Incendi in toscana: meno boschi bruciati nonostante il caldo estivo

Il 98% dei focolai sono causati dall'uomo e più di 7 su 10 sono dolosi

[5 ottobre 2015]

Incendi in Toscana

Secondo la Regione Toscana, nonostante le alte temperature registrate soprattutto a luglio, sono buoni i risultati dell’opera di prevenzione e spegnimento degli incendi boschivi nell’estate 2015.  I dati sono stati presentati oggi in conferenza dall’assessore regionale all’agricoltura e foreste, Marco Remaschi, dal  comandante regionale del Corpo forestale dello Stato Giuseppe Vadalà e dal direttore regionale dei Vigili del Fuoco, Gregorio Agresta. Erano presenti anche toscano Filippo Grifoni per il Coordinamento volontariato e Mario Guercini per la sezione AIB della Croce Rossa.

Dai dati in possesso della Regione emerge «nonostante un aumento degli incendi dal 1° gennaio al 30 settembre 2015 (+6%) rispetto alla media dello stesso periodo 2010-2014,  la superficie boscata interessata dai fuochi appare praticamente dimezzata. Erano 502 ettari nel 2014. Sono stati 265, il 48 per cento in meno, fino al 30 settembre di quest’anno: 265 ettari per 366 incendi.  In sintesi 0,72 ettari a incendio, che è la superficie boscata media interessata in ciascun evento e rappresenta l’indicatore dell’efficienza di intervento dell’organizzazione AIB, ampiamente sotto l’ettaro».

Confrontando i dati del 2015 con quelli  del periodo 2010-2014 bisogna però considerare l’eccezionalità del  2013 e 2014, anni nei quali ci furono rispettivamente “solo” 204 e 115 incendi boschivi, una media nettamente inferiore alla media di 343 incendi del quinquennio, e soprattutto con una superficie boscata percorsa dalle fiamme che è molto lontana da tutti i valori di riferimento. «Si tratta – spiega la Regione in una nota – di stagioni caratterizzate da un andamento meteoclimatico eccezionale, con livelli di piovosità importanti in tutti i mesi, compresi quelli estivi, e temperature ben al di sotto dei valori medi registrati in estate. Il 2012 invece è stato  l’anno più critico, con ben 759 incendi di bosco e oltre 1.700 ettari di superficie bruciata».

Remaschi ha sottolineato che «L’estate 2015 presentava un potenziale di forte pericolosità  per la prolungata assenza di piogge e per le elevate temperature osservate in particolare nel mese di luglio. La Toscana conta anche più boschi di qualsiasi altre regione: il 60%.  Il bilancio che oggi facciamo è invece  decisamente positivo grazie al contributo di tutte le componenti dell’organizzazione regionale AIB: Province, Unioni di Comuni, Comuni ed Enti Parco regionali, personale del Corpo Forestale dello Stato e dei Vigili del Fuoco. Vorrei inoltre dedicare una menzione particolare ai nostri cinquecento operai forestali e alle associazioni di volontariato AIB che riuniscono circa quattromila persone sempre disponibili nelle situazioni di emergenza».

L’assessore regionale ha ribadito che «Grazie alla tempestività con la quale  l’organizzazione regionale AIB è intervenuta su principi di incendio, in molti casi si è potuto limitare  i danni, in termini di superficie bruciata, a  poche centinaia di metri quadri. Ma anche negli  eventi più impegnativi la concentrazione delle forze di spegnimento aeree e terrestri nelle prime fasi di sviluppo dell’incendio ha permesso di ottenere risultati importanti: dei 366 incendi boschivi fino al 30 settembre solo 7 hanno superficie rilevante, compresa tra 10 e 20 ettari. L’organizzazione ha dimostrato di funzionare meglio, ma concentrandosi sui particolari, perché sono i particolari che a volte fanno la differenza, potremo farla funzionare ancora meglio».

Per Vadalà, «L’attività di contrasto al delitto di incendio boschivo, realizzata dal Corpo forestale della Stato in Toscana ha consentito di raggiungere buoni risultati.  Il 75% degli scenari è stato repertato scientificamente, con ben 33 persone denunciate ed un arresto (a Lucca). Pur in una stagione caratterizzata da condizioni sfavorevoli si è apprezzato l’effetto del divieto assoluto di abbruciamento che si è tradotto in una riduzione degli eventi involontari. Il fulmine che scatena un incendio è un evento più unico che raro. Il 98% dei focolai sono causati dall’uomo e più di 7 su 10 sono dolosi: il 75% nel 2015, contro il 60% dei cinque anni precedenti. Vuol dire che le misure adottate hanno permesso di ridurre gli incendi per colpa.  La cicca rimane comunque un caso per lo più di scuola. In laboratorio è stato dimostrato che un mozzicone di sigaretta, con particolari condizioni di vento, può provocare un incendio, ma in tutta Italia mai abbiamo repertato una cicca da cui si sia scatenato un focolaio».

Agresta, ha evidenziato che in Toscana si è saputo fare squadra: «In base ad una convenzione stipulata con la regione Toscana sin dal 2003, si è andata sempre più rafforzando una sinergia di interventi  che, anche per questa campagna AIB, ha visto la presenza di personale dei vigili del fuoco in tutte le sala operative provinciali e quattro presidi antincendio dislocati all’isola d’Elba, all’isola del Giglio, all’isola di Capraia e nella provincia di Massa Carrara. Questo va ad aggiungersi alla presenza costante, sui 365 giorni dell’anno, di personale qualificato e preparato dei vigili del fuoco, nella S.O.U.P. della Regione Toscana. Quest’anno si deve anche segnalare la disponibilità dell’elicottero del Reparto Volo dei Vigili del Fuoco ad Arezzo ad essere impiegato nella  campagna AIB; sono state effettuate 20 missioni con 204 lanci per un totale di oltre 26 ore di volo».