La buona performance italiana merito delle abbondanti piogge invernali e primaverili

Incendi boschivi in calo in Italia, ma in Europa il 2012 è stato drammatico

Il 37% della superficie bruciata dell’Ue era nelle aree protette di Rete Natura 2000

[20 agosto 2013]

Secondo i dati, ancora provvisori, forniti dal Corpo forestale dello Stato, dal primo gennaio al 14 agosto 2013 il numero degli incendi  è diminuito di circa il 58% rispetto al 2012: «Sono 1.850 gli incendi boschivi ivampati dall’inizio dell’anno, che hanno percorso 13.630 ettari di superficie (6.370 ettari di superficie boscata e 7.260 ettari di superficie non boscata). Il confronto dei dati statistici relativamente al periodo 1 gennaio – 15 agosto, con riferimento all’anno precedente, evidenzia una sostanziale diminuzione del numero degli eventi (circa il 50% in meno di incendi rispetto alla media 2008 – 2012). Anche le superfici percorse dal fuoco fanno registrare valori piuttosto bassi (-60%) rispetto le medie stagionali del medesimo periodo 2008 – 2012».

Il Cfs individua anche la principale ragione di questo calo: le abbondanti piogge invernali e primaverili  che sono arrivate a ridosso della stagione estiva, ma avverte che «Rispetto all’andamento iniziale dei mesi di giugno e luglio, le elevate temperature di inizio agosto hanno portato ad un repentino incremento di roghi negli ultimi giorni. Tuttavia salvo alcune gravi situazioni localizzate e alcuni incendi particolarmente estesi e problematici anche per la pubblica incolumità, nel complesso il fenomeno resta comunque ancora sotto le medie del periodo».

Nel 2013, almeno fino al 14 agosto, le situazioni più critiche si sono registrate in Puglia (356 incendi), Sardegna (262), Sicilia (242), Campania (183), Piemonte (106) e Calabria (98). Seguono Calabria (98), Toscana (93), Lazio (83), Liguria (81), Lombardia (70), Basilicata (67), Molise (53), Friuli Venezia Giulia (37), Abruzzo (34), Veneto (29), Emilia Romagna (18), Trentino Alto Adige (15), Umbria (11), Marche (8) e lValle d’Aosta (4).

La più estesa superficie boscata percorsa dal fuoco è in Sardegna (1.573,7 ettari). Seguono la Puglia (1.489,2), il Friuli Venezia Giulia (923,2), la Sicilia (420,0), il Lazio (400,9), la Campania (347,5), il Piemonte (338,6), la Basilicata (241,4), la Calabria (206,9), la Lombardia (154,0), l’Abruzzo (113,3), il Molise (52,4), la Liguria (46,9), l’Umbria (25,6), l’Emilia Romagna (9,1), la Toscana (7,3), le Marche (7,2), il Trentino Alto Adige (6,0), il Veneto (5,1) e la Valle d’Aosta (2,0).

Quest’anno il Cfs ha impiegato 16 mezzi aerei, distribuiti in Basilicata, Emilia Romagna, Lazio, Marche e Umbria e 637 pattuglie pronte a intervenire, dirigere e coordinare le azioni di spegnimento degli incendi boschivi.  Fino al 14 agosto 2013 i comandi territoriali del Cfs hanno denunciato 83 persone per il reato di incendio boschivo: 81 le persone denunciate a piede libero e 2 le persone arrestate.

Dal 2000 al  2013 – snocciola ancora il Cfs – sono state denunciate per incendio boschivo 5.110 persone, ci sono stati 166 arresti  in flagranza di reato o misure di custodia cautelare. Nelle aree più colpite dagli incendi, il Cfs ha messo in campo, strumenti tecnologicamente avanzati, in grado di elaborare velocemente una notevole quantità di informazioni sui roghi. In Campania, Basilicata, Calabria e Puglia, a partire dal 2010, sono permanentemente in esercizio i 19 Centrali Operative Mobili, Comandi Stazione Mobili, Laboratori Mobili ed i 256 forestali adibiti a questi  mezzi speciali hanno dato un significativo contributo alla lotta contro gli incendi boschivi nelle quattro regioni  meridionali.

Le cose, però, non sembrano andare altrettanto bene nel resto dell’Unione europea: il Joint research center (Jrc) ha appena pubblicato il suo Annual Fire Reports basato sui dati degli incendi boschivi e della  protezione civile dei Paesi europei che partecipano  all’ European Forest Fire Information System (Effis). Il rapporto Forest Fires in Europe, Middle East and North Africa 2012 è il 13esimo prodotto dall’Effis, e  dice che nel 2012 il fuoco nell’Ue a 28 ha percorso 646.157,  «Ben al di sopra della media degli ultimi 20 anni (circa 470.000 ha) ed è più o meno l’equivalente della superficie totale bruciata nel corso del 2010 e 2011 messi insieme».

Se si guarda agli ultimi 12 anni, il 2012 si piazza al terzo posto per estensione degli incendi, battuto solo dal devastante 2003 (862.452 ha) e dal 2007 (700.117 ha), superando così il 2005 (640.816 ha), mentre negli altri anni i dati delle aree europee percorse dal fuoco sono sempre stati sotto i 400.000 ettari.

Il Paese di gran lunga più colpito nel 2012 è stato la Spagna, con una superficie bruciata di 209-855 ettari, il suo anno peggiore dal 1994, seguita proprio dall’Italia e dal piccolo Portogallo (110.231 ha).

Secondo le stime Effis, «Circa il 37% della superficie bruciata dell’UE era situata nelle aree protette di Rete Natura 2000», si tratta della conferma che i criminali incendiari hanno nel mirino le aree protette.

Durante la stagione degli incendi 2012, il meccanismo di protezione civile dell’Ue ha ricevuto 9 richieste di assistenza riguardanti emergenze legate a grandi incendi forestali.

 

L’Effis monitora costantemente la situazione degli incendi boschivi in Europa e nel bacino del Mediterrane, si tratta di un sistema sviluppato e gestito dal Jrc  in collaborazione con la Direzione generale ambiente dell’Ue e la Direzione generale per l’aiuto umanitario e la protezione civile.

Anche i Paesi non Ue dei Balcani sono stati gravemente colpiti, in particolare Bosnia-Erzegovina, Albania e Montenegro, con una superficie totale bruciata mappato dall’Effis di 225.583 ettari, così come del Nord Africa, in particolare l’Algeria, con una superficie totale bruciata di 228.380 ettari.