In Sardegna il mare è pulito, con molte 5 vele e tre eccezioni

[10 luglio 2014]

Dopo i problemi riscontrati un po’ in tutto il Tirreno, quello tracciato da Goletta Verde per la Sardegna è un quadro più che positivo e che premia gli sforzi messi in campo negli ultimi anni sul fronte della depurazione. Secondo i tecnici dell’imbarcazione ambientalista «Soltanto tre punti sui ventinove analizzati in tutta l’isola hanno rilevato una carica batterica oltre quella consentita dalla legge, due dei quali però giudicati “fortemente inquinati”. Si tratta del campionamento eseguito a Valledoria (alla foce del rio Cuggiani, in località San Pietro a mare) e alla foce del fiume Silis a Sorso. Inquinato, invece, il prelievo effettuato a Tresnuraghes allo sbocco del canale sulla spiaggia di Poro Alabe». Per il caso di Sorso è da tenere in considerazione l’alluvione che nei giorni prima del campionamento ha investito la zona e potrebbe avere influito sui risultati delle analisi. Tutti gli altri campionamenti non hanno evidenziato alcuna anomalia e la carica batterica si è mantenuta sempre al di sotto dei limiti consentiti dalla legge.

Si tratta quindi di episodi solati ma che rappresentano comunque un segnale da non sottovalutare e che deve impegnare le amministrazioni locali a tenere sotto controllo i punti critici ancora presenti, come dimostra proprio in queste ore anche dal sequestro disposto dalla magistratura del depuratore de La Maddalena per inquinamento ambientale. «Secondo gli organi inquirenti – si legge in un comunicato di Goletta Verde – il depuratore sarebbe bloccato da circa un anno e in questo periodo avrebbe scaricato i reflui direttamente nelle acque del porto di La Maddalena, tra l’altro area di particolare pregio, con grave pericolo per la salute pubblica. Ci auguriamo che si faccia presto chiarezza su questa vicenda e si proceda, oltre ad accertare eventuali responsabilità, a ripristinare il corretto funzionamento dell’impianto».

Serena Carpentieri, portavoce di Goletta Verde, sottolinea: «Così come capita da anni, il nostro monitoraggio in Sardegna ci consegna una fotografia quasi perfetta, a testimonianza che la regione gode complessivamente di un adeguato sistema di depurazione. Questo non significa che sia tutto perfetto e che quindi ci si può fermare, come dimostra il caso del sequestro del depuratore de La Maddalena. Occorre risolvere le criticità che abbiamo individuato e capire al più presto le cause del carico batterico rilevato. Tra l’altro, proprio alla vigilia della stagione balneare, anche l’Unione Europea ha nuovamente avviato una procedura di infrazione ai danni dell’Italia per il mancato rispetto della direttiva comunitaria sul trattamento delle acque reflue urbane, dopo già due condanne a carico del nostro Paese. La procedura coinvolge anche 64 agglomerati urbani sardi, per i quali secondo l’Ue non è stato dimostrato che tutto il carico generato riceve un adeguato trattamento secondario. Questa Regione ha già fatto più volte da apripista in Italia sul tema della depurazione e della difesa del proprio paesaggio, proprio per questo confidiamo che si prosegua su questa strada e si possa far sempre meglio. Le magnifiche coste dell’isola fanno gola a molti ed è bene mantenere alta la guardia».

Sono risultati a norma tutti i punti analizzati in provincia di Cagliari: Poetto, Calamosca e sbocco canale stagno nel Capoluogo; nei comuni di Pula (spiaggia e foce del Rio Pula) e Villaputzu (spiaggia Porto Corallo, nei pressi della foce del fiume Flumendosa). Entro i limiti di legge anche i 3 campionamenti in provincia dell’Ogliastra: a Lotzorai (spiaggia alla foce del Rio Girasole a Iscrixedda) a Tortolì (spiaggia foce del Rio Foddeddu) e a Tertenia (spiaggia di Serralla). Meno quello di Tresnuraghes a posto gli altri 2 prelievi in provincia di Oristano: a Foce Tirso a Torre Grande e Marina di Torre Grande, allo sbocco del canale stagni di Cabras. A norma anche i 7 prelievi in provincia di Olbia-Tempio: a San Teodoro (spiaggia Isuledda, a Puntaldia, spiaggia fronte sbocco canale a Cala D’Ambra e alla spiaggia La Cinta di Puntaldia; a Olbia (spiaggia nei pressi della foce Pittulongu e alla foce del Rio Bados) e a Trinità D’Agultu (Costa Paradiso, alla spiaggia e alla foce del fiume Li Cossi). Dei 6 punti monitorati in provincia di Sassari, oltre i 2 fortemente inquinati di Valledoria e Sorso, gli alti 4 risultati nella norma sono a Valledoria (foce fiume Coghinas, località San Pietro a Mare); a Sassari (spiaggia di Platamona, fronte stabilimento diroccato); ad Alghero (sbocco porto canale a Ferilia e alla spiaggia di Maria Pia). Entro i limiti di legge i prelievi effettuati a Bosa, in provincia di Oristano, alla foce del fiume Temo e alla spiaggia di Bosa marina.

A conferma dell’eccellenza del mare sardo, Gioletta Verde ha consegnato la bandiera con le 5 Vele della nella Guida Blu di Legambiente e Touring club, dove figura terzo il Comune di Posada, un riconoscimento assegnato anche a Bosa, Baunei e Domus De Maria. La Sardegna si è aggiudicata anche la classifica dei comprensori turistici della Guidsa Blu con ben 5 distretti nella top ten con al primo posto il Golfo di Orosei, Ogliastra e Baronia, seguito da Sinis e Arburese; Golfo degli angeli; Sulcis Iglesiente e Costa Nord Occidentale e Parco dell’Asinara.

Secondo Marta Battaglia, del direttivo di Legambiente Sardegna, «La riconferma delle tante “5 vele” che sventolano in questa regione sono la dimostrazione che le battaglie avviate negli anni passati ormai hanno portato i frutti sperati. Un risultato che però non deve assolutamente far abbassare la guardia. Gli splendidi panorami di quest’isola, il suo mare cristallino e i tanti esempi di buone pratiche nel campo della sostenibilità ambientale rischiano sempre di subire gli attacchi di speculazioni e cemento. È quindi fondamentale mantenere alta l’attenzione e convogliare le esperienze raccolte e dare inizio ad una nuova fase che possa fungere da volano per l’economia turistica oltre che per la protezione della biodiversità. Durante la tappa di Goletta Verde in Sardegna abbiamo chiesto proprio questo: la necessità di estendere sempre più le aree marine protette, difendere, correggere e rafforzare ulteriormente le misure di tutele del Piano Paesaggistico Regionale del 2006 che è ancora un esempio a livello nazionale. Lo abbiamo chiesto alla Regione proprio durante la sosta di Goletta Verde a Cagliari e le dichiarazioni dell’assessore Regionale all’Urbanistica Cristiano Erriu di ieri circa l’impegno a rafforzare ancora di più il Piano Paesaggistico regionale ci rassicurano. Speriamo che la politica riparta anche dagli insegnamenti che ancora dobbiamo trarre in tema di difesa del territorio, anche alla luce delle ultime alluvioni che hanno messo in ginocchio diversi centri dell’isola».