Illusioni ottiche per scoraggiare i predatori. Uno studio Ue fa progressi nella comprensione

[17 febbraio 2015]

Un team di ricercatori britannici e di Paesi extra-ue che lavorano al progetto Dazzle markings and movement as an anti-predator strategy (Motdazz), finanziato attraverso una borsa di ricerca Marie Curie  dell’Ue da 221.606 euro, ha fatto progressi nello studio del perché i motivi che creano illusioni ottiche potrebbero proteggere alcune specie dai predatori. Lo studio si basa sulle prove, sempre più numerose, secondo le quali l’illusione di movimento, e altre forme di illusione, sono molto più comuni in natura di quanto si pensasse in precedenza.

La predazione esercita forti pressioni selettive di vasta portata che hanno effetti sulle  prede.  «Come risultato – spiegano i ricercatori del Dazzle – molti animali che sono vulnerabili alla predazione hanno  evoluto colorazione o marcature per sottrarsi alla cattura». Alcuni di questi disegni su pelli, pellicce, piume o carapaci possono impedire ai predatori di giudicare accuratamente la velocità o la traiettoria dei movimenti della preda , diminuendo la probabilità di successo della predazione. Il team di ricerca spiega che i segni “motion dazzle” sono modelli ad alto contrasto che possono funzionare in questo modo».

Quindi la ricerca, coordinata da Laura Kelley, Marie Curie Research Fellow all’università di Cambridge, si occupa dei  segni distintivi dell’illusione di movimento ad alto contrasto, come le strisce bianche e nere n delle zebre, che non aiutano una preda a nascondersi, ma possono aiutarla a non essere catturata, che  sembrano alterare la percezione dei predatori. Il progetto Dazzle, che dovrebbe concludersi a settembre, si propone di determinare per la prima volta se le caratteristiche dell’illusione di movimento possono influenzare il tasso di cattura di una preda e come la percezione del predatore viene alterata.

Il bollettino scientifico dell’Ue Cordis sottolinea che «Il progetto è unico, pochissimi studi si sono infatti occupati del ruolo dei segni anti-predatore durante il movimento. Dato che la maggior parte delle prede viene catturata mentre cerca di scappare, si tratta di un’importante lacuna di conoscenze. La ricerca spera di identificare se alcuni segni sono più efficaci di altri e quindi determinare come gli animali si sono evoluti per proteggersi dagli attacchi quando si muovono».

La Kelly è specializzata nello studio degli uccelli giardiniere ed è tra gli scienziati che hanno scoperto che, per esempio, che il grande giardiniere grigio (Ptilonorhynchus nuchalis) sistema oggetti grigi, come pietre, in modo che quelli più piccoli siano vicini al centro, mentre quelli più grandi siano più lontani. Questo produce un effetto di “prospettiva forzata” che fa sembrare gli oggetti colorati in mostra più grandi alla femmina.
Diverse specie di farfalle hanno degli ocelli sulle ali, che possono avere un ruolo protettivo, attirando l’attenzione del predatore su una parte meno vulnerabile del loro corpo o mostrando un disegno minaccioso: «Questa tecnica di distrazione potrebbe confondere i predatori, suggerendo che la testa si trova dal lato opposto», dicono i ricercatori.

Utilizzando gli esseri umani come predatori, il team Motdazz ha identificato i fattori chiave dell’illusione di movimento: «Usando touch screen – si legge su Cordis . dei volontari hanno cercato di catturare prede diverse per forma e colore, il che ha aiutato i ricercatori a determinare se questi fattori alterassero la percezione della velocità o della traiettoria. I ricercatori hanno poi applicato i loro risultati per valutare l’efficacia dei segni di illusione in movimento usando la ghiandaia – una specie di uccelli originaria degli Stati Uniti – come predatore. In questo modo i ricercatori sperano di capire meglio come gli animali percepiscono il mondo che li circonda e come le capacità percettive possono dare forma al comportamento e all’evoluzione».