In bici con Greenpeace dall’India all’Argentina per salvare l’Artico

[16 settembre 2013]

Ieri migliaia di persone in più di 110 città di 36 Paesi di tutto il mondo hanno partecipato alla prima “Pedalata Polare” organizzata da Greenpeace per la campagna Save The Arctic.  Gli ambientalisti sottolineano che «dall’Inghilterra all’Argentina, dall’India all’Italia i “Difensori dell’Artico” hanno pedalato attraverso i luoghi più iconici delle proprie città. In Italia, migliaia di biciclette hanno percorso le strade di Bari, Catania, Milano, Napoli, Roma e Verona per ricordare a tutti l’urgenza di salvare l’Artico da colossi del petrolio come Shell e Gazprom».

Cristiana De Lia, responsabile della campagna Mare di Greenpeace Italia, spiega che «con questa pedalata abbiamo portato i Difensori dell’Artico sulle strade di tutto il mondo per ricordare a Shell e agli altri giganti del petrolio che il movimento Save the Arctic sta crescendo e non si fermerà finché non cesseranno i piani di trivellazione al Polo Nord. L’Artico è importante per il clima terrestre e deve essere protetto per non mettere a rischio tutti gli abitanti del nostro pianeta».

Greenpeace con la “Pedalata Polare” ha anche voluto dare una risposta al presunto raffreddamento dell’Artico che in questi giorni è stato sulle pagine di molti giornali che hanno sposato le tesi eco-scettiche sulla presunta bufala del global warming. L’iniziativa si è tenuta infatti a ridosso del raggiungimento del livello minimo annuale dei ghiacci artici e l’associazione ricorda che «nel 2012 è stato raggiunto il triste record del minimo storico dei ghiacci e, anche quest’anno, gli scienziati prevedono un nuovo allarmante livello che potrebbe essere tra i cinque più bassi della storia. A minacciare l’Artico non sono solo i cambiamenti climatici: l’assenza di ghiaccio ha aperto nuove vie di transito per la ricerca e l’estrazione di petrolio a latitudini estreme scatenando una vera e propria corsa all’oro nero».

La De Lia ribadisce: «I ghiacci dell’Artico si stanno sciogliendo rapidamente davanti agli occhi di tutti: dove prima c’erano vaste distese di ghiaccio, ora c’è il mare aperto e le piattaforme delle compagnie petrolifere senza scrupoli stanno avanzando. Questa è un’emergenza planetaria e noi non staremo a guardare».

Un impegno che per le strade di Londra ha preso le sembianze di un gigantesco orso meccanico grande quanto un autobus a due piani che ha raggiunto la sede internazionale della Shell, mentre a Roma 2.000  ciclisti si sono ritrovati  in Piazza del Colosseo e hanno pedalato lungo un percorso che ha toccato i luoghi simbolo della capitale. A unirsi ai paladini dell’Artico, per sottolineare insieme a Greenpeace l’importanza di difendere questo fragile ecosistema, anche l’assessore alla Mobilità del comune di Roma, Guido Improta che ha aperto la pedalata. Mentre l’attore Paolo Briguglia, testimonial dell’evento, è salito in sella alla sua bicicletta per chiedere un santuario globale per l’Artico.