In Australia stanno per estinguersi 12 specie di marsupiali: colpa di gatti e volpi

Governo, scienziati e ambientalisti al lavoro per salvare i mammiferi autoctoni dai predatori introdotti

[27 novembre 2018]

Secondo lo studio “Degrees of population-level susceptibility of Australian terrestrial non-volant mammal species to predation by the introduced red fox (Vulpes vulpes) and feral cat (Felis catus)”, pubblicato su Wildlife Research, le 12 specie di marsupiali australiani più a rischio di estinzione per la predazione di gatti e volpi sono: Potoroo di Gilbert’s  (Potorous gilbertii – itically endangered); Ratto delle rocce dell’Australia centrale (Zyzomys pedunculatus . critically endangered); Quoll orientale (Dasyurus viverrinus – endangered); Bandicoot fasciato occidentale (Perameles bougainville – endangered):     Bandicoot fasciato orientale o Marl (Perameles gunnii . endangered nell’Australia continentale); Wallaby lepre rossiccio  o Mala (Lagorchestes hirsutus – nell’Australia continentale);  canguro striato (Lagostrophus fasciatus – vulnerable); Djoongari o topo di Shark Bay (Pseudomys fieldi – vulnerable); Boodie o bettongia scavatrice (Bettongia lesueur . vulnerable); Greater stick-nest rat (Leporillus conditor – vulnerable); Pademelon della Tasmania o Pademelon dal ventre rossiccio  (Thylogale billardierii – estinto nell’Australia continentale, sopravvive in Tasmania); bettongia orientale, (Bettongia gaimardi – estinta nell’Australia continentale, sopravvive in Tasmania).

Lo studio è stato realizzato da un folto team di ricercatori australiani del Threatened Species Recovery Hub del National Environmental Science Program del governo australiano. L’Hub è una collaborazione di 10 importanti università australiane e Australian Wildlife Conservancy con le agenzie governative per la conservazione per intraprendere ricerche per sostenere il recupero delle specie australiane minacciate di estinzione.

La principale autrice dello studio, Sarah Legge della School of Earth and Environmental Sciences dell’università del Queensland, ha ricordato che «Negli ultimi 230 anni, l’Australia ha avuto il più alto tasso di estinzione di mammiferi nel mondo, perdendo da una a due specie ogni dieci anni dal 1850. La predazione da parte di gatti rinselvatichiti e volpi ha svolto un ruolo di primo piano in almeno 25 estinzioni di mammiferi».

Un team di oltre 20 scienziati e responsabili della conservazione ha classificato tutti i mammiferi terrestri australiani in base alla vulnerabilità alla predazione da parte di gatti rinselvatichiti e volpi rosse, arrivati in Australia al seguito dei colonizzatori europei e il leader del team di ricerca, Jim Radford dell’Università di La Trobe, spiega che «Sapere quali sono le specie più a rischio ci aiuterà a stabilire le priorità in base alle necessità di controllo di gatti e volpi. Aiuterà anche i responsabili della conservazione a decidere quali specie necessitano del più alto livello di protezione dai predatori introdotti, che attualmente significa essere spostati in isole o aree di conservazione recintate in cui sono fuori dalla portata dei predatori introdotti. Abbiamo scoperto che 63 – o circa uno su tre – delle specie di mammiferi sopravvissute sono altamente suscettibili alla predazione da parte di gatti e volpi. Volpi e gatti sono stati un fattore primario nella maggior parte di queste estinzioni. Il nostro studio mostra che i predatori introdotti rimangono una minaccia significativa per numerosi mammiferi, molti dei quali sono aggrappati alla sopravvivenza solo con un filo»

La commissario australiana per le specie minacciate, Sally Box, ha concluso: «La ricerca sosterrà una migliore conservazione dei nostri mammiferi più vulnerabili. Con la Threatened Species Strategy del governo australiano, ci sono obiettivi ambiziosi per affrontare l’impatto dei gatti rinselvatichiti e stiamo lavorando con partner di tutto il Paese per affrontare questa minaccia. Questa ricerca ci aiuterà a indirizzare meglio i nostri sforzi per migliorare i risultati della conservazione».