Il nuovo nemico mortale dei grandi felini? Un virus dei cani

[11 giugno 2013]

Secondo Wildlife Vets International (Wvi), un’associazione britannica, alcuni dei più grandi e rari felini del mondo stanno affrontando una nuova e mortale minaccia: una malattia dei cani, il virus del cimurro che è uno dei patogeni emergenti che minacciano le tigri in tutto il mondo. Il cimurro è diffuso in tutto il mondo nei cani domestici e ha causato l’infezione e la morte di specie selvatiche, come le linci in Canada, le foche del Baikal in Russia, i diffusissimi ed adattabili procioni e il raro furetto dai piedi neri in via di estinzione negli Usa. Nel 1994 in Africa il cimurro spazzò via un terzo della popolazione di leoni del Serengeti, il focolaio della malattia fu rintracciato  in un branco di cani selvatici. La popolazione di leoni è tornata a crescere solo dopo che gli ambientalisti si impegnarono in un massiccio programma di vaccinazione dei cani.

Però un’iniziativa indonesiana, il primo “Comprehensive tiger disease surveillance programme”  per salvare le ultime tigri di Sumatra, potrebbe rappresentare una svolta nella loro salvaguardia. John Lewis, un veterinario grande esperto di felini e fondatore/direttore di Wvi, è convinto che «Questo programma di successo potrebbe diventare un modello per salvare le tigri in tutti gli Stati dell’areale del loro areale».

Dopo averne parlato all’inizio dell’anno con funzionari e veterinari indonesiani Lewis tornerà a Sumatra a settembre per l’avvio  di un programma che dovrebbe gettare nuova luce sulle cause e l’impatto del cimurro canino e di altre malattie.

Lewis sottolinea che «Con le sfide che arrivano da ogni parte alla popolazione di tigri di Sumatra, frammentata e in diminuzione, che lotta per sopravvivere in mezzo alle crescita economica e alle pressioni sull’habitat, la malattia potrebbe essere catastrofica. Un sintomo preoccupante del cimurro, cioè che le tigri sembrano perdere la loro paura dell’uomo, aumenta la probabilità di conflitto uomo-tigre e ne fa facili prede dei bracconieri. Abbiamo segnalazioni da altri Stati dell’areale della tigre di Sumatra e che le tigri stanno comportandosi in modo anomalo e dobbiamo sapere perché. L’infezione da virus del cimurro canino potrebbe spiegare almeno alcuni casi. Un programma di sorveglianza delle malattie della tigre non è mai stato affrontato. Se facciamo le cose bene, potrebbe aiutarci a prevenire un grave problema che è l’ultima cosa di cui hanno bisogno le tigri nel loro stato precario. Dobbiamo scoprire come questi felini stiano contraendo il cimurro, identificare come e dove vengono a contatto con i cani domestici, che molto probabilmente sono la fonte di virus, e determinare il modo migliore per affrontare il problema. Altrimenti potremmo perdere ancora di più  i nostri grandi felini vulnerabili».

L’iniziativa di Sumatra è un importante passo in avanti nel lavoro del Wvi con le associazioni che si occupano della salvaguardia delle tigri dalle foreste del freddo estremo oriente russo alle soffocanti paludi tropicali delle mangrovie del Sundarbans in Bangladesh.

Lewis lavora nell’estremo oriente russo dal 2004 ed è stato invitato dalla Wildlife conservation society Russia (Wcs) e dal Russian institute of biology & soil a lavorare con i veterinari russi che si occupano di fauna selvatica e e Martin Gilbert, dalla Glasgow University, per capire come combattere i cimurro.

Negli ultimi anni almeno tre tigri dell’Amur o siberiane, il più grande felino del mondo, sono morte dopo aver contratto il cimurro e studi effettuati su esemplari selvatici di tigri dell’Amur e di leopardi dell’Amur, un felino del quale sopravvivono in natura solo 40 individui, confermano che molti sono stati esposti al virus.

In Russia ci sono già segnalazioni di comportamento anomalo, con tigri che entrano nei villaggi senza apparentemente curarsi di quel che succede intorno a loro. Durante uno di questi episodi, una tigre magrissima che stava attaccando dei cani per cibarsene, dopo diversi tentativi di catturala falliti, è stata abbattuta dalla polizia. In un altro caso simile, una tigre selvatica apparentemente in salute, è stata catturata, ma poi è morta in cattività. Entrambi gli animali sono risultati positivi al cimurro.

Negli ultimi 10 anni sono aumentate le segnalazioni di tigri che penetrano nei villaggi o che interrompono il traffico camminando in mezzo a strade principali, comportamenti ritenuti indicativi della presenza di cimurro. Del pericolo del cimurro per i grandi felini selvatici se ne è discusso per la prima volta in un convegno sulle malattie della fauna selvatica che si è tenuto in Russia nel 2011 e Dale Miquelle, direttore dei programmi del Wcs Russia, sottolinea che «Con tutte le minacce che subiscono le tigri siberiane, dal bracconaggio alla perdita di habitat, è stata fatta relativamente poca ricerca sulle malattie che possono affliggere le tigri. Prima del 2000, non ci sono dati su tigri che entrano nei  villaggi e che si comportano in modo anomalo, quindi questo sembra essere un nuovo sviluppo e nuova minaccia. Capire se la malattia è una delle principali fonti della mortalità per le tigri siberiane è cruciale per i futuri sforzi di conservazione».

Anatoly Astafiev, direttore della Sikhote-Alin Reserve, conferma: «Abbiamo visto un calo dei numeri della tigre all’interno della nostra riserva, quindi è molto importante sapere se almeno una delle cause è una malattia riconoscibile, qualcosa che potremmo essere in grado di affrontare e potenzialmente prevenire».