Incendi in Sicilia, Legambiente: avvio immediato del servizio antincendio boschivo regionale e controllo sui Comuni

I cambiamenti climatici impongono cambio di strategia e di organizzazione. Gravissimi anche i danni alla fauna selvatica

[15 Maggio 2020]

Secondo Legambiente Sicilia «Gli incendi che in questi giorni stanno continuando a devastare la Sicilia non sono purtroppo una novità e per certi versi non devono sorprendere: picchi di caldo anche fuori stagione come quelli in atto, peraltro ampiamente previsti e preannunciati, scatenano abitualmente l’azione distruttrice di piromani e criminali. Ciò che indigna è che le strutture  di prevenzione e repressione ancora una volta non si dimostrano pronte ed attrezzate a contrastare tali calamità e fenomeni criminali».

Nell’immediato, il Cigno Verde siciliano chiede di affrontare subito l’urgenza è evitare ulteriori danni sollecita «L’immediata attivazione del servizio antincendio boschivo regionale, con gli uomini in atto disponibili che svolgerebbero anche una importante azione di prevenzione e presidio sul territorio. E’ incredibile che in queste ore i 151sti dell’antincendio del Corpo Forestale stiano per essere destinati a lavori di manutenzione alle dipendenze del Dipartimento Regionale Sviluppo Rurale (ex Azienda Foreste) e non alla formazione delle squadre di pronto intervento per lo spegnimento. La normativa regionale è chiara:  l’articolo 56 della LR 16/1996 prevede che gli operai addetti alle attività antincendio sono assunti con avviamenti programmati, di norma, dal 15 maggio e dal 15 giugno di ciascun anno e che in relazione a specifiche esigenze tecniche ed all’andamento climatico, la data di avviamento al lavoro potrà, anche limitatamente a determinati territori, essere variata, tutto ciò impone la modifica di strategie e di organizzazione rifiutando un  approccio burocratico inefficace e inefficiente».

Per Legambiente «E’ assurdo che in queste ore lo spegnimento degli incendi sia sostanzialmente affidato ai Canadair che intervengono quando gli incendi hanno un certa estensione e che hanno costi enormi: mancano i più flessibili elicotteri e le squadre a terra che con minori costi garantirebbero il pronto intervento sui fuochi sin dal nascere e l’indispensabile azione di bonifica a terra. E’  urgente arginare questi incendi primaverili che causano poi un danno rilevantissimo sulla fauna selvatica che è in piena stagione riproduttiva».

Gli ambientalisti siciliani concludono: «Chiediamo, inoltre, che in queste ore il Corpo Forestale e la Regione verifichino che i Comuni siano dotati di catasti delle aree percorse dal fuoco aggiornati dopo gli incendi distruttivi degli anni scorsi, unico strumento per applicare i divieti di inedificabilità e di modifica di destinazione d’uso  nelle aree incendiate ed evitare speculazioni edilizie e fondiarie dopo gli incendi».