Il delfino spiaggiato alla Lamaia, il Santuario dei cetacei e le bandiere dei Comuni

Un tursiope in decomposizione dal 15 giugno su una spiaggia dell’Elba

[24 giugno 2013]

Il 15 giugno Umberto Segnini di Econauta ha segnalato un delfino spiaggiato sull’arenile della Lamaia, una spiaggia al confine tra i Comuni di Portoferraio e Marciana, all’isola d’Elba, la foto pubblicata dai giornali locali evidenziavano che l’animale, un maschio di tursiope (Tursiops truncatus) di oltre 2,5 metri, era stato probabilmente ucciso dall’impatto con le eliche di un’imbarcazione.

Di solito le carcasse dei delfini, visto anche che ci si trova in pieno Santuario internazionale dei mammiferi marini Pelagos, vengono rimosse abbastanza celermente, invece nei giorni successivi a Legambiente Arcipelago Toscano e presumiamo alle Istituzioni che dovrebbero occuparsi della rimozione della carcasse sono arrivate continue segnalazioni del tursiope in progressiva decomposizione in una delle piccole spiagge più belle dell’Elba, nel territorio del Parco Nazionale dell’Arcipelago Toscano ed a due passi da uno degli arenili più famosi e più “in” dell’isola: la Biodola.

Ieri  Micaela Bacchetta, del  Centro Ricerca Cetacei, in un comunicato stampa scriveva: «È con grande dispiacere che vi segnaliamo che il delfino, un esemplare maschio adulto di Tursiope, è tuttora spiaggiato in evidente stato di decomposizione con conseguente problema per la balneazione e la salute pubblica. Nonostante le varie segnalazioni la carcassa sembra essere stata dimenticata dalle autorità. Al nostro Centro di ricerca Cetacei pervengono quotidianamente decine di segnalazioni da parte di bagnanti che notano la carcassa, purtroppo noi essendo un centro di ricerca privato non siamo autorizzati ad intervenire ed il compito della rimozione è legalmente assegnato agli enti pubblici locali (ASL e comuni). Speriamo che la situazione venga risolta al più presto intanto noi continueremo a segnalare il problema a chi ha il compito , il dovere ed il potere legale di agire».

Anche soci di Legambiente sono andati alla spiaggia della Lamaia ed hanno potuto constatare che la carcassa del delfino presenta profonde ferite alla coda sul dorso e sul muso e che la sua morte non sembrerebbe aver quindi nulla a che vedere con l’epidemia che quest’inverno ha ucciso molti cetecei, soprattutto stenelle striate (Stenella coeruleoalba) nel Mar Tirreno.

La permanenza di una carcassa straziata di delfino in piena estate e nonostante le segnalazioni su una spiaggia frequentata dell’Elba conferma ancora una volta che il Santuario dei Cetacei Pelahgos continua ad essere poco più di un segno sulla carta, ma il caso del tursiope della Lamaia è ancora più preoccupante. Infatti il delfino è spiaggiato ormai da oltre una settimana, costituendo un banchetto per i gabbiani, proprio di fronte all’Enfola, quindi a 3 Km in linea d’aria dalla sede del Parco Nazionale dell’Arcipelago Toscano che è anche la principale sede elbana dell’Osservatorio dei cetacei della Toscana.

Proprio all’Enfola il 12 ottobre 2012 tutti i Comuni elbani ad esclusione di Capoliveri hanno sottoscritto l’Adesione alla carta di partenariato del Santuario Pelagos, comprese le due amministrazioni che si dividono la spiaggia della Lamaia (che in realtà è quasi tutta nel Comune di Marciana). Scorrendo l’elenco dei Comuni che partecipano al partenariato del Santuario dei Cetacei si scopre che Marciana ha deliberato l’adesione l‘11/5/2012   e Portoferraio il 28/09/2012, la consegna della bandiera a 7 Comuni elbani è avvenuta il 12 ottobre 2012.

Ma cosa è la carta di partenariato del Santuario Pelagos? Come spiega lo stesso Ministero dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare, «La Carta istituita a Monaco nel 2009 con Raccomandazione COP4/REC9 nella IV Conferenza delle Parti del Santuario, prevede la sottoscrizione tra Pelagos e i Comuni del litorale dei tre Paesi Contraenti, di un accordo finalizzato a ridurre al massimo le attività che hanno un impatto sui mammiferi marini. In particolare per l’Italia, si prevede la «demotonautizzazione sportiva» e altre specifiche azioni pedagogiche, informative, di formazione e vigilanza lungo i propri litorali. Al momento della sottoscrizione della Carta, viene inoltre consegnata dall’Autorità Nazionale competente (MATTM), la bandiera del Santuario Pelagos, tramite apposita cerimonia pubblica».

