Gechi, scinchi e rane mai viste nell’altopiano di Cape Melville

Australia, ritrovato un mondo perduto [PHOTOGALLERY]

[30 ottobre 2013]

Una spedizione scientifica della James Cook University e di National Geographic nella penisola di Cape York, ha trovato in Australia, nel misterioso nord-est, tre “nuove” specie di vertebrati, un geco con la coda a foglia, uno scinco dorato ed una  rana “boulder-dwelling”, che sono rimaste isolate per milioni di anni in quello che sembra un “mondo perduto”.

All’inizio dell’anno, Conrad Hoskin della James Cook University e Tim Laman  un fotografo del National Geographic e ricercatore dell’ Harvard University , hanno unito le loro forze per esplorare un esteso e remoto areale montano nella penisola di Cape York: la catena montuosa di Cape Melville che l’università australiana descrive come «Un incredibile luogo con milioni di massi di granito nero, delle dimensioni di auto e case, accatastati a centinaia di metri di altezza». Precedenti spedizioni si erano spinte fino ai campi di massi intorno alla base di Cape Melville, ma l’altopiano di  macigni  che ospita la foresta pluviale era rimasto in gran parte inesplorato, quasi una fortezza circondata da possenti pareti di granito.

A marzo, grazie al finanziamento del  finanziamento del National Geographic Expedition Council, Hoskin, Laman ed una troupe cinematografica  del National Geographic hanno raggiunto in elicottero le regioni montagnose ed hanno cominciato ad esplorare quello che si è rivelato un incredibile “lost world” e in pochi giorni avevano già scoperto le tre nuove specie di vertebrati e molte altre specie interessanti che potrebbero anche loro essere nuove per la scienza. L’altopiano di Cape Melville è una profonda foresta pluviale isolata in mezzo ad un’estesa foresta secca e calda, per questo il  geco, lo scinco, e la rana e gli altri esseri che popolano la foresta pluviale-associati sono rimasti completamente isolati da milioni di anni.

Hoskin spiega: «Trovare  tre nuovi vertebrati, ovviamente distinti, sarebbe già abbastanza sorprendente in qualche parte poco esplorata come la Nuova Guinea, figuriamoci in Australia, un paese che pensiamo di aver esplorato abbastanza bene. Queste specie sono limitate alla foresta pluviale di montagna ed ai campi di massi di Cape Melville. Sono rimati  isolati lì per millenni, evolvendosi in specie distinte nel loro ambiente roccioso unico».

Le tre nuove specie sono state nominate e descritte da Hoskin, su Zootaxa, ma i ricercatori dicono che  il massimo è stata la scoperta del singolare geco dalla coda a foglia, lungo  20 cm e con occhi primitivi, veri e propri fossili viventi, relitti del Gondwana, un’era in cui la foresta pluviale toccò la sua massima estensione in Australia. Il geco uroplatus di Cape Melville (Saltuarius eximius)  è molto diverso da tutti i suoi parenti: «La seconda che ho visto il geco sapevo che era una nuova specie. Era così del tutto diverso» ha detto Hoskin.

Questo spettacolare geco resta nascosto tra i massi di giorno e viene fuori di notte per cacciare sulle rocce e sugli alberi. Altamente mimetici, questi gechi restano immobili, a testa in giù, aspettando che passino a tiro insetti e ragni. Si distinguono per i loro   enormi occhi e il corpo e le zampe incredibilmente lunghi e sottili, probabilmente tutti adattamenti alla vita nei campi di rocce scarsamente illuminati.

Per Patrick Couper, curatore della sezione rettili e rane al Museo del Queensland, che ha collaborato alla descrizione scientifica del geco, «Che questo geco fosse nascosto in una piccola zona di foresta pluviale in cima a Cape Melville è davvero notevole. Ciò che lo rende ancora più notevole è che allo stesso tempo siano stati trovati altri due vertebrati completamente nuovi. Il geco uroplatus di Cape Melville è tra le più strane nuove specie arrivate sulla mia scrivania in 26 anni di lavoro come un erpetologo professionista. Dubito che un altro nuovo rettile di queste dimensioni e con caratteri così distintivi sarà trovato presto, se mai avverrà ancora una volta, in Australia».

Lo scinco ombra di Cape Melville (Saproscincus saltus) è un animale molto bello, snello, con una colorazione dorata, che vive anche lui in una piccola area dell’altipiano, ha abitudini diurne e salta da un masso all’altro dei massi ricoperti di muschio a caccia insetti. Anche questa specie è molto diversa dai suoi parenti che vivono nelle foreste pluviali del sud.

Anche la rana che vive tra i massi (Cophixalus petrophilus) si trova unicamente nei campoi di rocce di Cape Melville. E’ un piccolo ed affascinante anfibio il cui nome scientifico siognifica amante delle rocce e che durante la stagione secca vive negli più profondi anfratti tra i massi dove ci sono condizioni fresche ed umide. Nella stagione umida estiva la rana riemerge sulle rocce in superficie per nutrirsi e riprodursi sotto la pioggia.

«Ci  siamo chiesti come i girini della rana possano sopravvivere in un campo di macigno “cavi” senza acqua intorno – dice Hoskin –  La risposta è che le uova vengono deposte in umide fessure rocciose ed i girini si sviluppano all’interno delle uova, custodite dal maschio, fino a che non si schiudono  con le piccole rane completamente formate. Questa rana vive la maggior parte della sua vita nelle profondità dei campi di massi, dove è buoi, fresco e umido e viene in superficie solo quando piove».

Tim Laman, si è detto sbalordito dal fatto di aver potuto conoscere questi luoghi e di scoprire come erano rimasti: «La cosa veramente interessante di questa spedizione è che in un posto come l’Australia, che la gente pensa che sia abbastanza ben esplorato, ci sono ancora posti come Cape Melville dove ci sono tutte queste specie da scoprire.. Là fuori, c’è ancora un grande mondo da esplorare».

I ricercatori sono convinti che Cape Melville  nasconda ancora molti segreti che dovranno rivelare le spedizioni future, secondo il National Geographic, il team ha in programma di tornare a Cape Melville entro pochi mesi, alla ricerca di altre nuove specie, comprese lumache, ragni, e forse anche piccoli mammiferi.

«L’altipiano di Capo Melville è un mondo perduto. Trovare queste nuove specie lassù è la scoperta della mia vita. Sono ancora stupito ed eccitato per questo – conclude Hoskin – Tutti gli animali da Cape Melville sono incredibili solo per la loro capacità di persistere per milioni di anni nella stessa zona e di non estinguersi. E’ davvero incredibile».