Il cucciolo di lince sepolto 2000 anni fa come un essere umano

Un collare di conchiglie e zanne di orso. E’ un segno della domesticazione dei felini selvatici in America?

[3 luglio 2015]

Cucciolo dui Lince

Nello studio “A Bobcat Burial and Other Reported Intentional Animal Burials from Illinois Hopewell Mounds” pubblicato su Midcontinental Journal of Archaeology, Angela R. Perri del Max-Planck-Instituts für evolutionäre Anthropologie, Terrance Martin, dell’Illinois State Museum, e Kenneth B. Farnsworth dell’University of Illinois raccontano del mistero nel quale si sono imbattuti nel sito archeologico di Elizabeth, nell’attuale Illinois occidentale, dove circa 2000 anni fa un gruppo di nativi americani seppellì qualcosa di veramente insolito in un luogo sacro: un cucciolo di lince rossa di pochi mesi con indosso una collana di denti di orso e conchiglie marine.

I ricercatori scrivono che «Una recente rianalisi dei resti scheletrici non umani dal sito rivela che una sepoltura intenzionale, precedentemente identificato come un cane (Canis familiaris) è in realtà una lince immatura (Lynx rufus)».  Nello stesso sito sono state trovate 8 sepolture animali, 7 cani e una spatola rosata (Platalea ajaja), ma mentre quelle dei cani sembrano sepolture intrusive o indipendenti, «Sia la lince che la spatola rosata sono state definite sepolture mortuarie Hopewelliane» cioè della popolazione indiana che viveva in quell’area dell’Illinois. I tre ricercatori spiegano che « La spatola rosata è stata decapitata e posta accanto ad una doppia sepoltura umana. Ma la lince era una sepoltura separata come quelle umane» e indossava una collana di perline di conchiglie e canini di orso.

«A nostra conoscenza – scrivono i ricercatori –  questa è l’unica sepoltura decorata di felino selvatico presente nella documentazione archeologica. Fornisce una prova convincente di una complessa relazione tra felini ed esseri umani nelle Americhe preistoriche, compresa l’eventuale addomesticamento».

Potrebbe essere così che le tribù indiane hanno iniziato ad addomesticare gli animali. .

Secondo dice Melinda Zeder, una zooarchaeologa del National Museum of Natural History della Smithsonian Institution, «E’ sorprendente e meraviglioso ed estremamente speciale, ma non è chiaro se queste persone trattassero la lince come un animale domestico o se avessero investito l’animale di un significato spirituale più grande».

Il tumulo dove è stato trovato il cucciolo di lince fa parte di un complesso di 14 tombe a cupola di varie dimensioni che si trovano su un promontorio a picco sul fiume Illinois, a circa 80 chilometri a nord di St. Louis. Chi le ha costruite apparteneva alla cultura Hopewell, un piccolo popolo di commercianti e cacciatori-raccoglitori che viveva in minuscoli villaggi familiari di un paio di dozzine di persone ciascuno e che hanno creato opere d’arte ispirandosi agli  animali di ispirazione, come delle ciotole e la ceramica a forma di lontra incise con motivi di uccelli. Farnsworth, un esperto della cultura Hopewell, spiega che «I villaggi si riunivano per seppellire le persone in questi cumuli, Era un modo per marcare il territorio come appartenente ai loro padri».

Nei primi anni ’80 gli archeologi si precipitarono a scavare i tumoli minacciati da un progetto autostradale e in quello più grande, 28 metri di diametro per 2,5 metri di altezza, hanno trovato i corpi di 22 persone sepolte ad anello intorno a una tomba centrale che conteneva lo scheletro di un bambino. Hanno anche scoperto un piccolo animale sepolto da solo, con il collo adornato da quella che doveva essere stata una collana o un collare. Gli Hopewell seppellivano anche i loro cani, quindi i ricercatori pensavano che anche quello scheletro appartenesse a un cane. Quindi hanno messo i resti in una scatola etichettandoli come “puppy burial” e li hanno archiviati nel Museo di Stato dell’Illinois a Springfield.

Decenni dopo, la zoo-archeologa Angela Perri si è resa cono che quel team si era sbagliato. Nel 2011 la Prri stava facendo un dottorato di ricerca  presso l’università britannica di Durham, e si interessava di antiche sepolture di cani, è allora ce si è imbattuta nel reperto nel museo dell’Illinois «Non appena ho visto il teschio, sapevo che non era sicuramente un cucciolo – dice la Perri – era un felino di un qualche tipo». Infatti, quando ha analizzato le ossa, ha scoperto che appartenevano a una lince  che quando è stata sepolta aveva tra i 4 e i 7 mesi. Lo scheletro era completo e non c’erano segni di tagli o di traumi, quindi probabilmente l’aimale non era stato sacrificato.  La Perri ha ritrovato le foto dello scavo ed ha visto che la lince era stata accuratamente deposta nella sua tomba: «Ho visto del rispetto, le zampe erano state  collocate insieme. Chiaramente, non era stata semplicemente gettata in un buco.”

Quando Perri ha raccontato a Farnsworth della sua scoperta, l’americano è rimasto scipoccao: «Non avevo mai visto niente di simile in quasi 70 tumuli scavati. Perché i tumuli erano destinati all’uomo. Qualcuno ha piegato le regole per ottenere che il felino venisse sepolto li. Qualcuno di importante deve avere convinto gli altri membri della società che doveva essere fatto. Darei qualsiasi cosa per sapere il perché».

La Perri ha qualche sospetto: «Le circostanze della sepoltura suggeriscono che questo animale avesse un posto molto speciale nella vita di queste persone» e l’età del cucciolo suggerisce che gli abitanti dell’antico villaggio indiano abbiano trovato questa piccola lince orfana e la abbiano adottata per allevarla.

Le linci rosse sono grandi circa il doppio di un gatto domestico e sono di indole abbastanza tranquilla. La collana potrebbe rappresentare un “patto” sigillato con l’animale e potrebbe essere stato un collare, segno che l’animale era un animale domestico  molto caro al proprietario.

La Perri pensa che il ritrovamento rappresenti una finestra sul modo in cui altri animali hanno fatto il loro ingresso nella società umana e sono stati addomesticati. «Hanno visto il potenziale di questo animale di poter diventare qualcosa di più che un selvatico».

Per la Zeder è una spiegazione possibile per un percorso di domesticazione, ma  mette in guardia contro letture troppo affrettate: «E’ solo un singolo esemplare in un contesto molto particolare. Parlando di addomesticamento potrebbe averlo addirittura ritardato. Se gli Hopewell avessero visto davvero la lince  come un animale domestico, le avrebbero probabilmente sepolte nello stesso luogo, come i loro cani. Invece, il felino potrebbe avuto uno status simbolico, forse rappresenta un collegamento con il mondo spirituale della natura. Questo potrebbe essere più di un collegamento cosmologico».

Secondo Jean-Denis Vigne, uno zooarchaeologo del Museo Nazionale di Storia Naturale di Parigi, si tratta comunque di «Una scoperta molto particolare e importante. Mi ricorda le società di cacciatori-raccoglitori del Sud America che portano le giovani scimmie e altri animali selvatici nelle loro case, li allevano e talvolta li allattamento al seno come un modo per ringraziare la natura per la sua generosità e le coltivazioni. Eppure, non sono a conoscenza di persone che seppelliscono questi animali. C’è ancora molto che deve essere esplorato».

Intanto però la Perri non può più accedere ai campioni perché il Museo dell’Illinois sta per essere chiuso a causa dei tagli di bilancio dello Stato e il personale spera che la piccola lince possa fare il miracolo di impedirne la chiusura.