A parte che le gare di motonautica sono state proibite solo dopo una denuncia di Legambiente di una gara autorizzata tra Porto Azzurro, Orbetello e l’Isola del Giglio ed a parte il continuo traffico di imbarcazioni e traghetti veloci nel Santuario dei Cetacei, il ministero dice  che i comuni che aderiscono «Potranno esporre la bandiera del Santuario, nei loro porti e ovunque lo riterranno utile».

Il caso del delfino della Lamaia, che resta per giorni e giorni a decomporsi su una spiaggia in piena stagione estiva, dimostra che quella Carta è completamente disattesa e che il Santuario dei Cetacei da segno sulla carta senza nessuna reale misura di salvaguardia e gestione rischia di diventare solo una bandiera da sventolare.

 

Carta di Partenariato del Santuario Pelagos

Con la volontà di salvaguardare la presenza dei mammiferi marini del Santuario Pelagos

Considerando la grande ricchezza di specie marine e di habitat lungo le coste del  Comune di …………………..;

Considerando la presenza del Santuario Pelagos, risultato dell’Accordo internazionale firmato nel 1999 tra l’Italia, Monaco e la Francia per la protezione dei mammiferi marini e del loro habitat all’interno del quale si trova il territorio marittimo del Comune di …………………..;

Considerando l’importanza della promozione di  attività  ecosostenibili in tutti i settori e in particolare in quelli del turismo e dell’economia;

Considerando l’importanza della tutela della qualità ambientale, paesaggistica e biologica per il presente e per il futuro;

Considerando la volontà espressa dal Comune di agire in favore della conservazione delle specie e degli habitat  marini;

Il Comune di ………………….., rivierasco del Santuario Pelagos, dichiara di condividere gli obiettivi del Santuario sottolineati nell’Accordo e decide di impegnarsi in una partnership con il Santuario Pelagos.

Attraverso la presente Carta, i partner si impegnano sulle disposizioni seguenti.

Il Santuario Pelagos:

–  qualora il partner firmatario lo richieda, fornirà assistenza e consigli sul tema dei mammiferi marini;

–  elaborerà strumenti di sensibilizzazione e di comunicazione che saranno messi a disposizione del partner, in particolare per l’azione pedagogica o di informazione svolta dal Comune;

–  darà visibilità al  Comune partner sul sito Internet Pelagos e nei supporti di informazione che produrrà (in particolare, nel bollettino Pelagos);

–  animerà in termini prioritari delle sessioni di formazione o di sensibilizzazione sui mammiferi marini e la loro protezione rivolti al personale del Comune.

Il Comune di ………………….. riserverà una particolare attenzione alla questione dei mammiferi marini:

–  adottando, nell’ambito delle sue decisioni gestionali, le soluzioni che abbiano l’impatto minore su questi animali;

–  favorendo le azioni pedagogiche e/o di informazione sul suo territorio e la diffusione delle informazioni sul e presso il Santuario Pelagos ;

–  contribuendo a ridurre al massimo le attività che hanno un impatto sui mammiferi marini., ivi inclusa la « demotonautizzazione  sportiva » applicando il disposto dell’ar. 5 della Legge n.391 dell’11.10.2001. Tuttavia, se queste dovessero svolgersi, il Comune si impegna a garantire un controllo adeguato, nella misura dei suoi mezzi, , sia tramite il  personale comunale con la formazione adeguata, sia attraverso i  membri autorizzati di Pelagos. Questi controlli  permetteranno di vigilare sul rispetto degli obiettivi di gestione del Santuario;

– contribuendo a trasmettere le informazioni sugli eventuali spiaggiamenti di mammiferi marini o di altre specie marine che potrebbero avere luogo lungo il suo litorale.

In virtù del suo impegno, il Comune potrà esporre la bandiera del Santuario, nonchè ogni strumento di valorizzazione della carta realizzato da Pelagos, sul suo porto e ovunque lo riterrà utile.

La carta è valida due anni a partire dalla sua firma e potrà essere rinnovata, su richiesta esplicita del Comune, previa verifica, da parte di Pelagos, delle attività svolte secondo quanto previsto nella griglia di valutazione di esse, allegata alla presente Carta di Partenariato (all. 1).

Il funzionamento della carta sarà oggetto di una valutazione congiunta ogni due anni. Un’evoluzione eventuale della carta potrà essere prevista in occasione di questa valutazione.