Il futuro delle cave nel Parco delle Apuane e il precedente di Massaciuccoli

[19 febbraio 2014]

Non passa giorno in Toscana che le cronache non ci richiamino ai più vari e drammatici problemi ambientali. E nonostante questo può capitare di leggere che secondo il nuovo segretario regionale del Pd al primo posto dovremo mettere la sanità! Per carità, la salute è importante e ci mancherebbe che non lo fosse. Ma evidentemente stando anche al suo documento le frane, le alluvioni, le cave del marmo, i guai della Val di Cornia, della Versilia e via rovinando per le istituzioni queste cose vengono dopo.

Ora esplode la vicenda del Parco delle Apuane e delle cave del marmo con relativa richiesta di dimissioni  del suo presidente Putamorsi, che le considera invece  compatibili. Ricordo quando dovemmo decidere la chiusura delle cave – quelle di sabbia – nel lago di Massaciuccoli e gli incontri infuocati con i lavoratori e i sindacati. Ma il Parco di San Rossore era stato istituito anche per questo e le chiudemmo. Quello delle Apuane fu istituito per vedersela anche e soprattutto con l’escavazione del marmo, assai prima dei vincoli paesaggistici previsti dalla legge Marson. Si cominciò a parlarne un bel po’ di anni fa e si continuò fino a quando la Regione Toscana – ricordo l’incavolatura del presidente Nardini scomparso poco dopo – tolse ai parchi il nulla osta sul paesaggio, restituito ai singoli comuni che non erano in grado di farlo e che bussavano inutilmente alle porte del Parco ormai espropriato.

In questi anni nelle Apuane, a differenza degli altri parchi regionali, non si è riusciti a far tagliare il traguardo al suo piano e vista la situazione presente se ne capiscono bene anche le ragioni. La legge Marson (quella sui parchi resta per ora nel cassetto) ha il merito di rimettere in agenda una questione di portata nazionale e internazionale a cui questa volta bisogna dare risposte chiare e coraggiose, non più rinviabili. Ho visto tra i più impegnati in questo sforzo gli amici di Legambiente a cui vorrei ricordare però che quella legge sui parchi al Senato che a loro  piace molto prevede che per racimolare qualche soldo i parchi dovrebbero ospitare anche attività che in una area protetta è bene escludere. Certo non attività così incompatibili come l’escavazione del marmo, ma che è tuttavia bene tener fuori o non fare del tutto.

Ora dalle cronache bisogna passare alle decisioni, anche le più scomode se necessario.

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