Incendi a Terracina: Legambiente presenta un esposto alla Procura di Latina

I roghi dolosi hanno devastato aree protette dalle Direttive europee

[2 novembre 2017]

Dopo aver raccolto numerose testimonianze e segnalazioni ed aver effettuato sopralluoghi rilievi fotografici, analizzato la natura e l’entità del danno alla flora e alla fauna, monitorato il territorio coinvolto dagli incendi tramite il sistema della Unione europea European Commission Emergency Management Service Copernicus EMS, nelle aree  colpita dagli incendi di Ferragosto, Legambiente Lazio e il circolo del Cigno Verde Terracina “Pisco Montano” hanno presentato un articolato e dettagliato esposto alla Procura della Repubblica di Latina e per conoscenza a tutte le Autorità competenti per materia e per territorio: , Forze dell’Ordine (Carabinieri Forestali, Comando e Sezione Carabinieri di Terracina, Polizia di Stato, Polizia Municipale, Polizia Provinciale) Vigili del Fuoco, Questura di Latina, Prefettura di Latina, ARPA LAZIO, Comune di Terracina, Parco Regionale dei Monti Ausoni e del Lago di Fondi, Regione Lazio, Ministero dell’Ambiente.

Legambiente Latina spiega che «La gravità della situazione è testimoniata dal fatto che gli incendi sono stati vasti e ripetuti. Ettari e ettari di preziosa vegetazione andati in fiamme, abitazioni evacuate, cittadini svegli ad assistere impotenti e impauriti al fuoco che distruggeva gli alberi e la macchia mediterranea lambendo le loro case. Incendi in sequenza appiccati sicuramente con dolo data la precisione e la dislocazione degli inneschi, ed è purtroppo solo di qualche giorno fa (25 ottobre) l’ultimo attacco che ha mandato in fumo ancora altri circa 5 ettari di macchia mediterranea nel comune di Terracina sempre a Monte Leano».

Le zone incenerite ad agosto a Terracina sono quasi tutte aree protette e diventate dal 6 dicembre 2016  Zone speciali di conservazione (Zsc – Direttiva Habitat),  come gli ex  Siti di interesse comunitario (Sic) Monte Leano e Monti Ausoni meridionali, ricadenti nella Zona di protezione speciale (Zps – Direttiva Uccelli) Monti Ausoni e Aurunci, che si estende su 62327 ettari, e che risulta essere l’area protetta più danneggiata del Lazio con 3.399 ettari bruciati. Gabriele Subiaco, vicepresidente e responsabile scientifico di Legambiente Latina, fa notare che «Purtroppo anche a Terracina i danni alla flora e alla fauna sono spaventosi, con una superficie complessiva di preziosa Macchia Mediterranea, Querceti mediterranei, Praterie Montane, Pinete, di circa 156 ettari molto preziosi e difficilmente recuperabili, mentre il Lazio complessivamente risulta al quarto posto in Italia, dopo Sicilia, Calabria e Campania, con 13.142 ettari andati in fumo e la Provincia di Latina saldamente al primo posto della classifica nel Lazio».

Nell’esposto si chiede di «aprire un’indagine, effettuando una ricognizione delle zone interessate (tutte dettagliate e corredate di foto nell’esposto), auspicando sempre più l’intervento tempestivo del Comando Tutela Forestale, Ambientale e Agroalimentare (CTUFAA) dell’Arma dei Carabinieri, in qualità di importante organo responsabile delle funzioni investigative e repressive per l’AIB (Antincendio boschivo), e di perseguire con durezza i responsabili, contestando in particolare (per le caratteristiche, la diffusione e gli impatti generati dagli incendi) oltre alle aggravanti già previste dal reato di incendio boschivo previsto dall’art. 423bis del Codice, la fattispecie di disastro ambientale Art. 452 quater codice penale. Inoltre, dato che i siti coinvolti sono indicati e designati dagli Stati membri, ai sensi dell’articolo 4 della direttiva 92/43/CEE, come Zone Speciali di Conservazione (ZSC), si chiede che sia contestata anche la fattispecie di distruzione o deterioramento di habitat all’interno di un sito protetto, secondo il nuovo articolo 733 bis del codice penale».

Inoltre il circolo di Legambiente fa notare che «Il Comune di Terracina presenta una classe di rischio alto  (come da Piano AIB regionale- 2011-2014 Zonizzazione Rischio- Indice di Rischio IR), e per questo è assolutamente necessario (vista anche la preziosità dal punto di vista naturalistico delle aree ricadenti nel territorio comunale) ridefinire e potenziare il servizio di previsione, prevenzione e controllo delle aree a rischio, manutenere in modo costante le zone di interfaccia e delle fasce tagliafuoco, e adottare con urgenza tutti i provvedimenti stabiliti dai programmi e dai piani regionali compresi quelli relativi alla preparazione, alla formazione, alle dotazioni del nucleo di Protezione Civile comunale, e alla gestione dell’emergenza con la predisposizione di idonee procedure e relativi livelli di responsabilità, esercitazioni periodiche, designazione di aree di raccolta dei cittadini per assicurare i primi soccorsi in caso di eventi che possono mettere a rischio la sicurezza delle persone, come quello di ferragosto».