Il parco della Maremma aderisce al Tarta-day

[2 agosto 2013]

Domenica 4 agosto è la giornata nazionale dedicata alla tartaruga marina, un’iniziativa a cui ha aderito anche il centro Tartanet di Talamone, gestito dal Parco della Maremma.

«Le tartarughe Caretta caretta sono animali protetti a livello internazionale da una serie di Direttive e inseriti nella Lista Rossa dell’Unione mondiale per la conservazione della natura», ha spiegato il presidente del Parco, Lucia Venturi. «Eppure rischiano di scomparire dai nostri mari a causa di molteplici minacce».

Nel Mediterraneo ogni anno muoiono migliaia di esemplari di Caretta caretta per catture accidentali da parte di palangari pelagici, demersali, reti a strascico e da posta, per  traffico nautico, inquinamento e scomparsa dei siti di nidificazione. Proprio per ridurre la mortalità da catture accidentali, la Commissione europea ha recentemente finanziato con Life Natura  il progetto “Tartalife” che coinvolge Cts, Cn Ismar, il Consorzio Unimar, che riunisce le associazioni nazionali di pesca professionale, Legambiente e numerosi parchi e aree marine protette.

La giornata del 4 agosto è utile a tutti per fare mente locale sul problema e richiamare le istituzioni a farsene carico, intanto istituendo maggiori controlli sulle attività che impattano sulla vita di questi animali. Questa battaglia però si può sostenere anche in modo piacevole visitando l’acquario di Talamone (aperto dalle 16 alle 20) e il centro di recupero delle tartarughe marine del Parco della Maremma, che ormai da anni  gestisce il veterinario Chiara Caruso.

In occasione della giornata nazionale della tartaruga marina, il cosiddetto Tarta-day, il Centro turistico studentesco (Cts) che da oltre 20 anni è impegnato nella tutela delle tartarughe marine, ha rivolto un appello a Regioni e ministero dell’Ambiente affinché si continui a sostenere le attività dei numerosi Centri di recupero che operano lungo le coste italiane. Queste cliniche intervengono con personale specializzato per soccorrere animali in difficoltà che dopo cure veterinarie, che in molti casi possono durare mesi, vengono restituiti al mare.

Un lavoro prezioso, costante e oneroso che nella maggior parte dei casi ricade sulle spalle delle associazioni, oppure come nel caso di Talamone, sull’ente Parco della Maremma.