Il golpe al Parco Nazionale dell’Arcipelago Toscano e la legge non applicata

[7 aprile 2014]

Ora che è scoppiato il bubbone del Direttivo del Parco Nazionale dell’Arcipelago Toscano, con il Presidente della Comunità del Parco Ruggero Barbetti (Nella foto) che grida al golpe, indicando due sindaci del suo stesso schieramento tra i golpisti  colpevoli di  non voler aspettare l’esito delle elezioni di maggio per nominare il nuovo Direttivo, nonostante siano scaduti tutti i tempi previsti dalla legge, molti si chiedono chi ha ragione. Una cosa ci sembra certa: ha torto la Comunità del Parco, in tutte le sue componenti, che ancora una volta l’ha buttata in politica e che ancora una volta si azzuffa solo e soltanto quando si tratta di poltrone. Ma almeno questa volta ci risparmieremo (speriamo) una campagna elettorale contro il Parco fatta da chi il Parco lo vorrebbe solo paralizzato.

Le contesa ci pare, a leggere quanto scrivono Barbetti e quanto controreplicano (dopo averci pensato solo  qualche mese) gli amministratori del centro-sinistra con i due golpisti del centro-destra, la nomina dei 4 rappresentanti della Comunità del Parco nel Direttivo dell’Ente Parco.

Come funziona la cosa lo spiega bene il Decreto del Presidente della Repubblica del 16 aprile 2013, n. 73 (pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale 26 giugno 2013 n. 148), all’Articolo 1 – Riordino degli Enti Parco, sostituisce così al comma 1 il comma 4 dell’articolo 9 della legge 394/91, che si occupava proprio della nomina dei Direttivi dei parchi: “4. Il Consiglio direttivo è formato dal Presidente e da otto componenti nominati con decreto del Ministro dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare entro 30 giorni dalla comunicazione della rispettiva designazione. Il Ministro procede alla nomina sentite le Regioni interessate che si esprimono entro e non oltre 30 giorni dalla data della richiesta. Decorso inutilmente detto termine il Ministro procede egualmente alla nomina dei soggetti designati. I componenti del Consiglio direttivo sono individuati tra esperti particolarmente qualificati in materia di aree protette e biodiversità, secondo le seguenti modalità: a) quattro, su designazione della Comunità del parco, con voto limitato; b) uno, su designazione delle associazioni di protezione ambientale individuate ai sensi dell’articolo 13 della legge 8 luglio 1986, n. 349; c) uno, su designazione del Ministero dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare; d) uno, su designazione del Ministero delle politiche agricole, alimentari e forestali; e) uno, su designazione dell’Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale (Ispra)”.

Quindi Consiglieri del Parco passano da 12 a 8 ed il problema sono i 4 che spettano alla Comunità del Parco. Ma il  nuovo DPR al comma modifica anche il  comma 5 dell’articolo 9 della legge 394/91: “Decorsi ulteriori trenta giorni dalla scadenza del termine di quarantacinque giorni, il Presidente esercita le funzioni del Consiglio direttivo fino all’insediamento di questo. Il Presidente esercita le predette funzioni per un periodo non superiore comunque a centottanta giorni. Qualora siano designati membri della Comunità del parco Sindaci di un Comune oppure presidenti di una Comunità montana, di una Provincia o di una Regione presenti nella Comunità del parco, la cessazione dalla predetta carica a qualsiasi titolo comporta la decadenza immediata dall’incarico di membro del Consiglio direttivo e il conseguente rinnovo, entro quarantacinque giorni dalla cessazione, della designazione. La stessa norma si applica nei confronti degli assessori e dei consiglieri degli stessi Enti”.

Quindi non aver nominato i 4 del Direttivo di espressione della Comunità del Parco viola la tempistica prevista dalla legge che, naturalmente, non può  tener conto delle convenienze politiche dei Comuni elbani. E’ questo che fa rischiare la paralisi del Parco, perché tra poco il Presidente del Parco non avrà più il potere di “surrogare” il Direttivo. Però Barbetti (che sembra sostenuto da altri sindaci di centro-destra) dice più o meno: se eleggiamo ora dei sindaci o dei consiglieri comunali che a maggio non possono più ripresentarsi alle elezioni poi, solo tra poche settimane, saremo costretti a dover rivotare per nominarne altri in loro sostituzione, ma il DPR, infilando uno strategico “Qualora”, si riferisce alla decadenza in caso di elezioni solo se i nominati dalla Comunità nel Parco sono Sindaci, Assessori o Consiglieri di Comuni, Province e Regioni, non se sono esperti, come quelli più volte nominati dai Comuni nel passato proprio per non incorrere nella decadenza automatica in caso di elezioni. Quindi, per non incorrere nel rischio paventato dal Presidente della Comunità del Parco e dai sindaci non golpisti,  basterebbe nominare esperti di fiducia, invece di amministratori comunali.  Poteva essere questo il punto di incontro per un accordo tra gentiluomini che invece è finito nelle accuse incrociate di golpismo, con l’Elba trasformata in una specie di Cile di Pinochet o di Ucraina..

Su queste ed altre cose, si è così andati verso una richiesta di parere al Ministero dell’ambiente che appare quantomeno irrituale: il comma 4 del nuovo DPR del 2013 conferma che il Ministero dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare, ha “qualità di amministrazione vigilante”, quindi non può certo dare interpretazione su un DPR che appare abbastanza chiaro. Se la Comunità del Parco avesse avuto bisogno di un parere avrebbe dovuto rivolgersi a tempo debito a quello che è il legale rappresentante del Parco, cioè il Presidente del Parco (che ci sembra abbia già espresso la sua preoccupazione), o all’Avvocatura dello Stato. Se invece si tratta delle regole di funzionamento della Comunità del Parco è evidente che è la stessa Comunità a dover risolvere i suoi problemi di funzionamento interni, cosa della quale sembra evidentemente incapace e non solo da quando ne è presidente Barbetti.

Al di là del solito impazzimento elettorale rimane un mistero, che è anche una forte preoccupazione perché favorisce gli atteggiamenti dilatori e le baruffe politiche: perché il Ministero dell’Ambiente, di fronte alla paralisi politica della Comunità del Parco che il suo stesso Presidente definisce “golpe”, il Ministro dell’Ambiente ed il governo non procedono immediatamente alle nomine degli altri componenti  del Direttivo del Parco? L’Ente così avrebbe la maggioranza di 5 componenti del Direttivo per poter funzionare anche senza gli inconcludenti e litigiosi Sindaci elbani, golpisti o anti-golpisti che siano.