Il ritorno del falco pescatore, i dati del monitoraggio nel Parco dell’Arcipelago Toscano

[5 maggio 2015]

All’interno del progetto di ricostituzione della popolazione nidificante di falco pescatore (Pandion haliaetus) dal Mar Ligure all’Alto Tirreno, il 6 maggio, dalle ore 10,30 alle 13,00, si terrà all’Enfola, a Portoferraio (Elba), un convegno pubblico nel quale verranno presentati i risultati emersi dal monitoraggio della specie nell’ambito della convenzione tra Il Parco Nazionale Arcipelago Toscano e Legambiente Onlus.

Ai saluti del Direttore del Parco ospitante Franca Zanichelli e all’introduzione del Presidente Giampiero Sammuri, faranno seguito gli interventi di Andrea Sforzi, Direttore del Museo di Storia Naturale della Maremma, Stefano Raimondi dell’Ufficio aree protette e biodiversità di Legambiente e di Vincenzo Rizzo Pinna, faunista, che entreranno nel merito dei risultati emersi da questa collaborazione dando anche una panoramica generale, attuale e in prospettiva futura, del progetto. Coordinerà l’incontro Umberto Mazzantini, Responsabile Isole Minori di Legambiente.   

Va ricordato che il falco pescatore rappresenta un rapace estremamente emblematico legato agli ecosistemi acquatici, considerato oggi in uno stato di conservazione “vulnerabile” nel Mediterraneo nel quale, a causa della persecuzione diretta degli ultimi decenni, la popolazione risulta essere costituita da poche decine di coppie riproduttive distribuite tra Corsica, isole Baleari, Marocco ed Algeria.

Dopo le prime esperienze di sinergie tra aree protette, le quali hanno consentito la ricostituzione della popolazione nidificante di falco pescatore che è tornato a riprodursi anche in Italia all’interno di aree da cui mancava da circa cinquant’anni, è nato quindi un progetto di collaborazione tra diversi soggetti: Ente Parco Nazionale dell’Arcipelago Toscano, Ente Parco Regionale della Maremma, Il Consorzio dell’Area Marina Protetta di Tavolara Punta Coda cavallo, Parco Naturale Regionale della Corsica e Legambiente si sono messi insieme con l’obiettivo finale di creare una popolazione che, mediante incremento graduale del numero di coppie riproduttive sul territorio, possa essere in grado di auto-sostenersi nel medio e lungo periodo.