Il paradosso della salamandra gigante cinese: migliaia negli allevamenti, quasi estinta in natura

Le salamandre giganti cinesi potrebbero essere 5 specie diverse, alcune estinte in natura

[22 maggio 2018]

La richiesta di carne proveniente dal mercato del lusso sta portando verso l’estinzione in natura il più grande anfibio del mondo, la salamandra gigante cinese (Andrias davidianus), a confermarlo sono due studi pioneristici che avvertono che questi animali iconici sono ormai quasi scomparsi dalla loro habitat di acqua dolce.

Lo studio “The Chinese giant salamander exemplifies the hidden extinction of cryptic species”, pubblicato su Current Biology da un team internazionale di ricercatori guidato da Fang Yan dell’Istituto di zoologia Kmming  (Kiz) dell’Accademia cinese delle scienze illustra in dettaglio come un team di scienziati hanno condotto la più ampia ricerca sulla fauna selvatica mai effettuata  in Cina e che per 4 anni ha interessato 97 siti in 16 delle 23 province del Paese, fornendo prove di prima mano sulla situazione disperata che stanno affrontando le salamandre giganti cinesi, sottoposte a bracconaggio per la crescente domanda, dato che un grosso esemplare vale fino a 1.500 dollari.

Alla Zoological Society of London  (Zsl) che ha partecipato allo studio spiegano: « Anche se rappresentata nella cultura cinese per migliaia di anni – ispirando, secondo la leggenda, anche l’iconico simbolo  yin-yang, – le salamandre giganti cinesi sono diventate di recente una prelibatezza molto ambita. Per soddisfare questa crescente domanda, gli anfibi, che possono crescere fino a 1,8 m di lunghezza, vengono regolarmente prelevate dal loro habitat per allevarle negli allevamenti commerciali».

Le salamandre giganti cinesi, classificate come minacciate gravemente di estinzione nella Lista Rossa dell’Iucn, appartengono ad un antico gruppo di salamandre che si sono separate dai loro parenti più stretti oltre 170 milioni di anni fa,  durante il Giurassico, e dal mondo della protezione della natura sono considerate una priorità di conservazione globale proprio  per il mantenimento della storia evolutiva .

Uno degli autori dello studio, Samuel Turvey dell’Istituto di zoologia della Zsl, ha sottolineato che «L’eccessivo sfruttamento di questi incredibili animali per il consumo umano ha avuto un effetto catastrofico sul loro numero in natura in un tempo incredibilmente breve. A meno che non siano messe in atto urgentemente misure coordinate di conservazione, il futuro dell’anfibio più grande del mondo è in serio pericolo»”.

Il secondo studio “The Chinese giant salamander exemplifies the hidden extinction of cryptic species”, pubblicato su Current Biology, pubblicato dallo stesso team  su Current Biology, ha analizzato  la genetica di 70 salamandre giganti cinesi catturate precedentemente in natura e  di 1.032 esemplari allevati, scoprendo che erano evolutivamente molto più distinte  di quanto si pensasse in precedenza. La salamandra gigante cinese, che in precedenza si pensava rappresentasse una singola specie, sembra in realtà composta da almeno cinque linee genetiche distinte – alcune delle quali che sono ora estremamente rare e forse già estinte in natura  – e che si sono sviluppate indipendentemente per milioni di anni in località isolate.

Fang, il principale autore dello studio, ha spiegato che «Oltre a far fronte a pressioni più ampie come il bracconaggio per  rifornire le fattorie commerciali e la perdita dell’habitat, è essenziale che vengano messe in atto adeguate salvaguardie per proteggere l’esclusivo lignaggio genetico di questi meravigliosi animali, che risale a il tempo dei dinosauri»

Anche se la legge cinese proibisce la cattura di salamandre giganti cinesi delle popolazioni selvatiche, il ministero dell’agricoltura di Pechino sostiene diffuse immissioni in natura degli animali da allevamento come misura di conservazione. Alla Zsl fanno notare che «Paradossalmente, questo approccio può essere dannoso per le popolazioni selvatiche poiché rischia di mescolare linee genetiche e diffondere malattie tra la fauna selvatica». Gli autori dello studio chiedono  invece che vengano allevati in cattività i lignaggi geneticamente distinti, per poterli salvare dall’estinzione.

I ricercatori ricordano che «Le salamandre giganti cinesi sono una specie di punta per i sistemi fluviali cinesi di acqua dolce. Gli sforzi per conservare questi anfibi carismatici svolgeranno un ruolo vitale nella protezione degli habitat e della biodiversità della regione, nonché delle risorse di acqua dolce per la popolazione della Cina».

Le salamandre giganti cinesi sono una delle 3 specie conosciute di salamandra gigante, le altre due specie vivono in Nord America e Giappone e sono gli ultimi eredi di un’epoca. precedente quella dei dinosauri, nella quale gli anfibi dominavano il mondo. E da allora sono cambiate sorprendentemente poco da allora. Tiurvey spiega ancora: «In un certo senso, sono come l’ultima traccia di questa precedente megafauna d’acqua dolce. SE perdiamo una di queste specie, perdiamo parte di un ramo molto lungo della storia evolutiva, inveceche un semplice ramoscello».

