Il mare deve vivere. Il Wwf sale a bordo delle navi scuola della Marina Militare

[24 giugno 2013]

Oggi, al molo Beverello di Napoli, il Wwf ha accolto ospiti e visitatori dell’Amerigo Vespucci, la celebre nave scuola della Marina Militare, che in questi giorni ha inaugurato la campagna di sensibilizzazione “Il mare deve vivere”. Per tutta l’estate le navi scuola Vespucci e Palinuro, insieme ad  esperti del Wwf toccheranno i porti Civitavecchia, Napoli, Livorno, Taranto, Crotone, Trieste e Venezia «Per svelare a migliaia di visitatori e agli allievi delle scuole navali le meraviglie del nostro mare, le sue minacce e le azioni necessarie per viverlo nel rispetto delle sue straordinarie ricchezze naturali, garantendo un Mediterraneo di qualità oggi e per le generazioni future».

E’ stato Fulco Pratesi, fondatore e presidente onorario del Wwf Italia, a presentare oggi l’iniziativa sul sul cassero del Vespucci: «E’ un onore essere di nuovo a bordo di una nave simbolo come l’Amerigo Vespucci, che dopo 35 anni salpa ancora insieme al Wwf per diffondere i valori di un mare protetto e rispettato e insegnare al grande pubblico ad amare le preziose specie, balene, delfini, tartarughe marine e perfino gli squali, che lo popolano».

Il comandante della nave, il capitano di vascello Curzio Pacifici, ha sottolineato che «L’Amerigo Vespucci, nave simbolo della Marina, la più bella del mondo, rappresenta la tradizione della nostra Forza Armata per il ruolo che riveste nella formazione, storicamente degli ufficiali e dei marinai e marinaie, e oggi, con questa iniziativa al fianco del Wwf, anche delle nuove generazioni al rispetto del mare e dell’ambiente. Azione concreta in cui la Marina Militare è impegnata nell’ambito delle sue funzioni a sostegno del Paese». Tra le attività a bordo, lezioni interattive di biologia marina e fruizione sostenibile del mare, avvistamento cetacei in navigazione e, per tutti i visitatori, la mostra Wwf sulle tartarughe marine.

Nell’ormai lontano  1978 l’iniziativa “Il mare deve vivere”, che venne celebrata anche l’emissione limitata di francobolli, contribuì ad ottenere il divieto di caccia ai delfini e a tutti gli altri cetacei, il divieto di caccia a tutti gli uccelli marini, il divieto di pesca dello storione e delle tartarughe marine, il divieto di uso dell’autorespiratore nella pesca subacquea e delle reti per la pesca sportiva. «Oggi  – dice il Panda – si riparte per portare i valori del mare nei principali porti italiani».

In questi giorni gli esperti Wwf sono stati a bordo del Vespucci nei porti di Civitavecchia e Napoli,  il 29 giugno saranno a  Livorno, dove ci sarà l’incontro tra la nave scuola e la barca a vela dei campi estivi Wwf. Sarà poi la volta di Nave Palinuro in Adriatico, che salperà da Taranto il 29 luglio, approdando poi a  Crotone (2-4 agosto), Trieste (23-27 agosto), Venezia (29 agosto-2 settembre).

Adriano Paolella, direttore generale del Wwf Italia, ha aggiunto che «In 35 anni di azione Wwf, insieme a tante realtà impegnate per la tutela del mare, abbiamo ottenuto un sistema di aree marine protette, abbiamo scongiurato il collasso del tonno rosso, abbiamo sensibilizzato i cittadini a un consumo sostenibile di pesce e risorse ittiche. Ma le sfide aperte sono ancora tante, dalla pesca illegale, allo spettro delle trivelle, alla plastica che galleggia in superficie, che minacciano tanto la salute del mare quanto gli equilibri, anche sociali ed economici, che da essa dipendono. Solo con forti alleati, a tutti i livelli della società, potremo davvero ottenere un Mediterraneo di Qualità».

Per spiegare il valore del Mediterraneo e  coinvolgere tutti i livelli della società nella sua tutela, il Wwf ha stilato il Manifesto per un Mediterraneo di Qualità e spiega che «Un Mediterraneo di Qualità Ha acque senza rifiuti, ha navi “attente” che non colpiscono i cetacei, ha relitti tristi o affascinanti ma non velenosi, ha aree marine protette che funzionano, ha una pesca sostenibile, ha coste rocciose, spiagge, scogli e falesie, e non una colata di cemento legale o abusivo, ha turisti responsabili e non calca umana, ha biodiversità in espansione, rigogliosa, viva e vegeta, ha tartarughe libere di nuotare che non rischiano la vita per la pesca accidentale».