Il Parco dello Stelvio compie 80 anni, facciamo in modo che non sia l’ultimo compleanno

Legambiente: «No allo smembramento del più importante presidio di biodiversità d’Italia»

[24 aprile 2015]

Il parco dello Stelvio è stato istituito 80 anni fa, ma il compleanno di uno dei Parchi storici di Italia, istituito addirittura dal regime fascista, rischia di essere molto triste, infatti, la decisione di dividere amministrativamente il Parco Nazionale tra le province di Trento e Bolzano e Regione Lombardia, rappresenta la fine di un progetto unitario di tutela della natura alpina che invece, secondo Legambiente, «Avrebbe dovuto trovare proprio nella Convenzione delle Alpi il proprio coronamento, e nelle strategie nazionali e comunitarie sulla coesione territoriale nelle aree alpine una grande occasione per tradursi in progettualità capaci di generare risorse per lo sviluppo locale».

Il presidente nazionale del Cigno Verde, Vittorio Cogliati Dezza, sottolinea che «Lo smembramento del Parco dello Stelvio priverebbe le Alpi della risorsa strategica rappresentata dal loro più grande parco nazionale Si rischia di disperdere un patrimonio di ricerche e conoscenze scientifiche sviluppato nell’arco di 80 anni, per far nascere uno spezzatino di aree gestite secondo criteri e norme differenti nei tre versanti, in cui l’unica cosa che appare certa è l’attenuazione delle tutele. Un imperdonabile passo indietro che contestiamo e su cui auspichiamo un ripensamento da parte di Governo e di Regione Lombardia».

Il presidente di Legambiente Lombardia, Damiano Di Simine, promette comunque battaglia: «Da parte nostra continueremo a far pressione sul Ministero dell’Ambiente e sulle regioni affinché non si perda la dimensione progettuale unitaria del Parco dello Stelvio e venga sostenuta la continuità dei progetti di ricerca e monitoraggio della biodiversità. In particolare dalla Lombardia, entro cui gravita quasi metà dell’intera superficie protetta, ci aspettiamo una discesa in campo differente da quella notarile e contabile su cui abbiamo visto impegnata la Regione nelle trattative con le Province Autonome. Ci piacerebbe inoltre sapere dal competente assessore lombardo se esiste una strategia sulle aree protette e la protezione della natura nelle Alpi Lombarde, di cui il parco nazionale sia partecipe».