Il Cile triplica le sue Aree marine protette. Istituiti giganteschi parchi marini nelle Isole Oceaniche (VIDEO)

L’Isola di Pasqua diventerà una delle Aree marine protette più grandi del mondo

[7 ottobre 2015]

AMP CILE 1

Con la dichiarazione di Juan Fernández y las Islas Desventuradas, il Cile ha triplicate la superficie delle Aree marine protette nelle sue isole oceaniche, infatti, su proposta del ministero dell’ambiente, il Consejo de Ministros para la Sustentabilidad, ha approvato l’istituzione del Parque Marino Nazca-Desventuradas e di una rete dei aree protette nel mare di Juan Fernández, che insieme superano i 300.000 km2 di oceano protetto e che si vanno a sommare ai 150.000 Km2 delle Amp cilene già esistenti. Inoltre, è stato firmato il protocollo per la creazione di una grande area marina protetta all’Isla de Pascua (Isola di Pasqua o Rapa Nui). Negli ultimi anni il Cile ha fatto grossi passi avanti nella protezione del suo mare: dal 2010 in poi  ha istituito 7 Parques marinos  nelle isole oceaniche (5 a Juan Fernandez, uno a Sala y Gómez e uno nelle Islas Desventuradas) e una AMCP-MU (Mar de Juan Fernandez). In totale il Cile ha 33 Aree marine protette e la sfida più grande ora è quella di dotarle di piani di gestione efficaci.

L’istituzione delle due nuove aree marine protette islas Desventuradas e Archipiélago Juan Fernández è stata annunciata dalla presidente cilena Michelle Bachelet in occasione della conferenza internazionale Our Ocean che si è tenuta a Valparaíso. La Bachelet ha detto che questa iniziativa «Può aiutarci a proteggere le nostre acque di sfruttamento illegale mantenendo le antiche tradizioni di pesca. Questo piano è  il contributo del Cile all’oceano, in modo che i nostri figli e nipoti potranno godere di ciò che stiamo facendo».

Il ministro dell’ambiente cileno, Pablo Badenier, ha spiegato che «La loro creazione comporta di triplicare la superficie marina protetta dal Cile. Nelle Islas Desventuradas (San Félix e San Ambrosio) è stato creato il Parque Marino Nazca-Desventuradas, con una superficie protetta di 297.518 km2, prodotto del lavoro, di un comitato tecnico formato, tra gli altri organismi pubblici dai ministeri  dell’ambiente, interni, economia e difesa. Con questo si vogliono proteggere le caratteristiche della Zona Economica Esclusiva (ZEE) intorno alle isole che, tra le altre caratteristiche, presenta una biodiversità unica a livello mondiale, con alti livelli di endemismi; una gran ricchezza di biomassa di invertebrati e pesci, vari  interessi commerciali come lo sgombro e il tonno bianco; siti di nidificazione degli uccelli marini, storiche rotte migratorie di grandi mammiferi marini; presenza di montagne sottomarine con elevata biodiversità di invertebrati, molti nuovi per la scienza, e la presenza di specie classificate come vulnerabili».

Nell’arcipelago di Juan Fernández è stata istituita l’Área Marina Costera Protegida de Múltiples Usos Mar de Juan Fernandez, con una superficie di circa 12.109 km2. In più sono state creati i Parchi marini Marinos Montes Submarinos Crusoe y Selkirk, di 1.078 km2, e la rete di Amp Lobería Selkirk, El Arenal,  Tierra Blanca ed El Palillo. Queste Amp sono il frutto di un lungo lavoro fatto insieme dalla  comunità e dal  municipio de Juan Fernández, da On e dal ministero dell’ambiente cileno. Ora, insieme alle università e alla comunità di questa remota isole, il ministero dell’ambiente  approverà i piani di gestione di queste aree.

Badenier ha detto che «Con queste istituzioni, il Cile incrementa sostanziosamente la protezione ufficiale del suo territorio marittimo nelle islas oceánicas, che ora arriva a 460.000 Km2, triplicando 150.00 km2 che avevamo protetto fino ad ora, principalmente con il Parque Motu Motiro Hiva. Tutto questo messo insieme, rappresenta una protezione del 27,4% del totale della Zona Economica Esclusiva delle islas oceánicas, il che permette al Cile di raggiungere ampiamente l’obiettivo di protezione imposto dal dagli obiettivi di Aichi della CBD, di protezione del 10% delle aree costiere e marine».