E dagli studi emerge che almeno uno di quei rami potrebbe presto estinguersi: «Per farla breve, non abbiamo trovato quasi nessun animale in nessuna parte del mondo  e gli animali che abbiamo trovato potrebbero non essere individui selvatici»

Infatti, durante la lunga ricerca gli scienziati hanno trovato solo 24 salamandre giganti cinesi selvatiche. Ma le cose stanno ancora peggio: «Dopo aver analizzato la loro genetica –  dice Turvey – è emerso che queste salamandre erano fuggite o erano state rilasciate da allevamenti commerciali di salamandre, dove milioni di queste creature vengono allevate per farne cibo». Anche se le salamandre catturate in natura provenivano da 3 diversi bacini fluviali, i 12 esemplari analizzati mostravano legami genetici con le salamandre giganti del Fiume Giallo, il sito del più antico e più grande centro di riproduzione.

Andrew Cunningham , vice direttore scientifico della Zsl e autore di entrambi gli studi, evidenzia che «Questo non vuol dire che non ci siano animali selvatici. Ma i bassi numeri trovati non sono certamente un buon segno . Per raccogliere un campione rappresentativo della popolazione, i ricercatori hanno utilizzato una selezione casuale di siti campione. Potrebbero  esserci ancora animali in alcune riserve isolate. Ma se anche quelle creature provengono da  fughe o liberazioni dalle fattorie rimane sconosciuto».

Mizuki Takahashi , un erpetologo della Bucknell University, specializzato in salamandre giganti giapponesi e non coinvolto nei due studi, ha detto allo Smithsonian Magazine: «Questa è davvero una brutta notizia, e davvero preoccupante. Data l’ampia area di ricerca Il piccolo numero di creature che hanno trovato è scioccante».

Amy McMillan, che insegna biologia al SUNY Buffalo State College, paragona il problema delle salamandre giganti cinesi a quello dei salmoni selvatici e dei salmoni da allevamento nelle coste nordamericane. «Se hai una piccola popolazione e lanci un centinaio di nuovi individui, puoi sommergere geneticamente una popolazione adattata in un breve periodo di tempo». E  il problema delle salamandre giganti cinesi potrebbe essere proprio questo: «Alcune linee genetiche potrebbero risalire a milioni di anni, e con ogni probabilità sono altamente adattate ai loro specifici ambienti – spiega la McMillan, che non è stata coinvolta nello studio –  Per questo motivo, ogni lignaggio genetico potrebbe non essere in grado di prosperare in tutti i corsi di acqua dolce in Cina».

Ma la cosa più preoccupante è che le salamandre giganti cinesi possano estinguersi in natura: sono predatori al vertice della catena alimentare che si cibano di  vermi, insetti, crostacei e anfibi e salamandre più piccole, la perdita di un predatore all’apice potrebbe avere effetti a cascata sull’intero sistema, causando squilibri nelle popolazioni di diverse specie. Come dice Turvey: «Probabilmente, perdere un grande predatore non sarebbe una buona cosa ».

Dal 2008 in Cina sono state rilasciate nei corsi d’acqua almeno 72.000 salamandre giganti cinesi il cui destino è sconosciuto. Ma, come sottolinea Turvey, «I risultati di questa recente indagine suggeriscono che la maggior parte o muoiono o vengono catturate per aiutare a rifornire le popolazioni allevate, che faticano ad allevare individui nati in cattività». Anche se in natura le salamandre giganti sono pochissime, i ricercatori hanno trovato molte  prove di bracconaggio illegale, tra cui trappole, ami e resti che suggerivano la cattura di questi anfibi utilizzando la pesca elettrica e il veleno.

Ma il team internazionale di scienziati non ha perso le speranze ed è convinto che i suoi due ultimi studi potrebbero servire alle autorità cinesi a rivedere e migliorare i loro programmi di rilascio in natura delle salamandre giganti allevate in cattività.  Tra l’enorme numero di salamandre giganti allevate, molte delle quali sono state probabilmente catturate in natura di recente, potrebbe contenere ancora alcune delle linee genetiche originarie e Turvey è convinto che «Queste creature potrebbero costituire la base per i programmi di miglioramento della conservazione». Ma sia Turvey che Cunningham sottolineano la necessità di controlli genetici e screening delle malattie per tutti gli individui rilasciati. «Penso che ci sia un enorme potenziale nel sostegno del governo cinese a questo processo . conclude Turvey . Tuttavia, per una conservazione di successo, deve anche essere fermato  il bracconaggio, un compito enorme che richiederà importanti azioni governative. Devono essere rafforzate le punizioni e le creature catturate in natura devono essere riportate in modo appropriato nel loro ambiente. Non c’è letteralmente alcun motivo per reintrodurre questi animali solo per cacciarli subito dopo».