Il capo dell’Unep Solheim: dal mondo arrivano molte buone notizie per l’ambiente

Ma avverte che «c'è ancora molto da fare per il pianeta»

[8 agosto 2018]

Intervistato da UN News, Erik Solheim,  direttore esecutivo dell’United Natoins Environment Programme (Unep), ha ricordato che «il 2017 è stato il primo anno nella storia dell’umanità nel quale  è stata generata globalmente più elettricità dal sole, rispetto a petrolio, gas e carbone messi insieme». Nonostante la serie di non confortanti studi pubblicati recentemente su clima e biodiversità, Solheim resta ottimista: <Siamo sulla buona strada», ma anche lui avverte: «Abbiamo davvero bisogno di accelerare».

Il direttore esecutivo  dell’Unep ha evidenziato alcune esperienze positive: «L’India meridionale, ad esempio, ha ora il primo aeroporto tutto-solare al mondo« e ha aggiunto che «Alcuni degli Stati meridionali dell’India stanno vivendo lo sviluppo economico più rapido di qualsiasi parte del mondo, basato sull’energia solare».

Non è mancata una stoccata per Donald Trump che ha deciso di tirare fuori gli Usa dall’Accordo di Parigi per non danneggiare la competitività dell’industria americana dei fossili: «Negli Stati Uniti ci sono cinque volte più posti di lavoro nel solare, che nel carbone».

Solheim è ottimista anche per quanto riguarda il rispetto del Sustainable development goal (Sdg) 15 – proteggere la vita sulla terra – e ha ricordato che «la Cina ha recentemente vietato qualsiasi commercio di avorio, Una cosa molto importante perché blocca il mercato a coloro che uccidono gli elefanti in Africa».

Poi il direttore esecutivo dell’Unep ha definito «un enorme, enorme successo» qualcosa che invece è molto controverso e le cui cifre sono contestate da associazioni come Greenpeace: «L’Indonesia ha ridotto la deforestazione nelle sue torbiere di quasi il 90%. La torba è parzialmente decomposta, vegetazione morta, che immagazzina enormi quantità di carbonio e, tra le altre cose, assorbe l’acqua – contribuendo a mitigare le inondazioni – durante la stagione umida e rilascia acqua durante la stagione secca».

Secondo Solheim in Africa il Rwanda e il Botswana «stanno facendo molto, molto bene» per proteggere lla fauna selvatica, ma ha ammesso che «Ancora, non si sta rivelando sufficiente per il pianeta. Dobbiamo fare molto di più. L’Unep lavora con i governi, la società civile e le imprese, per trasformare la natura in un’opportunità di business, a vantaggio di tutti». E anche in questo caso ha fatto l’esempio del Rwanda che tassa per 1.500 dollari a persona i turisti  che vogliono andare a vedere i suoi gorilla di montagna protetti, la cui popolazione è ora in aumento. Solheim riconosce che si tratta di un costo alto, ma fa notare che «Tuttavia,  ha creato una fantastica economia per il Ruanda, per i tassisti, per gli insegnanti delle scuole per i camerieri degli hotel. E la gente intorno al parco nazionale sarà la prima a difendere i gorilla perché il loro sostentamento dipende da essi».

Prendendo spunto dall’Sdg 14, la vita sott’acqua, il capo dell’Unep ha raccontato la commovente storia di una balena morta in Thailandia che aveva ingoiato 80 sacchetti di plastica e ha sottolineato che, di fronte a esempi di distruzione ambientale come questi, persone e governi stanno reagendo: «L’India ha promesso di eliminare gradualmente tutti i sacchetti di plastica monouso entro il 2022; mentre l’Unione europea ha annunciato una nuova strategia per utilizzare la plastica in un modo più sicuro e sostenibile dal punto di vista ambientale. Anche il Parlamento cileno ha intrapreso una forte azione contro la plastica, Il  Kenya, l’Eritrea e il Ruanda hanno promesso tutti di agire di più. Inoltre, delle imprese che in precedenza si erano rifiutate di agire, ora sono diventate forti sostenitrici, come Coca-Cola e Starbucks  negli Stati Uniti,. Ma dietro i Paesi e le imprese c’è il forte movimento di persone che dicono: ‘Vogliamo cambiare”».

Per Solheim, la strada da seguire è quella di «collegare il turismo sostenibile con le opportunità economiche, i posti di lavoro, lo sviluppo e l’energia sostenibile. L’unico modo in cui possiamo veramente proteggere il pianeta è quello di fornire allo stesso tempo opportunità alle persone che vivono su questo pianeta».

Il capo dell’Unep ha concluso la sua intervista a UN News enfatizzando l’obiettivo di far diventare la 2020 Beijing Conference per la natura un’iniziativa efficace anche per l’applicazione dell’Accordo di Parigi del 2015 sui cambiamenti climatici, e ha ricordato che «a Pechino saranno prese misure sostanziali per proteggere tutta la fauna della Terra, dagli insetti alle specie più vulnerabili e in pericolo di estinzione come le tigri, i panda, gli orsi polari e i leoni».