A questo si aggiunge la firma del protocollo per istituire una gigantesca area marina protetta che comprende la ZEE dell’Isola di Pasqua, a circa 4.000 Km dalle coste del Cile. Entro il primo semestre del 2016 dovrebbe essere pronta una proposta di salvaguardia, protezione attiva e conservazione della biodiversità di Rapa Nui, quando l’Amp  Isla de Pascua verrà istituita, il Cile avrà una delle superfici marine protette più estese  del mondo.

Il ministero dell’ambiente cileno spiega che «Le islas oceánicas sono isole di origine vulcanica, distanti, enigmatiche, misteriose, e i loro mari ospitano centinaia di specie uniche o endemiche, che non si trovano in altri luoghi del mondo. Per questo è importante proteggere questi ecosistemi, tanto per la loro rilevanza per per la ricerca scientifica come per il turismo, la pesca sostenibile e la conservazione marina.

Pew Charitable Trusts e Fondation Bertarelli si sono complimentati con il governo cileno  per l’impegno ad istituire intorno all’Isola di Pasqua un parco marino di 631.368 km2, che diventerà la terza area marine oceanica protetta più grande del mondo. Il Pew  spiega che «A Rapa Nui, il nome che designa l’Isola di Pasqua  ma anche i suoi abitanti e la loro lingua, la comunità locale ha proposto la creazione di un parco per preservare la biodiversità delle acque dell’isola che ospitano 142 specie endemiche, delle quali 27 sono minacciate o in pericolo di estinzione. Il parco consentirà così ai Rapa Nui di mantenere le loro pratiche centenarie di pesca di sussistenza all’interno s di una zona che si estende a 50 miglia marina dalla riva».

Secondo Joshua S. Reichert, responsabile ambiente del Pew, «Celebrata nel mondo per le sue statue Moai, l’îsola di Pasqua sarà quindi anche riconosciuta come capofila mondiale della consrvaszione degli oceani. Questo annuncio costituisce una tappa importante in vista di istituire la prima generazione mondiale di grandi parchi marini. La creazione del Parco dell’Isola di Pasqua protegge uno degli ultimi spazi oceanici quasi vergini del pianeta, ma anche uno spazio che possiede un grande valore culturale, religioso ed economico per i suoi abitanti. E’ una vittoria sia per i  Rapa Nui che per il governo della signora Bachelet».

La ricerca e i progressi per la creazione di questa grande Amp oceanica sono stati possibili anche grazie al sostegno della Fondation Bertarelli, che ha investito considerevolmente nell’istituzione di altre grandi are marine protette. Grazie ai finanziamenti di Dona Bertarelli a Rapa Nui si è potuta effettuare la più grande valutazione scientifica mai fatta dell’ambiente marino insulare, così come un’analisi economica dell’impatto del Parco marino e la campagna informativa per la popolazione locale, così come la facilitazione degli scambi culturali con altri popoli polinesiani e un aiuto per sorvegliare e reprimere le attività di pesca illecita.

Dona Bertarelli è soddisfatta er l’annuncio dato dal governo cileno: «E’ un grande avvenimento, e sono molto fuiera del ruolo che la Fondazione ha potuto svolgere nella creazione di un grande Parco grazie al sostegno che abbiamo apportato alla campagna dei Rapa Nui.  Il ristabilimento della resilienza oceanica, grazie alle aree protette  contribuisce più in generale ed in maniera cruciale al buono stato degli oceani, preservando allo stesso tempio gli habitat unici dell’Isola di Pasqua per le generazioni future».

Intervenendo alla conferenza internazionale Our Ocean di Valparaíso, il sindaco dell’ Isla de Pascua, Pedro Edmunds Paoa, ha evidenziato che  «Questo Parco marino proteggerà le numerose specie che vivono nelle acque dell’Isola di Pasqua, ma anche le tradizioni dei nostri antenati polinesiani e dei Rapa Nui. Il Parco sarà completato da una zona di pesca che permette il mantenimento della nostra pratica ancestrale del  tapu, vale a dire una gestione intelligente della pesca. L’oceano è il fondamento della nostra cultura e dei nostri mezzi di sussistenza. La comunità Rapa Nui è estremamente fiera di questo Parco marino che preserverà le acque dell’Isola per le generazioni a venire».

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