acque profonde e dei loro modelli del ciclo di vita, in particolare nella colonna d’acqua del mare profondo. “I modelli che conosciamo dagli  organismi costiere e delle acque poco profonde, non si possono applicare alla specie delle acque profonde. Dato che il mare pelagico profondo è il più grande spazio per la vita sul pianeta, dobbiamo migliorare la nostra conoscenza degli  microrganismi pelagici delle acque profonde e del sistema del quale fanno parte. Alla fine, una migliore comprensione di questo ecosistema marino unico consentirà un migliore sviluppo delle strategie di gestione e di conservazione».

Secondo i ricercatori i cicli  riproduttivi possono continuare per 3-8 anni, ma  non è l’unica cosa che è sorprendente del calamaro vampiro: forse i ricercatori hanno avuto troppa fretta a chiamarlo visto che è imparentato sia con i calamari che con i polpi ma sembra essere uscito da un ramo più antico dell’albero genealogico dei cefalopodi inoltre il calamaro vampiro utilizza due lunghi e sottili tentacoli gialli come lenze, e non per catturare prede vive ma la “neve” di detriti che  cade sui fondali dalla superficie del mare , poi “succhia queste appendici per mangiare pezzi di alghe, animali morti, escrementi e batteri che sono rimasti attaccati.

Questa dieta di detriti potrebbe essere la ragione della loro lenta strategia riproduttiva.  Hoving e il suo team dicono che  questa dieta non è ricca di pesci, granchi, gamberi e molluschi come quella degli altri cefalopodi  e quindi il calamaro vampiro non può permettersi di sprecare le sue energie in un unico evento di massa di deposizione delle uova, invece lascia pazientemente maturare un uovo alla volta. L’acqua fredda delle  profondità oceaniche mantiene il loro metabolismo lento e permette loro di vivere abbastanza a lungo perché questa strategia sia vantaggiosa. Inoltre, sono pochi i predatori in grado di sopravvivere  a queste profondità, così i calamari vampiro e la loro prole sono relativamente al sicuro. Rispetto alle cure d un qualsiasi mammifero sembra poca cosa, ma il calamaro vampiro sembra aver trovato un buon modo per aiutare i suoi figli a sopravvivere e per avere una vita più lunga dei suoi parenti che vivono in acque meno profonde.