Il mattino ha l’oro in bocca: anche gli uccelli canori pianificano i propri comportamenti

Le cince perlustrano la mattina per trovare i vermi da mangiare a cena, per non incontrare i predatori

[10 ottobre 2013]

La ricerca The early bird gets the worm: foraging strategies of wild songbirds lead to the early discovery of food sources che Damien Farine e Stephen Lang (dell’Edward Grey Institute of Field Ornithology, del dipartimento di zoologia dell’università di  Oxford) hanno  pubblicato su Biology Letters getta una nuova e sorprendente luce sulla capacità dei piccoli uccelli di pianificare i propri comportamenti adattandoli alla presenza di pericoli.

I due ricercatori  britannici spiegano che «Gli animali per sopravvivere devono gestire allo stesso tempo i  rischi della predazione e la fame. Studi teorici ed empirici hanno dimostrato che gli individui possono ridurre il rischio della predazione ritardando l’alimentazione (e quindi l’accumulo di grasso) fino al tardo pomeriggio. Tuttavia, poco si sa su come gli individui gestiscano le pressioni opposte dell’incertezza delle risorse e dei rischi di predazione». Secondo Lang e Farine,  alcuni uccelli potrebbero avere una strategia che attuano in due parti: «Dando priorità alla scoperta del cibo nelle prime ore del giorno e sfruttando al meglio il patch  alla fine della giornata».

I due scienziati, utilizzando registratori di dati automatizzati, hanno testato se esiste una componente temporale nella scoperta di nuovi luoghi di foraggiamento da parte di individui  all’interno di un’area di foraggiamento alla quale accedono specie diverse e scrivono su Biology Letters: «Abbiamo trovato che il cibo distribuito in mattinata è stato scoperto molto più spesso del cibo distribuito nel pomeriggio. Sulla base dei modelli di attività diurne in questa popolazione, anche i tassi complessivi di nuovi arrivi sono stati significativamente superiori a quanto previsto per la mattina e significativamente inferiori a quanto  previsto nel pomeriggio. Questi risultati collimano con le nostre previsioni di uno slittamento dalla scoperta alo sfruttamento nel corso della giornata».

Gli scienziati britannici tengono sotto controllo le popolazioni di avifauna di Wytham Woods, nell’Oxfordshire, dal 1947 e tutte e cinque le specie di uccelli canori oggetto di questo studio si sono comportate nello stesso modo ed il team di Oxford ritiene che questo comportamento massimizzi le possibilità di evitare i predatori durante il giorno, senza morire di fame durante la notte.

Farine ha detto alla Bbc Nature News: «I nostri risultati sono importanti perché forniscono una nuova ipotesi di come gli animali si nutrono. Suggeriscono che gli animali integrano i diversi rischi che corrono in una strategia che può essere applicata per soddisfare sia la necessità di evitare la predazione che di evitare il rischio». Gli scienziati hanno studiato le popolazioni di uccelli per le quali trovare cibo diventa sempre più importate verso la fine dell’inverno, quando le grandi fonti di cibo, come i semi ed i frutti sulle piante, sono ormai esauriti.

Il team sapeva dagli studi precedenti che, quando c’è un forte rischio di predazione, le cince e gli altri passeriformi rinviano il pranzo per mettere su grasso fino alla fine della giornata. Farine sottolinea che «Negli anni ’70, quando non c’erano quasi nessun sparviero, le cince erano solitamente molto più grasse in inverno, il che contribuiva ad evitare il rischio di morire di fame. Quando gli sparvieri sono ritornati, il peso medio corporeo delle cince maggiori, per esempio, è diminuito. Questi uccelli erano passati dalla strategia di essere grassi ad una strategia nella quale non mettono su grasso fino alla fine della giornata. Tuttavia, nessuno precedentemente aveva pensato di verificare come gli uccelli riescono ad ovviare alla necessità di trovare cibo in modo da potersi garantire che ci sarà abbastanza cibo alla fine della giornata, per mettere su la necessaria quantità di grasso e sopravvivere alle lunghe notti invernali».

Si è così scoperto che, invece di limitarsi a stare a guardare in attesa della fine del  pomeriggio, gli uccelli erano attivamente alla ricerca di nuove fonti di cibo, per capire dove fare la loro prossima cena. Secondo Farine. «Possono variare la propria strategia entro il giorno al fine di soddisfare molteplici esigenze, in questo caso per evitare la predazione, ma anche per trovare cibo effimero.

Ma lo studio ha fatto nascere tutta un’altra serie di domande alle quali i ricercatori sperano di rispondere con altri test. Precedenti studi hanno dimostrato che attraverso i legami sociali, le informazioni riguardanti le fonti di cibo vengono  trasmesse tra i singoli uccelli all’interno di una popolazione. «Vorremmo verificare se gli individui variano nel loro utilizzo di queste informazioni sociali nel corso di una giornata. Ad esempio, se non hanno acquisito informazioni di buona qualità al mattino, le ignorano e cercano in proprio il cibo?», si domanda Farine, che conclude: «Poi ci piacerebbe condurre ulteriori ricerche sulle strategie del pomeriggio e della sera, al fine di verificare se gli uccelli in realtà si ricordano di quale sia stato il miglior sito che hanno visitato, mettendo diversi alimenti di qualità per farglieli scoprire».