In Emilia Romagna contributi per aumentare resilienza e pregio degli ecosistemi forestali

Le risorse finanziarie allocate dalla Regione ammontano a 5.464.469,50 euro: c’è tempo fino al 31 gennaio

[30 agosto 2018]

La Giunta regionale dell’Emilia Romagna ha recentemente aperto un bando che mira al miglioramento dell’efficacia ecologica degli ecosistemi forestali, al fine di contrastare gli effetti del cambiamento climatico. Contemporaneamente il bando presuppone una forte valenza educativa degli interventi, perché si prepone di migliorare l’ accesso ai boschi e le strutture, come i sentieri, sviluppando quindi un turismo più consapevole.

Il bando per fruire delle agevolazioni è rivolto sia ai consorzi forestali o amministrazioni pubbliche sia a beneficiari privati con determinate clausole consultabili nel relativo bando. Gli importi per il sostegno possono variare da un minimo di 50.000 euro a un massimo di 150.000 più Iva; le domande di sostegno devono essere presentate alla regione Emilia Romagna entro il 31 gennaio 2019, e assieme a queste deve essere presentato il progetto, redatto da un tecnico abilitato.

Il bando, facente parte del programma per lo sviluppo rurale, partito nel 2014, è un’ottima opportunità per le amministrazioni pubbliche e per i privati di investire sulle aree verdi, e avere un ritorno per la collettività e un aumento di prestigio. Magari utilizzando attrezzature ed elementi a basso impatto ambientale: privilegiando ad esempio materiali riciclati così da sfruttare tali innovazioni anche dal punto di vista educativo e della cultura ambientale, oltre ad offrire un mercato di sbocco per un’economia davvero circolare.

Il miglioramento dell’accessibilità alle strutture aumenterà la fruibilità di queste aree verdi e parchi, e favorirà un incremento del turismo responsabile. Sono infatti ammissibili interventi legati al miglioramento della segnaletica, lo sviluppo di sentieri naturalistici, per il riequilibrio delle componenti biotiche del sottobosco. Il tutto ovviamente armonizzato sulla base dei piani di gestione e delle misure di conservazione dei siti della rete Natura 2000 e delle aree protette.

di Valentina Bossi