Da predatore a preda. Il triste monitoraggio di Legambiente da inizio 2013

In Italia è strage di lupi: 80 sono già stati uccisi

Oggi presentazione del Manuale delle attività investigative per i reati contro la fauna

[15 aprile 2014]

Ormai è una strage: i lupi vengono trovati investiti, strangolati, ammazzati a fucilate, avvelenati… in tutto dall’inizio del 2013 ad oggi Legambiente ha contato 80 di questi carnivori uccisi, eppure sono tutelati da norme nazionali e comunitarie.

L’ultimo lupo trovato morto, pochi giorni fa in Molise, vicino a  Mirabello Sannitico, è stato investito e ucciso presumibilmente in maniera accidentale. Ma i tre esemplari scoperti solo qualche tempo prima in Basilicata sarebbero stati avvelenati. L’investimento stradale rappresenta la causa più importante di mortalità, ma una parte consistente degli esemplari rinvenuti sono vittime di bracconaggio (lacci a strangolo, armi da fuoco, veleno).

Secondo Antonio Nicoletti, responsabile Aree protette e biodiversità di Legambiente, «questi episodi, in crescita, non devono essere sottovalutati  ma spingere, al contrario, enti e istituzioni a rafforzare sia le misure di controllo del territorio per porre un freno al bracconaggio, sia quelle di prevenzione dei danni alla fauna domestica che spesso innescano un inasprimento degli atteggiamenti di intolleranza nei confronti dei grandi carnivori. Ecco perché la delicata questione dell’interfaccia tra i grandi carnivori e le attività antropiche necessita dell’incontro e del lavoro congiunto di tutti i soggetti interessati, come il personale tecnico dei Parchi, gli uomini del Corpo forestale dello Stato impegnati nelle attività di monitoraggio intensivo di diverse specie selvatiche e gli allevatori, alcuni dei quali con coraggio e lungimiranza hanno deciso di investire nella prevenzione e nella sperimentazione di nuovi sistemi di gestione dei conflitti».

Un lavoro portato avanti anche grazie al progetto Life Wolfnet appena concluso, che ha visto la partecipazione di Legambiente, dei Parchi Nazionali della Majella, del Pollino, delle Foreste Casentinesi, della Provincia dell’Aquila e dell’Istituto zooprofilattico di Lazio e Toscana.  Oggi  a Roma viene presentato il volume Manuale delle attività investigative per i reati contro la fauna realizzato nell’ambito del progetto Life Wolfnet è il primo tentativo di tracciare un percorso condiviso nell’ambito delle investigazioni per i reati contro gli animali. Il manuale rappresenta il riferimento tecnico-scientifico per le indagini forensi sui crimini contro la fauna in risposta alla persistenza di questi reati e affronta il tema delle investigazioni sia in termini preventivi che repressivi.

«Il volume – spiegano gli organizzatori –  vuole essere un primo pionieristico tentativo di tracciare un modus operandi riconoscibile e definito su principi generali e rappresenta, ad oggi, il riferimento tecnico scientifico per le attività forensi e diagnostiche che affrontino in maniera organica il tema delle investigazioni nei crimini contro gli animali. Solo un inizio, considerata la complessità degli argomenti trattati, la ricchezza dei temi giuridici e la multidisciplinarietà richiesta da un approccio metodologicamente corretto».