Il Giappone uccide 50 balenottere nell’Area marina protetta del Mare di Ross

Wwf: in Antartide continua il massacro assurdo e anacronistico dei grandi cetacei grazie a un'infame scappatoia

[5 settembre 2018]

In occasione del 67esimo meeting del’ International Whaling Commission (Iwc) apertosi ieri a i a Florianopolis, in Brasile, il Wwf ha denunciato che «I balenieri giapponesi hanno ucciso più di 50 balenottere minori nell’Area Marina Protetta del Mare di Ross, in Antartide»..

Il Wwf spiega di essere «venuto a conoscenza di questa orrenda e ingiustificabile caccia alle balene realizzata dal Giappone nelle acque protette del Mare di Ross per ben 5 settimane, analizzando un documento del comitato scientifico dell’Iwc. La mappa mostra l’attività di caccia alla balena perpetuata dalle baleniere giapponesi nella zona di protezione generale (GPZ) dell’area marina protetta, tra il 22 gennaio e il 28 febbraio 2018, appena due mesi dopo l’entrata in vigore dei vincoli di protezione. Un vero e proprio crudele smacco agli sforzi dei tanti paesi che si stanno impegnando per proteggere la fauna minacciata dell’Oceano Antartico.

Gli ambientalisti ricordano che «Nell’Area Marina Protetta del Mare di Ross la raccolta del krill e la pesca sono bandite. Eppure il Giappone è in grado di andare a caccia in questo paradiso della biodiversità antartica,  utilizzando un’infame scappatoia: le balene verrebbero cacciate “per scopi scientifici”, utilizzando in questo modo un “baco” presente nei regolamenti definiti dalla stessa  Commissione Baleniera».

Il Wwf ricorda che le alternative esistono e che collabora con ricercatori che progettano e implementano metodi non letali per studiare le balene: «All’inizio di quest’anno, la prima “cam delle balene” è stata fissata su una balenottera minore antartica da Ari Friedlaender e dal Wwf per studiare il comportamento alimentare di questa specie».

L’area marina protetta del Mare di Ross, una delle più ampie aree protette del mondo (1,55 milioni di chilometri quadrati) è stata creata dalla Commission for the Conservation of Antarctic Marine Living Resources (Ccamlr) nel 2016. La Ccamlr è composta da 24 Stati membri, inclusi il Giappone e l’Unione Europea e 24 Paesi Ue (Italia compresa) e si propone di conservare e preservare la vita marina antartica. Nell’ottobre 2016, dopo quasi 10 anni di trattative, la Ccamlr ha creato – anche con il voto favorevole del Giappone – l’Area marina protetta del Mare di Ross,  la più grande del mondo, entrata in vigore il primo dicembre 2017 che dovrebbe  garantire la protezione per migliaia di specie che popolano l’Oceano Antartico tra cui il krill, i pinguini imperatore, le foche di Weddel e diverse specie di cetacei tra cui le balenottere azzurre (il più grande animale del pianeta), le megattere, le orche e le balenottere minori.

Il Wwf  si sta appellando alla Ccamlr  perché «induca il governo giapponese a porre fine a tale vergognoso escamotage, interrompendo così il massacro delle balenottere minori antartiche (inserite nella lista Iucn delle specie a rischio estinzione) nell’area marina protetta del Mare di Ross e nel più grande santuario delle balene “Southern Ocean Whale Sanctuary”: un’area di 50 milioni di chilometri quadrati che circonda il continente antartico». La CCamlr però non controlla la caccia alle balene nel Mare di Ross e qualsiasi Paese membro dell’Iwc può ottenere un permesso speciale per cacciare le balene. Il Wwf ricorda che «Il 31 marzo 2014  la Corte Internazionale di Giustizia ha stabilito che il Giappone avrebbe dovuto revocare tutti i permessi esistenti per la “caccia a fini scientifici” in Antartide e astenersi dal concedere nuovi permessi. In risposta, il Giappone si è auto-rilasciato un nuovo permesso speciale chiamato NewRep-A che consente ogni anno, fino al 2027, l’uccisione di 333 balenottere minori antartiche».

Chris Johnson, il senior manager del  Wwwf Antarctic Program ha spiegato: «Tutti immaginano che l’Area marina protetta del Mare di Ross goda di una protezione speciale e che nelle sue acque la straordinaria fauna artica venga protetta dall’impatto devastante dell’uomo. Le persone che in tutto il mondo hanno celebrato questo storico Santuario dell’Oceano non possono che rimanere sconvolte all’idea che all’interno dei suoi confini le balene vengano uccise. Solo l’International Whaling Commission uò cancellare la scappatoia (ovvero la caccia a fini scientifici) che permette ai balenieri di arpionare le balene in un’area protetta. È necessario che la  Ccamlr assuma un ruolo più attivo al fianco dell’Iwc e che intensifichi la sua azione per mettere fine a questo massacro. E’ assurdo che il Giappone possa entrare deliberatamente in un Santuario dell’Oceano e massacrare le balene».