Il Parco Nazionale delle Cinque Terre scommette sul sole

Rimette in funzione gli impianti fotovoltaici già presenti ma non utilizzati

[13 agosto 2015]

Sole 5 Terre

Partendo dall’assunto che «L’utilizzo di fonti energetiche ecocompatibili per l’illuminazione pubblica non può essere considerata un’alternativa ma un dovere, ancor di più nel territorio dell’area protetta delle Cinque Terre dove sono presenti da anni impianti non utilizzati. E’ dunque indispensabile che il Parco dia continuità agli investimenti passati», il  Presidente del Parco Nazionale delle Cinque terre, Vittorio Alessandro, ha dato avvio ad un percorso di «riduzione nell’utilizzo di energia tradizionale attraverso la messa in funzione dei pannelli fotovoltaici presenti al Cimitero e alla Stazione ferroviaria di Manarola e lungo il sentiero che conduce al Santuario della Madonna di Montenero sopra a Riomaggiore».

L’Ente Parco sottolinea che «Rimasti fino ad oggi spenti, questi tre impianti, serviranno il duplice scopo di ridurre le emissioni inquinanti e, non meno importante, di razionalizzare le risorse economiche destinate ai
consumi energetici. A Manarola l’impianto del cimitero andrà infatti ad “accendere” di luce pulita e gratuita il Presepe luminoso di Mario Andreoli (produzione stimata 6.680 kwh/anno) mentre quello della vicina
Stazione Ferroviaria andrà a soddisfare le esigenze energetiche degli uffici dell’Ente (produzione stimata 6.600 kwh/anno). Più energia e meno CO2 anche a Riomaggiore, sul percorso che dalla strada provinciale sale fino al Santuario di Montenero: dopo anni di inattività l’impianto che avrà una produzione stimata di circa 1.770 kwh/anno tornerà ad illuminare a led il sentiero con sensori che attiveranno l’impianto al passaggio dei pedoni.

Dopo i lavori necessari alla sostituzione delle componenti danneggiate e usurate e la messa in funzione dei 3 impianti, la cui entrata in funzione è prevista per l’autunno prossimo, ci sarà «un notevole risparmio sulle bollette, con un ammortamento nei costi già a partire dai primi due anni – dicono al Parco – , nonché una
riduzione dell’inquinamento luminoso e dello spreco di energia»