Il manifesto per la sostenibilità marina delle imprese balneari toscane

10 punti da rispettare per la gestione intelligente dei servizi e dei patrimoni marini

[9 marzo 2016]

Dopo una fase di studio e di analisi, l’associazione Donnedamare, il Cesab e Legambiente, che hanno dato vita al “Manifesto per lo sviluppo sostenibile della ricettività marina”, un decalogo che traccia i 10 punti fondamentali e inderogabili per svolgere il lavoro legato al turismo balneare sostenibile e di qualità,  per una gestione intelligente dei servizi e dei patrimoni marini, e  che non si rivolge solo agli operatori del settore balneare ma anche alle aziende che operano nell’ambito del sistema mare.

Ecco i 10 punti contenuti nel Manifesto:

1- Il libero accesso al mare: perché l’ambiente è di tutti e noi esseri umani ne siamo i custodi; 2- La gestione ecosostenibile degli spazi: perché manteniamo aree di tutti e le vogliamo rendere modelli di crescita; 3- Più formazione: il rispetto del mare passa attraverso una formazione nostra e dei cittadini; 4- Una accoglienza curata ma sostenibile: non solo l’uomo ha occhi, ma li ha l’intero ecosistema. Rispettiamo l’armonia della vista; 5- La salvaguardia della natura: i balneari sono le sentinelle del rispetto dell’ambiente delle riviere; 6- La comunicazione della cultura dei luoghi: noi siamo la nostra cultura e la nostra storia. Lavoriamo per farla conoscere; 7- L’energia è della natura: puntare alla sostenibilità energetica non è una proposta snob, ma necessità; 8- Una filiera verde che sappia far vivere in armonia: noi siamo l’ambiente. E dobbiamo rispettarlo e rispettarci in ogni azione; 9- Le onde di mari e laghi parlano con la musica: sostenibile è anche l’acustica e il rispetto degli altri contro il rumore; 10- Le nuove tecnologie gli alleati di uno sviluppo sostenibile: mai schiavi ma sostenitori dell’Ict come parte fondamentale della crescita.

Fausto Ferruzza, presidente Legambiente Toscana, e Angelo Gentili, responsabile nazionale Legambiente Turismo, spiegano che «Il lavoro svolto per dar vita al Manifesto per lo sviluppo sostenibile della ricettività marina è la dimostrazione di come sia possibile realizzare con grande qualità il mestiere di operatore del settore balneare e allo stesso tempo impegnarsi per la tutela dell’ecosistema marino e costiero. I dieci punti elencati nel documento evidenziano l’importanza dell’accessibilità, il rapporto con il territorio, la gestione ecosostenibile degli spazi, la salvaguardia dell’ecosistema marino e costiero e soprattutto la passione e la sensibilità rispetto alle tematiche ecologiche. La stessa sensibilità legata al ruolo di sentinelle ambientali della spiaggia e del mare che stabilimenti balneari che aderiscono al nostro Manifesto avranno».

I promotori sono convinti che il valore del progetto, della ricerca universitaria seguita dal Cesab, e sua caratteristica di innovazione e novità, «sta proprio nel perfezionarsi in itinere, nel prendere spunto e dialogare con i partecipanti per definire via via sia nuove strategie sia modalità di applicazioni innovative e più performanti. Obiettivo di questa ricerca è, dunque, ottenere una certificazione di qualità per le buone pratiche sostenibili».

Bettina Bolla, presidente associazione Donnedamare, sottolinea  che «Il progetto del Manifesto è fatto dai balneari per i balneari e vuole dimostrare, attraverso la creazione di un albo, che le attuali imprese balneari, per la maggior parte a conduzione familiare, sono presidi del territorio, tutelano l’ambiente e lo raccontano ai turisti che vogliono sempre più essere coinvolti in attività, incentivati a vedere nuove cose ed essere consigliati su esperienze e percorsi locali. Le  imprese balneari italiane infatti giocano da sempre, anche in modo inconsapevole, un ruolo fondamentale in quello che oggi viene definito turismo esperienziale, sempre più ricercato dai viaggiatori».