Il futuro della biodiversità: adattarsi, spostarsi o morire

Come la biodiversità ha reagito ai cambiamenti climatici del passato e come sarà difficile reagisca in futuro

[31 agosto 2018]

Il nuovo studio “Cracking the Code of Biodiversity Responses to Past Climate Change”,  pubblicato su Trends in Ecology and Evolution da un team internazionale di ricercatori guidato dal Center for Makroøkologi, Evolution og Klima della Københavns Universitet, rivede le attuali conoscenze sui cambiamenti climatici e la biodiversità.  All’università di Copenaghen spiegano che «In passato, piante e animali reagivano ai cambiamenti ambientali adattandosi, migrando o estinguendosi. Questi risultati mostrano i cambiamenti radicali nella biodiversità in futuro dovuti ai cambiamenti climatici». .

I ricercatori sotolineano che «La natura sta reagendo ai cambiamenti climatici. Tra le piante e gli animali vediamo comportamenti e movimenti alterati; i fiori cambiano periodo di fioritura e i gufi diventano più scuri, a causa degli inverni più caldi». Le domande che si sono fatti i ricercatori sono: come sarà il futuro della biodiversità? Le piante e gli animali saranno in grado di adattarsi abbastanza velocemente per sopravvivere al cambiamento delle temperature, delle precipitazioni e delle stagioni?  Il principale autore dello studio, David Bravo-Nogues del Makroøkologi, Evolution og Klima, è preoccupato: «Abbiamo raccolto un’enorme quantità di studi sugli eventi, che sappiamo che hanno influenzato biodiversità negli ultimi milioni di anni. Risulta che le specie sono state in grado di sopravvivere alle nuove condizioni nel loro habitat modificando il loro comportamento o la forma del corpo. Tuttavia, l’ampiezza attuale e la velocità invisibile dei cambiamenti nella natura possono spingere le specie oltre la loro capacità di adattamento».

I cambiamenti troppo rapidi potrebbero ridurre di molto la possibilità delle specie di adattarsi.

Fino ad ora, gli scienziati pensavano che la principale reazione delle specie ai cambiamenti climatici fosse quella di spostarsi, ma l nuovo studio dimostra che «l’adattamento locale alle nuove condizioni sembra aver svolto  un ruolo chiave nel modo in cui le specie sono sopravvissute. Le specie si adattano quando l’intera popolazione cambia, ad esempio quando tutti i gufi diventano più scuri. Questo accade lentamente, durante un lungo periodo di tempo». Un altro autore dello studio, Stephen Jackson, direttore del Southwest Climate Adaptation Science Center della US Geological Survey, aggiunge: «Grazie ai fossili e ad altri “archivi” biologici, abbiamo accesso a un numero quasi illimitato di casi studio nella storia della Terra. Questo ci fornisce una conoscenza preziosa su come i cambiamenti climatici di varie percentuali, grandezze e tipi possono influenzare la biodiversità»

Le estinzioni del passato potrebbero aiutarci a proteggere la biodiversità del futuro e il team di ricercatori evidenzia che «Il nuovo studio potrebbe darci la risposta per decodificare il modo in cui la biodiversità cambia a causa dei cambiamenti climatici. Questa conoscenza può informare i responsabili politici al fine di implementare in futuro schemi di conservazione efficaci. Alcune specie, quando non sono riuscite ad adattarsi o a spostarsi abbastanza velocemente, come il pesce lima, si sono già estinte a causa dei cambiamenti climatici».

Un altro degli autori dello studio, Francisco Rodriguez-Sanchez del Consejo Superior de Investigaciones Científicas, conclude: «Sappiamo che in passato gli animali e le piante hanno evitato l’estinzione adattandosi o migrando. Tuttavia, i modelli che utilizziamo oggi per prevedere il futuro cambiamento climatico, prevedono magnitudini e tassi di cambiamento che sono stati eccezionalmente rari negli ultimi milioni di anni. Pertanto, abbiamo bisogno di ampliare le nostre conoscenze e migliorare i nostri modelli di predizione. Inoltre, dobbiamo riconoscere i limiti dei modelli, perché vengono utilizzati per informare i politici e i responsabili delle decisioni sugli effetti  dei cambiamenti climatici sulla biodiversità».