Il Tirreno centrale è diventato un banchetto per le balenottere

[25 novembre 2013]

Negli anni ’90, il Tirreno è stato considerato come una regione di transito per la migrazione estiva della balenottera comune (Balaenoptera physalus ), ma qualcosa nel mentre è cambiato. Lo spiega bene Marine Biology, che pubblica uno studio di Ispra, Accademia del Leviatano ed Università Sapienza di Roma (Exploring thermal and trophic preference of Balaenoptera physalus in the central Tyrrhenian Sea: a new summer feeding ground?) nel quale 4 ricercatori italiani, Arcangeli,  Orasi,  Carcassi e Crosti sono i protagonisti.

Negli ultimi anni, durante tutta la stagione estiva, è stata riportata nella regione una presenza molto più elevata di balenottere. L’ipotesi che la il Tirreno potrebbe essere diventato un territorio di alimentazione estiva è stata testata con la raccolta di dati sulla  presenza estiva di balene nella regione (40-42,5° N; 9-13° E), e si è indagato se potrebbe essere correlata  alla temperatura della superficie del mare ed alla concentrazione di clorofilla, considerata come “proxy” della disponibilità di cibo. I risultati hanno mostrato che le balene si aggregano sempre nelle parti più produttive del territorio indagato, la produttività generale della zona, però, non ha influenzato direttamente la frequenza della presenza delle balene. Abbiamo concluso che le complesse dinamiche di equilibrio tra le attività di alimentazione e di evitamento delle pressioni possono aver portato balenottere ad utilizzare la regione come un territorio di alimentazione opportunistica».

Lo studio fa parte di un network di ricerca transfrontaliera del quale fanno parte anche Cima, Gis3M, Ketos ed Area marina protetta di Capocarbonara che monitora i cetacei lungo le principali rotte marittime, utilizzando traghetti come piattaforme di osservazione ed è stato reso possibile grazie alla collaborazione di Corsica-Sardinia Ferries e Grimaldi Lines che hanno ospitato i ricercatori a bordo delle loro navi e della Fondazione Cariciv che ha parzialmente finanziato la ricerca.

L’articolo pubblicato su Marine Biology si basa su  5 anni di monitoraggio estivo (2007-2011) dei cetacei nel Tirreno Centrale, lungo un transetto di 2209 Km tra Civitavecchia e Golfo Aranci. I ricercatori italiani sottolineano che «La balenottera comune è il secondo animale del pianeta per dimensioni, dopo la balenottera azzurra (non presente nel Mediterraneo) e si ciba di zooplancton e piccoli pesci e cefalopodi. Nel Mediterraneo è considerata una specie vulnerabile la cui popolazione è in declino».

Secondo lo studio la frequenza dell’avvistamento di balenottere nel Tirreno Centrale è aumentata di tre volte rispetto a 20  anni fa e che quest’aumento non sia stato osservato in nessuna altra parte del Mediterraneo, mentre nello stesso periodo nel Santuario internazionale dei mammiferi marini Pelagos altri studi hanno evidenziato una drastica diminuzione di avvistamenti.

Cto News  evidenzia che «Lo studio nel Tirreno Centrale ha messo in relazione le concentrazioni nelle acque marine di clorofilla CHL, che è legata alla presenza di fitoplancton (nutrimento primario per zooplancton e piccoli pesci), con gli avvistamenti di balenottera. Nei 5 anni di studio gli avvistamenti delle balene erano distribuiti unicamente dove maggiore era la concentrazione di clorofilla». Lo studio giunge alla conclusione che «La regione del Tirreno Centrale si è trasformata, con il cambiare delle condizioni oceanografiche, da area di passaggio ad area di alimentazione per le balene del Mediterraneo». Viene così evidenziata l’importanza della protezione di questa regione habitat critico per la balenottera.