Il passero d’Italia è il simbolo dell’avifauna del Belpaese

Sondaggio di EBN: l’uccello più “proletario” ha battuto l’elegante Cavaliere d’Italia

[18 maggio 2015]

Il 7 maggio gli inglesi hanno votato per ben altro che Conservatori e laburisti, sono stati chiamati a scegliere il National Bird, l’uccello Nazionale, scegliendo tra una rosa di ben 10 finalisti. Altri Paesi, come Usa,  Bahrain, Afghanistan e Lettonia, hanno un uccello “simbolo nazionale”. L’EBN, l’associazione dei birdwatchers italiani ha chiesto ai propri iscritti di pronunciarsi sulla specie di uccello più rappresentativa del  nostro Paese  ed ha lanciato un sondaggio spiegando che «Ci si può ridere su o prenderla come una provocazione, ma i simboli hanno la loro importanza in qualunque campo. Gli Uccelli sono stati presi spesso in araldica come esempio di fierezza e forza (aquila reale e imperale), purezza (cigno), alti ideali (rapaci in genere) o come simboli di rinascita (pellicano, mito dell´araba fenice)».

Sul forum dei birdwatchers si è scatenato un  dibattito appassionante che poi è diventato una gara serrata e alla fine sono state individuate due specie che possono rappresentare il Belpaese: l’elegante Cavaliere d´Italia (Himantopus himantopus) e il chiassoso e “proletario” Passero d’Italia (Passera italiae) e nel “ballottaggio” tra le due specie ha prevalso a sorpresa ma nettamente – il 68% dei votanti – il piccolo passeriforme.

EBN spiega che «”Passer italiae, parvus sed omnino italicus” è il motto che accompagnava la rivista ornitologica italiana “Avicula” attiva tra il 1897 e il 1907, poi il Passero d´Italia ha subito diverse traversie. Tassonomicamente parlando è stato riportato come sottospecie del Passero domestico (P. domesticus), diffuso in tutt’Europa, poi accusato di essere una forma ibrida stabilizzata con Passera sarda (P. hispanoliensis). Possiamo dire anche di più che, forse a causa di imbarazzi linguistici, non si è capito bene che genere avesse, maschile o femminile. Qui lo abbiamo chiamato passero perché è più familiare chiamarlo così quando ce l’avete in cortile o sotto i coppi del tetto, ma avendolo sdoganato, possiamo dire finalmente che gli ornitologi lo chiamano Passera d´Italia ! Si tratta peraltro dell´unica specie endemica della penisola italiana (ma è presente anche in Corsica)».

E’ un  uccello non raro ma comunque minacciato: la Lista Rossa degli uccelli nidificanti in Italia lo considera specie vulnerabile a rischio di estinzione. Infatti, nche se è ancora abbondante in diverse aree, la Passera d’Italia sta subendo da anni una forte contrazione della sua popolazione: nel nord Italia Passera italiae  dal 1996 al 2006è calata del 50%. «Le cause sono molteplici – spiegano ad IBN –  ma determinante sembra essere la carenza di insetti, essenziali nella dieta dei nidiacei. Una dieta quasi solo vegetale ne fa morire molti già nel nido e, quelli che sopravvivono, sono deboli e facili vittime di malattie infettive».