Lupo in Toscana, il ritorno del predatore che ci ha colti impreparati

Un workshop sui Monti della Calvana per comprendere un animale meraviglioso quanto "scomodo"

[14 agosto 2015]

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Il lupo è tornato a popolare il nostro territorio a seguito della diffusione di numerose prede, come caprioli e cinghiali. Prede che si sono moltiplicate a seguito dell’abbandono di aree appenniniche da parte dell’ uomo che, non essendo più utilizzate, sono state invase dal bosco offrendo a tali selvatici un habitat ideale. Il ritorno del lupo ha messo in crisi i pastori che, non più abituati alla presenza del predatore, lasciavano ovunque le greggi libere di pascolare e non adoperavano sistemi di difesa. Sono stati così colti impreparati quando il predatore ha cominciato a mietere le sue vittime, e così hanno perso gran parte delle loro greggi.

Il lupo è un animale “scomodo” perché non è gestibile. Il lupo scardina le abitudini, è una presenza che ha un forte impatto nell’immaginario collettivo, ed è anche l’unico predatore dei nostri boschi su cui tanto si dice e si racconta ma di cui poco si conosce.

Partendo da questa consapevolezza, presso il Memoriale e la foresteria di Valibona, a Calenzano, si è recentemente tenuto un workshop incentrato sulla presenza e la percezione del lupo in Toscana. Hanno preso parte ad attività di studio, di formazione e di ricerca sul campo non solo docenti, esperti, rappresentanti di associazioni venatorie e studenti universitari di scienze faunistiche e forestali, ma anche persone di diversa estrazione culturale seriamente interessate allo studio del predatore e al suo rapporto con la presenza antropica.

Il workshop ha visto la partecipazione di Riccardo Bozzi, del dipartimento di Scienze agroalimentari e dell’ambiente dell’università degli Studi di Firenze, che ha trattato il delicato tema della “Genetica e dell’ibridazione del lupo”; Gaetano Riviello, che ha spiegato la storica presenza del predatore sui Monti della Calvana; lo zoologo e naturalista Federico Morimando, che ha mostrato recentissimi filmati di una cucciolata attiva di lupo (Canis lupus) eseguiti all’interno della provincia di Siena; Federico Camarri, civilista presso Legambiente che ha esposto la mostra del progetto Med-wolf, nel quale Legambiente è uno dei partner principali; Simona Iacobelli, che ha illustrato la sua tesi di laurea magistrale dal titolo “Analisi della distribuzione del Lupo nelle Foreste Casentinesi” e infine Tommaso Brembilla e Francesca Caprio, che grazie alla compagnia dei loro fedeli cani (pastori maremmani abruzzesi) hanno trattato il tema dell’importanza dei cani da guardiania utilizzati ai fini della prevenzione dagli attacchi del lupo alle greggi.

L’attività di studio e di ricerca che è stata intrapresa durante il workshop è stata quindi incentrata sulla conoscenza e l’approfondimento delle caratteristiche e delle abitudini del lupo, con la speranza degli organizzatori che il lavoro svolto possa aver ricadute di carattere divulgativo.

Nella notte di venerdì 24 luglio 2015, i partecipanti hanno avuto anche la fortuna di ascoltare, da distanza ravvicinata, l’ululato di un nucleo di lupi (almeno quattro esemplari). «Un’esperienza meravigliosa, che molti non dimenticheranno mai», come hanno commentato gli organizzatori, sicuri con quest’affermazione d’interpretare i sentimenti di tutti i partecipanti. Questo workshop è stato organizzato dagli studenti dell’associazione Unifauna, in particolare Simone Capriotti, Veronica Racanelli e Gaetano Riviello, che hanno curato la parte organizzativa nei minimi dettagli in stretta collaborazione con il sindaco di Calenzano, Alessio Biagioli. Il sindaco stesso ha partecipato e presenziato alle interessanti attività promosse in questi tre giorni e ne ha auspicato la «continuità per il futuro all’interno dell’Anpil (Area naturale protetta di interesse locale) dei Monti della Calvana».

di Iacopo Nappini e Gaetano Riviello per greenreport.it