«Se non ci sarà accordo tra uso e tutela dei Beni Paesaggistici avrà perso la politica»

Il Piano del paesaggio toscano visto dai rifugi delle Alpi Apuane e degli Appennini

«Se un’impresa è una risorsa, siano commisurati e difesi tutti i settori che insistono su un territorio»

[18 marzo 2015]

L’Associazione Rifugi Alpi Apuane e Appennini riunisce quindici rifugi di montagna dislocati su un territorio che interessa le regioni Toscana ed Emilia-Romagna. Siamo quelli della green economy per intenderci, quella cioè di cui nulla si dice in queste ore a proposito del Piano di Indirizzo Territoriale con valenza paesaggistica per la Toscana.

Nell’ultimo emendamento presentato da alcuni consiglieri regionali della Regione, si guarda all’Alta Toscana cioè l’ambito tra le Valli del Serchio e l’alta Versilia, come un’area funzionale all’estrazione del marmo, cioè un distretto industriale monoproduttivo.

Il comprensorio però è anche una destinazione turistica, la varietà dei luoghi è un motivo di attrazione per la diversità di mete disponibili: storiche, architettoniche, ambientali e culturali. Per questo anche a noi non è chiaro perché intorno al Piano di Indirizzo, tutte le questioni ruotino intorno e a favore soltanto di un settore produttivo: l’estrattivo.

Si comprendono le differenze e le diversità di prospettiva con cui possono essere percepiti i due settori, ma l’estrattivo non può assorbire tutta la manodopera impiegata da agriturismi, alberghi, rifugi, campeggi, b&b, case vacanza o nei servizi. Quindi è tutto il settore del turismo, verde e convenzionale, che è in pericolo se il destino del territorio fosse il marmo.

Il turismo verde, come si sa, attiva sinergie e ritorni per l’economie locali, connettendo in un circolo virtuoso identità e tipicità di un’area: silvopastorali, agroalimentare e attività in ambiente. E’ cosi anche fra Apuane e Appennino. Se questa filiera può apparire trascurabile vista da Firenze è importante o vitale per molti dei suoi attori. Ecco perché noi poniamo questioni di lavoro, occupazione e perequazione tra settori. Se un’impresa è una risorsa o un opportunità, siano commisurati e difesi tutti i settori che insistono su un territorio.

Nel governo delle società complesse non può venire meno il ruolo di mediazione tra società civile e società politica, tra cittadini e Stato che appartiene alla politica. Al governatore Rossi, alla Giunta e al Consiglio regionale abbiamo posto il quesito sul peso che avrà in futuro la sostenibilità. Se in Toscana non ci sarà accordo tra uso e tutela dei Beni Paesaggistici avrà perso la politica oppure saranno pretestuose le politiche future per l’ambiente. Perché la questione è il ruolo di ambiente e territorio nelle visioni e nelle politiche del legislatore. Perciò l’indirizzo territoriale che verrà emendato non investe solo la Toscana o la sua immagine o quella dei suoi parchi, Apuane, S. Rossore o in Appennino.

Sapremo allora se i temi vitali saranno ancora quelli legati alla sopravvivenza del pianeta: cibo, acqua, uso del suolo, energia, benessere, lavoro, oppure se le scelte saranno legate solo a questioni contingenti. Sapremo allora se l’ambiente, da cui i parchi  attingono la propria identità, sarà un attore o una comparsa nelle politiche economiche a venire.

Per questo al di là di quanto la Regione ci farà sapere, condividiamo e ci uniamo ai numerosi appelli a favore del paesaggio, rendendo pubblico anche il nostro www.associazionerifugialpiapuaneappennini.it

di Associazione dei Rifugi Alpi Apuane e Appennini