Degasperi (M5S) a Lega e Giunta: «Qui più che far fuori il lupo si decide di far fuori il ministro»

Il Trentino vota per abbattere lupi e orsi. Il Wwf al governo: «Fermateli, è incostituzionale»

Ma la Lega vuole uccidere lupi come gli assessori PD e il Movimento 5 Stelle vota contro da solo

[6 luglio 2018]

Il Consiglio provinciale di Trento ha approvato il disegno di legge 230 proposto dalla Giunta di autonomista-PD con l’assessore Dallapiccola, che «chiede per la Provincia la gestione autonoma del lupo e dell’orso». Hanno votato a favore 25 consiglieri, compresi gli assessori del Pd e il presidente Dorigatti, mentre si sono astenuti in 6: gli altri esponenti democratici  e Manuela Bottamedi (FI). L’unico “no” è stato di Filippo Degasperi (Movimento 5stelle). Non ha invece partecipato al voto Claudio Cia (misto). Un provvedimento fortemente chiesto dalla Lega (all’opposizione in Trentino e al governo con il M5S a Roma) e dai partiti autonomisti alleati del PD in provincia,

Il testo impegna, tra l’altro la Giunta a «sollecitare l’adozione di iniziative per fronteggiare in modo adeguato e capillare la presenza dell’orso e del lupo in Trentino e a sollecitare il Governo, coinvolgendo la delegazione parlamentare trentina, a varare una norma di attuazione specifica». Alessandro Savoi (Lega) è intervenuto a confermare il suo appoggio all’ordine del giorno, «nella misura in cui si debba intervenire presso il Governo e i parlamentari trentini, sensibilizzandoli sull’argomento». E ha detto che «Questo problema è il frutto di scelte sbagliate a partire dal progetto Life Ursus del 1996 che ha comportato l’introduzione degli orsi. Per quanto riguarda il lupo, venuto dalla Svizzera, anche in questo caso l’allarme venne lanciato anni fa perché si tratta di animali che sono in conflitto con la vita dell’uomo in montagna. Aver visto l’orso come un pupazzo per richiamare i turisti è stato un sbaglio, ha detto, e ora la Giunta presenta un ddl nel quale si dice che si possono abbattere lupi e orsi che creano problemi. Anche di fronte alle “minacce” della Lav voterò questa legge» e ha ritirato gli emendamenti dopo un accordo con l’assessore, ndr) anche se i dubbi di costituzionalità ci sono». Ma, secondo il leghista, «Deve prevalere la difesa degli allevatori e della gente che vive e frequenta la montagna. I rischi di costituzionalità ci sono, ma un no della Consulta (dei soloni di Roma) a questo provvedimento giusto seppur tardivo, sarebbe un grave affronto all’autonomia e, in questo caso, ci penserebbero gli allevatori a mettere in atto la legittima difesa, giustificata al mille per mille».

L’unico contrario, il pentastellato Filippo Degasperi, ha fatto notare al suo alleato leghista e alla Giunta che «Qui più che far fuori il lupo si decide di far fuori il ministro (che è in quota M5S, ndr), ovvero si sancisce quel perenne contrasto tra Provincia di Trento e Roma, tra Governo provinciale e Ministero. Una posizione che non condivido perché è in questo che vedo il fine elettorale. L’approvazione di questo disegno di legge passerà infatti la palla direttamente a Roma. Un’operazione che banalizza, anziché valorizzare le nostre competenze. Siamo riusciti a trasformare un’opportunità in un problema e se il Trentino è un marchio apprezzato lo è anche perché sul proprio territorio esistono questi grandi predatori. Se prima della discussione avevo qualche dubbio su come votare, a questo punto non ho nessun dubbio e voterò contro».

Proprio sul dissidio tra le due forze politiche del “Governo del cambiamento”, sembra puntare il Wwf  che dice che «Il Consiglio provinciale di Trento ha approvato ieri a larga maggioranza un disegno di legge che prevede il via libera a possibili abbattimenti di lupi ed orsi, bypassando il parere del Ministero dell’Ambiente. Sembra avere le stesse intenzioni la Provincia di Bolzano, orientata a varare a breve un atto-fotocopia».

Secondo il Panda italiano «Questi  provvedimenti sono un precedente gravissimo. La fauna, secondo la Costituzione, è un bene indisponibile dello Stato e la gestione delle specie più importanti e minacciate va fatta almeno su base nazionale avendo una visione complessiva e non localistica, tanto da essere regolata da Direttive Europee ed internazionali. Lasciare che la Provincia di Trento si arroghi il diritto di gestire in totale autonomia orsi e lupi, che sono un patrimonio di tutti i cittadini, sarebbe come se fosse consentito alla Regione Lazio di decidere con una legge regionale di provare a risolvere i problemi del traffico prendendo in considerazione l’ipotesi di abbattere il Colosseo, un patrimonio di tutti gli italiani o meglio un patrimonio dell’umanità, per edificare un parcheggio. La volontà di avere “mani libere” per abbattere i pochissimi orsi e lupi presenti in provincia di Trento non ha alcuna giustificazione scientifica, economica e men che meno sociale».

Il Wwf si aspetta quindi che «il Governo di impugni immediatamente questo provvedimento e (ove venisse approvato) quello della Provincia Autonoma di Bolzano davanti alla Corte Costituzionale: si tratta di un atto necessario, non solo per far rispettare le competenze costituzionali, ma per tutelare in modo pieno e concreto un patrimonio comune che appartiene tutti gli italiani».

Rispondendo a Legisti e autonomisti gli ambientalisti ricordano che «La convivenza con i grandi  carnivori si garantisce solo con una corretta informazione e soluzioni concrete per la prevenzione dei danni, su cui la Provincia di Trento sta, in realtà, lavorando efficacemente, mentre quella di Bolzano non ha finora mosso un dito. È assurda e ingiustificata questa iniziativa isolata da parte delle province autonome di Trento e Bolzano, che solo pochi mesi fa hanno bloccato l’approvazione di un Piano nazionale di gestione del lupo che aveva ricevuto l’avvallo della larga maggioranza delle regioni e che avrebbe fornito strumenti utili e fondi per la gestione di questo grande carnivoro».

Secondo il Wwf, «Si deve purtroppo costatare che sulla gestione di lupi e orsi, continua ad essere totalmente ignorata la voce dei cittadini che più volte, tramite petizioni lanciate anche dagli stessi assessori provinciali, hanno chiesto di non utilizzare metodi cruenti per la gestione delle due specie. L’autonomia dovrebbe rendere più efficace la tutela e non può abbassarne il livello: se questi devono esserne gli effetti, occorre forse riconsiderarla nelle sue fondamenta».

L’associazione ambientalista conclude: «Evidentemente non è bastata la recente sentenza della Corte dei Conti, che ha condannato l’ex assessore alle foreste della Provincia di Bolzano e il dirigente dell’Ufficio caccia al risarcimento di oltre 1 milione di euro per avere autorizzato in passato la caccia a specie protette. Il Wwf provvederà quindi a segnalare questo nuovo caso alla stessa Corte dei Conti».