Il Parco agricolo Sud Milano, Giorgio Squinzi e la certezza del diritto

[10 settembre 2015]

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Legambiente esprime il suo apprezzamento e plauso per l’operato del Parco agricolo Sud Milano che ieri, nel suo consiglio direttivo, ha ribadito il proprio no alla richiesta di Mapei, azienda del patron di Confindustria Giorgio Squinzi, che aveva richiesto con insistenza (dopo il primo no incassato a luglio) la trasformazione di 14 ettari di terreno agricolo del parco in un nuovo insediamento produttivo, con un progetto firmato dall’archistar Mario Botta, sebbene la richiesta contrastasse con tutte le pianificazioni, da quella del parco a quella della provincia metropolitana di Milano. «Per noi è una buona notizia, che dà fiducia sul futuro del Paese molto più degli indicatori economici della crescita – dichiara Damiano Di Simine, presidente di Legambiente Lombardia – e questo non solo perché 14 ettari continueranno ad essere un’area agricola produttiva e protetta, ma soprattutto perché affermano la certezza del diritto in un Paese dove è opinione diffusa che le norme, specialmente in materia di governo del territorio, valgono solo per chi non gode di sufficienti influenze per condizionare la politica.

Forse è solo una goccia sottratta all’alluvione di cemento che ogni giorno incrosta i nostri suoli migliori nella compiacenza di molti amministratori pubblici, ma indubbiamente è un segnale importante, anche perché viene da un ente, un parco regionale, che si fa carico di una grande responsabilità togliendo le castagne dal fuoco agli altri attori istituzionali coinvolti nel processo decisionale: regione, comune di Mediglia e area metropolitana».

di Legambiente Lombardia