In Nepal in 9 anni sono raddoppiate le tigri

Wwf: più tigri selvatiche, ma nel Sud-Est asiatico bracconaggio e deforestazione sono una minaccia

[5 ottobre 2018]

Quello annunciato dal Wwf International in Nepal è un incredibile e spettacolare progresso per la fauna selvatica: «E’ sulla buona strada per diventare il primo dei Paesi del mondo a raddoppiare la sua popolazione di tigri selvatiche dal 2010». Secondo i risultati del più recente censimento delle tigri, questo piccolo Paese himalayano, uno dei 13 Stati dell’areale della tigre che si sono impegnati a raddoppiare il numero di tigri selvatiche entro il 2022 (iniziativa nota come TX2), avrebbe quasi raddoppiato il numero di tigri presenti in Nepal nel 2009, arrivando a 235 esemplari liberi in natura.

Ginette Hemley, vicepresidente senior per la conservazione della fauna selvatica al World Wildlife Fund, ha detto che «E’ una notizia entusiasmante e senza precedenti. Il Nepal è un grande esempio per gli altri paesi della gamma tigre di intensificare e impegnarsi allo stesso livello di volontà ed eccellenza politica. Mentre questa è una grande storia di conservazione della tigre, sottolinea anche la costante necessità di garantire la protezione degli habitat chiave e il valore di un approccio territoriale perchè questa specie recuperi e prosperi».

L’ampio censimento delle tigri nepalesi, condotto tra novembre 2017 e marzo 2018 dal Department of National Parks and Wildlife Conservation del Nepal in partnership con il Wwf Nepal ha utilizzato 4.387 immagini provenienti da fototrappole, transetti e indagini sulla densità di presenza delle tigri e delle lorio prede. Il progetto ha riguardato  oltre 1.700 miglia attraverso aree protette e corridoi della fauna selvatica nel Terai Arc Landscape, un importante ecosistema transfrontaliero con l’India dove vivono anche rinoceronti, elefanti e quasi 7 milioni di persone.

Il Wwf International evidenzia che «Le buone notizie del Nepal arrivano in un momento in cui molte delle popolazioni di tigri del mondo sono in declino per la perdita di habitat e per il bracconaggio diffuso. Come un intrepido leader nella conservazione delle tigri, il Nepal dimostra cosa è possibile quando i governi, le forze dell’ordine, le comunità locali e le ONG lavorano insieme per sostenere robuste protezioni per queste specie in grave pericolo di estinzione. Negli ultimi anni, il Nepal ha unito le forze con il Wwf per rafforzare gli sforzi anti-bracconaggio e di monitoraggio basati sulle comunità. Il governo ha anche aumentato i suoi impegni per proteggere e ripristinare l’habitat vitale della tigre – compresi importanti corridoi della fauna selvatica – per garantire alle tigri lo spazio e la base di prede di cui hanno bisogno per prosperare»,

In tuto il mondo sono ornai rimaste solo meno di 4.000 tigri selvatiche e bisognerebbe cominciare di più (e mantenere le promesse) per garantire che il loro numero continui a crescere. Due anni fa, il Wwf annunciò che, in base ai migliori dati disponibili, il numero delle tigri era aumentato per la prima volta da più di un secolo a livello globale. Ma il Panda fa notare che «Mentre paesi come il Nepal, il Bhutan, l’India e la Russia hanno fatto notevoli progressi nel recupero delle loro popolazioni, la conservazione della tigre rimane una sfida nel Sud-Est asiatico, dove il bracconaggio dilagante e la deforestazione sono una minaccia sempre presente.

Il Wwf sta collaborando con governi, scienziati, ranger e comunità locali per porre fine al bracconaggio della tigre in tutta l’Asia, prevenire la perdita di habitat e aiutare le comunità a gestire meglio i conflitti tra umani e tigri e quanto accaduto in Nepal fa dire agli ambientalisti: «Siamo fiduciosi che insieme possiamo raddoppiare il numero di tigri in natura».

Ghana S. Gurung, rappresentante nazionale del Wwf Nepal, conclude: «Ogni tigre conta, per il Nepal e per il mondo. Mentre il Nepal è solo un paio di tigri lontano dal nostro obiettivo di raddoppiare il numero delle tigri entro il 2022, questo censimento sottolinea la costante necessità di garantire una migliore protezione e habitat contigui per la sopravvivenza a lungo termine della specie».