Analisi genetiche e morfologiche rivelano che le specie di susa sono 4 e non 3

In Australia emerge una nuova specie di delfini susa [PHOTOGALLERY]

[31 ottobre 2013]

Secondo un team di ricercatori della Wildlife Conservation Society (Wcs), del American Museum of Natural History e di altre Ong ambientaliste, nelle acque al largo dell’Australia settentrionale sta nuotando una specie di susa (cetacei che gli anglosassoni chiamano delfini humpback) precedentemente sconosciuta alla scienza.

Per determinare il numero delle diverse specie delle suse, una famiglia di odontoceti riconoscibili dalla caratteristica gobba appena sotto la pinna dorsale, il team ha analizzato la loro storia evolutiva, utilizzando sia le caratteristiche fisiche che i dati genetici. Mentre la susa dell’Atlantico viene riconosciuta come specie, lo studio fornisce la prova che le suse dell’Indo-Pacifico sono in realtà 3 specie diverse, di cui una mai catalogata prima dalla scienza.

Le suse arrivano fino ad 8 metri di lunghezza ed hanno una colorazione che va dal grigio scuro, al rosa e al bianco. Questi odontoceti frequentano generalmente acque costiere, i delta e gli estuari dei fiumi e si incontrano negli oceani Indiano e Pacifico fino alle coste dell’Australia. La susa atlantica è considerata “Vulnerabile” dalla Lista Rossa Iucn, mentre la  Sousa chinensis è elencato come “quasi a rischio”. Le suse sono minacciate soprattutto dalla perdita di habitat e dalla pesca.

Martin Mendez, vicedirettore del programma America Latina e Caraibi del Wcs, spiega che «Sulla base dei risultati delle nostre analisi morfologiche e genetiche combinate, possiamo suggerire che il genere dei delfini susa comprende come membri almeno 4 specie membri. Questa scoperta aiuta la nostra comprensione della storia evolutiva di questo gruppo e informa le politiche di conservazione per contribuire a salvaguardare ciascuna delle specie. Riconoscere una specie distinta è essenziale per avere un quadro adeguato per la conservazione. Devi sapere assolutamente cosa stai cercando di preservarlo».

Gli autori della ricerca, pubblicata su Molecular Ecology, propongono quindi di riconoscere almeno 4 specie di questa famiglia di delfini: susa dell’Atlantico (Sousa teuszii ), che vive nell’Atlantico orientale al largo dell’Africa occidentale; susa dell’Indo-Pacifico (Sousa plumbea), il cui areale che va dall’Oceano indiano centrale a quello orientale; un’altra specie di susa dell’Indo-Pacifico (Sousa chinensis ), che vive tra l’Oceano Indiano orientale ed il Pacifico occidentale, la quarta specie di susa ritrovata al largo dell’Australia settentrionale e che deve ancora ricevere a sua denominazione scientifica.

Per fare chiarezza tassonomica su un gruppo diffuso, ma ancora poco conosciuto di delfini, gli autori dello studio hanno messo insieme una grande collezione di dati fisici raccolti per lo più da delfini spiaggiati e reperti museali. In particolare, il team ha esaminato le caratteristiche di 180 teschi che coprono la maggior parte dell’area di distribuzione del gruppo, per di confrontare i caratteri morfologici presenti in tutto l’areale delle suse. Inoltre, i ricercatori hanno anche raccolto 235 campioni di tessuto da animali che vivono nelle stesse aree, che si estendono dall’Atlantico orientale fino al Pacifico occidentale, analizzando il Dna  mitocondriale e nucleare per  ricercare variazioni significative tra le popolazioni.

Il principale autore dello studio, Howard Rosenbaum, direttore dell’Ocean Giants Program del Wcs, sottolinea che «Nuove informazioni sulla distinte specie per l’intera gamma di delfini susa, aumenterà il numero delle specie riconosciute  e fornisce le prove scientifiche necessarie per le decisioni di management volte a tutelare la loro diversità genetica unica e gli importanti habitat ai quali sono collegati».