Mazzantini: «Barbetti propone l’esperienza fallimentare e tragica di Manus, dove il campo profughi australiano è stato chiuso»

Il sindaco di Capoliveri vuole confinare i profughi a Pianosa: facciamo come a Manus

Legambiente: «L’Isola dell’Arcipelago Toscano non è una galera del terzo mondo»

[11 luglio 2018]

Il Sindaco di Capoliveri Ruggero Barbetti (ex Dc, ex An, ex FI, ora Lega) e membro del direttivo del Parco Nazionale dell’Arcipelago Toscano torna alla carica con una sua vecchia idea sempre respinta dalle altre istituzioni: realizzare un campo profughi a Pianosa, una delle 7 isole del Parco Nazionale dell’Arcipelago Toscano, protetta sia a terra che a Mare. Barbetti spiega che «L’isola, che si trova a poche miglia dall’Elba, potrebbe diventare una soluzione per affrontare in modo risolutivo il tema dell’immigrazione. La nostra società democratica è strutturata su diritti e doveri e all’interno dei diritti e dei doveri ci sono le regole, regole che devono necessariamente essere rispettate da tutti, anche dai profughi e dai migranti. Come sindaco sono favorevole alla realizzazione a Pianosa anche di una tendopoli organizzata, capace di accogliere i migranti e dove poter procedere velocemente alla selezione di coloro che hanno diritto ad asilo politico e quelli che non ne hanno. Il piano Pianosa, l’isola dell’ex carcere di massima sicurezza, mi risulta che sia stato in valutazione in passato, anche se il Viminale non si è mai espresso ufficialmente. Sull’isola oggi lavora già una piccola comunità di detenuti in semilibertà, che gestiscono l’unico albergo per pochi turisti oltre ad altre attività complementari».

Secondo il Sindaco di Capoliveri ed ex commissario del Parco Nazionale al tempo del ministro dell’ambiente Altero Matteoli, «A Pianosa si potrebbe quindi creare un centro di smistamento, dove vengano identificati e selezionati i nuovi profughi e i nuovi clandestini che siamo obbligati ad accettare. Così come avviene a Manus Island: l’isola della Papua Nuova Guinea dove l’Australia gestisce i migranti che arrivano dall’Indonesia. Nel frattempo potrebbero «lavorare per recuperare l’immenso patrimonio edilizio dell’isola». Oltre all’ex carcere, che potrebbe funzionare per l’accoglienza, ci sono molte strutture tra cui anche quelle dove vivevano le guardie carcerarie con le famiglie, in abbandono da venti anni».

A rispondere per primo al sindaco è Umberto Mazzantini, responsabile nazionale isole minori di Legambiente e collega di Barbetti nel direttivo del Parco per conto elle Associazioni ambientaliste, Secondo l’ambientalista elbano, «Quella di Barbetti di mandare profughi e migranti a Pianosa ormai è una fissazione e, come sempre evita di dire che la sua proposta di organizzare una tendopoli (sic!) di profughi e migranti a Pianosa è in contrasto con le normative italiane (Legge 394/91) e le Direttive europee (Habitat e Uccelli)  e con gli strumenti urbanistici e il Piano del Parco Nazionale dell’Arcipelago Toscano e probabilmente con il Piano Paesaggistico della Regione Toscana, Tra l’altro non mi  risulta che Barbetti sia ancora diventato Presidente del Consiglio, Sindaco del Comune di Campo nell’Elba, Presidente del Parco o Presidente della Commissione europea».

Ma quel che più stupisce Mazzantini nella proposta di Barbetti è un altro aspetto:«Sarebbe poi comico, se non fosse tragico, l’esempio da seguire secondo Barbetti, cioè quello del campo di concentramento realizzato dall’Australia sull’Isola di Manus, in Papua Nuova Guinea, dove, a differenza di quanto scrive il sindaco di Capoliveri e membro del Direttivo del Parco Nazionale, ci sono stati suicidi, rivolte, abusi fisici e psicologici, violenze sulle donne e torture. Un successo così grande e “democratico” che l’Australia è stata condannata da Amnesty International e dall’Onu, e un anno fa il governo conservatore australiano ha concluso un accordo extragiudiziale per oltre 70 milioni di dollari australiani (49 milioni di euro), più costi legali per 20 milioni di dollari, per risarcire i profughi e richiedenti asilo per fatti accaduti a Manus tra il 2012 e il 2014. Forse Barbetti non lo sa, ma nel 2016 la Corte Suprema della Papua Nuova Guinea ha dichiarato la struttura «illegale e incostituzionale», e il premier papuano Peter O’ Neill ha decretato la chiusura del campo di Manus. Ora 600 richiedenti asilo rimangono sull’isola, molti vivono in un limbo legale e nella disperazione in “strutture di transizione dalla detenzione”, sono iraniani, afghani, birmani, siriani e pakistani fuggiti dalla guerra o dalle persecuzioni politiche e religiose o contro le minoranze etniche e sessuali. E’ davvero questo il modello “democratico” rifiutato da Papua Nuova Guinea e ritenuto un disastro in tutto il mondo che Barbetti intende importare a Pianosa in piena estate 2018?»

Mazzantini conclude: «Sarebbe bene sapere al più presto anche cosa ne pensano di questa idea il Sindaco di Campo nell’Elba,  il presidente del Parco e il Presidente e l’Assessore all’ambiente della regione Toscana, ma soprattutto il ministro dell’ambiente Costa».